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Vita da SEO: intervista a Pasquale Gangemi

Bentornati con il nostro solito appuntamento del martedì, come da tradizione ormai consolidata giorno dedicato a un ospite speciale che ci svela alcuni segreti della sua professione. Un cammino iniziato mesi fa e che finora ha visto come protagonisti specialisti del calibro di Benedetto Motisi, Rudy Bandiera, Chiara Francesca Storti e Riccardo Mares. Oggi, come ultimo appuntamento di luglio, abbiamo il piacere di avere come ospite Pasquale Gangemi, uno dei SEO Specialist più apprezzati sul territorio nazionale, un professionista da cui possiamo imparare tanto.

Bando alle ciance, lasciamo la parola al nostro ospite.

  • Ciao Pasquale e benvenuto sul nostro blog. Come nostra consueta abitudine, partiamo con la domanda più classica tra quelle possibili: quando hai iniziato ad appassionarti del mondo informatico e quando è nata la passione per la SEO?

Ciao Vincenzo, grazie per l’intervista e per il benvenuto, è un piacere rispondere alle tue domande.

Ho iniziato ad appassionarmi all’informatica quando mio padre all’età di 2 anni mi regalò un “Computer Kid” Clementoni e successivamente (intorno ai 5 anni) acquistò, per il proprio negozio, un fantastico “386” Olivetti.

Fu proprio a quei tempi che iniziai a prendere confidenza con i comandi di MS DOS e col tempo ad utilizzare il “QBasic” come primo linguaggio di programmazione.

Dopo aver passato un’intera infanzia con i PC, con l’avvento di Internet ho iniziato a realizzare i primi siti web e blog in HTML, per poi passare all’utilizzo di un CMS (Joomla nel mio caso).

Il vantaggio di questo sistema di gestione di contenuti derivava dal fatto che non esistevano (di default) URL “SEO friendly” e nel ricercare un metodo per ottimizzarle, ho scoperto che dietro questa mia esigenza, ci fosse un mondo di attività da prendere in considerazione: le attività SEO.

  • Sei il vincitore del SEOtraining contest nel 2012, un grande riconoscimento per chi come te si occupa di questo settore. Le tue sensazioni in merito a questa eccellente vittoria?

A cavallo tra il 2011 ed il 2012 mi stavo dando molto da fare per portare avanti il mio blog sulle infografiche da un lato e spingere molto sul mio “personal branding” dall’altro. Le due cose purtroppo non andavano proprio a braccetto, per tanti, il mio ruolo sul web era quello di “grafico” o “infografico”.

Quando ho saputo del contest SEO ho partecipato con grande entusiasmo, seppure fossi già molto impegnato a livello lavorativo, ritenendola un’occasione unica per centrare i due obiettivi contemporaneamente.

Alla fine l’ho spuntata su uno dei SEO che più stimo in Italia, l’eccezionale Marco Salvo (con il quale siamo diventati grandissimi amici) e sulla allora “new entry” Riccardo Colli.

Oltre alla soddisfazione per la vittoria, ciò che più ho ricevuto dal contest è l’aver conosciuto tantissimi professionisti come Adriano De Arcangelis (organizzatore del contest), Benedetto Motisi (a quei tempi, coordinatore del contest) ed infine Emanuele Tolomei e Simone Righini. (due fonti di ispirazione importanti per me).

  • Alcuni sostengono che “la SEO è morta”, qual è la tua opinione in merito visti anche i recenti cambiamenti dell’algoritmo di Google? La figura del SEO è ancora così importante?

Fin quando la SERP di Google sarà composta da più risultati (5, 7 o 10 che siano), selezionati dai motori di ricerca secondo determinati criteri (i cosiddetti algoritmi), ci sarà sempre bisogno di un professionista SEO per poter quantomeno ambire al loro raggiungimento.

Proprio a causa di questi repentini cambiamenti (o semplicemente) aggiornamenti degli algoritmi, è ancora più importante affidarsi a qualcuno che ogni giorno analizza e conosce il comportamento di Google.

Di sicuro sono morte alcune attività di SPAM e probabilmente è un bene che ciò sia accaduto.

  • Quali sono gli strumenti che, secondo te, dovrebbero far parte sempre della strategia di lavoro di un SEO specialist?

Gli strumenti variano in relazione alle esigenze ed alle dimensioni del cliente.

Per gestire dei piccoli clienti è sufficiente avere un account di Google ed usare:

  • Google Search Console (ex Web Master Tool);
  • Google Analytics;
  • Google AdWords;
  • Google Suggest;
  • Google Drive (in particolare i fogli di calcolo).

Da SEO manager, in Pro Web Consulting mi trovo a gestire clienti davvero molto grandi e per fare analisi più elaborate è necessario utilizzare strumenti più avanzati. Uno di quelli che utilizzo molto di frequente, ad esempio, è SearchMetrics.

