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The Wolf of SEO: intervista a Salvatore Capolupo

Rieccoci puntuali con una nuova intervista, un altro grande professionista che svela alcuni dei suoi segreti. L’ospite di oggi è Salvatore Capolupo: ingegnere informatico, SEO Specialist, programmatore PHP e autore di diversi ebook.

Salvatore è una delle voci più autorevoli nel panorama SEO, ma fate ben attenzione. Se pensate che l’ospite di oggi sia la solita voce accomodante, vi sbagliate di grosso. Abbiamo definito Capolupo come The Wolf of SEO (citando il grande film di Scorsese con Leonardo Di Caprio), soprattutto per il suo blog scomodo che non viene mai linkato da nessuno (così dice lui).

Adesso è il momento di lasciare la parola al nostro ospite.

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  • Ciao Salvatore, benvenuto sul blog di Keliweb. Iniziamo subito dalla tua presentazione, così da dare ai nostri lettori la possibilità di avere le idee chiare sul tuo profilo professionale.

Ciao a voi, e grazie per questa opportunità!

Sono ingegnere informatico dal 2006 e lavoro in proprio da diversi anni, soprattutto consulenze online in ambito web: mi occupo di ottimizzazione di siti, miglioramento delle prestazioni delle pagine, realizzazione di portali in PHP ed integrazioni software /app. Sono anche SEO e mi capita di seguire alcuni siti in consulenza.

  • Il tuo parere su Keliweb come azienda e per i servizi che propone. Per quale motivo la consiglieresti a chi vuole creare un sito web?

Ho collaborato a stretto contatto con la vostra azienda negli scorsi anni, ed è stata un’esperienza decisamente formativa: mi sento ovviamente di consigliarla perché ho imparato tanto sulla gestione dei servizi di hosting, e so quanta professionalità mettano in ballo.

  • Parlaci del tuo progetto Trovalost, uno dei portali più importanti per confrontare i prezzi delle varie offerte commerciali del settore.

Si tratta di un progetto web che ho messo online da un po’ di anni, spinto dall’idea di provare ad uniformare i vari listini prezzi dei servizi di settore: una cosa che chiunque acquisti hosting regolarmente sa bene, visto che non è facile orientarsi tra offerte diverse (che vengono, soprattutto, presentate in modi fin troppo diversi).

All’inizio, pertanto, avevo in mente un sistema di acquisizione dei dati su prezzi e caratteristiche delle offerte che li avrebbe estratti direttamente dal markup HTML. In seguito mi sono reso conto che una via di mezzo tra un cerca-prezzi ed un blog di settore (data la quantità industriale di notizie ingannevoli e superficiali diffuse anche su questi argomenti) avrebbe funzionato meglio.

Cosa che ho raffinato, infine, grazie alle mie esperienze lavorative, tra cui quella con numerosi servizi di hosting italiani e non (tra cui Keliweb, ovviamente!): attualmente Trovalost.it è un sito molto seguito, ci dedico molto tempo e la cosa è davvero gratificante.

  • L’importanza di un servizio web hosting di qualità per i destini di un sito web. Quant’è importante individuare il piano ideale per un determinato progetto?

Certo, è importante, ma non è l’unico fattore in gioco: per dirti, frequento spesso forum di settore, e la cosa che noto è che si tende (sia per ragioni psicologiche, che prettamente commerciali) a “pompare” il proprio hosting molto più del necessario, senza badare alla qualità del sito che si cerca di mettere online. Se il tuo sito web è lento non è per forza colpa del servizio che usi: può essere anche che esistano dei problemi a livello del tuo codice.

Ho sempre preferito un’assistenza affidabile ad un hosting pompato con caratteristiche che, magari, neanche utilizzerai appieno: poi ovviamente dipende dal progetto.

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  • Stai per pubblicare un ebook in cui dai diversi suggerimenti (di preciso 101) per gestire al meglio un hosting. Cosa puoi anticiparci al riguardo? Quali sono le competenze necessarie per gestire un servizio hosting?

Sì, esatto! L’ebook dovrebbe uscire a fine 2017 – forse per Natale – su Amazon Kindle; si tratta di un qualcosa che avevo in mente da un po’. Gestisco molti siti, e mi piace molto avere a che fare con realtà di hosting web diverse tra loro, per cui è abbastanza naturale trasferire in forma scritta queste esperienze.

La mia idea è quella di riuscire a spiegare le cose – anche considerate medio-difficili – in un modo abbastanza chiaro per chiunque. Se vuoi usare correttamente un hosting per un sito o un servizio, poi, devi sempre ricordare (a mio parere) che le risorse come RAM e disco fisso non sono infinite, che ogni cosa ha un costo (questa è difficile da far passare, ma è così) e che è sempre meglio affidarsi ad esperti, in caso di dubbi.

  • Cosa ne pensi delle nuove estensioni dominio? Pensi si tratti di una grande opportunità per personalizzare un particolare progetto, o pensi che ancora oggi le estensioni classiche rappresentino il meglio?

Mi piacciono moltissimo, e credo possano rappresentare opportunità enormi per le aziende: questo perché, molto spesso, le estensioni classiche sono occupate in blocco.

Il problema è che i nuovi TLD costano in molti casi di più rispetto ai domini tradizionali, spesso troppo, e la cosa peggiore è che gli hosting che li propongono non sempre sono nelle condizioni di poter abbassare i prezzi.

Se regolamentassero meglio questo mercato, a partire dall’ICANN e dai vari enti di gestione, sarebbe meglio per tutti.

  • Sei un ingegnere informatico con una naturale predisposizione per la SEO. Voglio farti questa domanda: quanto contano le competenze informatiche per ottenere un buon posizionamento?

Non troppo, almeno non in senso stretto: intendiamoci, il lato tecnico della SEO è, di fatto, informatica a tutti gli effetti, ed ha la sua importanza. Se ad esempio volessi velocizzare il caricamento di una pagina (cito un fattore di ranking molto popolare, per capirci) 8 volte su 10 potrai farlo solo disponendo degli strumenti avanzati che la tecnica ti offre.

Quello che fa la differenza tra i competitor più forti, in molti casi, è che tecnicamente lottano spesso ad armi pari: per cui la tecnica da sola non basta, purtroppo (o per fortuna). Ciò che fa la differenza è quello che proponi, come lo proponi, quanto è utile sul serio e quanto lo rendi interessante per chi lo cerca su Google.

Nel mio caso avere un approccio informatico è importante anche per una questione di metodo di lavoro.

  • Google si evolve sempre di più, siamo spesso testimoni di aggiornamenti che puntano sempre di più a fornire agli