  • Sul tuo sito troviamo una pagina dedicata alle Referenze, in cui diversi esperti del web lodano le tue grandi capacità. Cosa si prova nell’avere tanta stima da parte dei propri colleghi?

Durante questi anni di lavoro ho conosciuto e collaborato con tantissimi professionisti in ambito SEO (e non solo) ed ho gestito centinaia di progetti SEO (gran parte di essi, sono ancora attivi).

Operare in maniera verticale in ambito puramente SEO è un indubbio vantaggio.

Dal punto di vista delle “Hard Skill” ti aiuta a risultare sempre aggiornato e ad avere velocemente la risposta giusta ad un determinato problema.

Sotto l’aspetto delle “Soft Skill” cerco di essere sempre molto disponibile e dedicare del tempo a tutti coloro i quali necessitano di informazioni da parte mia.

I clienti, i colleghi ed i collaboratori apprezzano molto questo tipo di atteggiamento e per me è la gratificazione più grande.

  • Secondo il tuo parere, chi sono attualmente i migliori SEO in Italia?

Nel mese di marzo avevo già risposto a questa domanda con un post su seospecialist.it, il post è piuttosto ironico ma non si discosta da quello che è il mio pensiero.

Potrei fare una serie di nomi (anzi li ho già fatti nella seconda domanda di questa intervista), ma sono convinto che un SEO debba essere valutato sulla base dei risultati, ed ogni SEO Specialist stabilisce i propri obiettivi da raggiungere, c’è:

  • Chi si accontenta di ottenere tanto “traffico organico”;
  • Chi vuole essere riconosciuto agli eventi;
  • Chi vuole essere stimato sui social network;
  • Chi vuole guadagnare tanto dai propri progetti;
  • Chi vuole guadagnare uno stipendio importante dalle proprie conoscenze.

Chi può dire chi sia il migliore di questi in maniera oggettiva?

Detto ciò, ci tengo a dimostrare la mia stima ai ragazzi del gruppo che gestisco e con i quali lavoro quotidianamente, per me sono loro i migliori.

  • Il ruolo dei social network nel pubblicizzare un azienda. Quanto sono importanti all’interno di una buona strategia SEO e come possiamo sfruttarli al meglio?

Sembra banale, ma tutto dipende dagli obiettivi che si intendono perseguire sul web.

Una strategia di ottimizzazione per i motori di ricerca non ha bisogno dei social network per raggiungere i propri obiettivi, ma potrebbero aiutare.

I cosiddetti “segnali sociali” come fattore di posizionamento sono un mito da sfatare, i link da Facebook e dagli altri social network, presentano le seguenti caratteristiche:

  1. Contengono quasi sempre l’attributo rel=”nofollow”:
    Ciò significa che i motori di ricerca non assegnano loro alcun valore.
  2. Sono facilmente influenzabili dall’esterno:
    Chiunque con 5 dollari o poco più potrebbe acquistare centinaia (se non migliaia) di like verso una determinata pagina.

Se il posizionamento di una determinata pagina dipendesse dal numero di link social ottenuti, ci sarebbero tantissimi risultati falsati.

Di contro però, avere tante condivisioni naturali e spontanee aumenta le probabilità che il nostro sito (o contenuto) ha di essere linkato da altri blogger o webmaster (che hanno visualizzato la condivisione sui social network).

Per concludere, le due attività non devono per forza essere considerate come complementari perché facenti parte della stessa macro categoria: il web marketing. Ma non bisogna fare nemmeno l’errore opposto di ignorare l’una o l’altra (in fase di destinazione del budget) senza aver consultato un esperto per ognuna di queste aree che possa individuare gli obiettivi raggiungibili dall’uno e dall’altro canale.

  • Un tuo consiglio per coloro che vogliono iniziare a cimentarsi con la tua stessa professione? Cosa bisogna fare e cosa evitare assolutamente di fare?

Il consiglio principale è quello di studiare e di mettere in pratica subito quanto appreso.

Cominciare da una nicchia di mercato poco competitiva per poi espandersi man mano con l’aumentare delle conoscenze e delle capacità tecniche può essere il primo passo verso un progetto di successo.

Si inizia sempre con dei progetti personali e in questi casi è necessario non seguire delle regole definite, la cosa più importante da imparare sarà capire fino a dove ci si può spingere con determinate attività.

Nella fase successiva, dopo aver imparato a capire il motore di ricerca, con i progetti dei clienti sarà necessario evitare di fare cose delle quali non si è sicuri.

Lo staff di Keliweb ci tiene a ringraziare Pasquale Gangemi per la grande gentilezza con la quale ha accettato di rilasciare questa sua intervista. In bocca al lupo per il tuo lavoro, Pasquale!

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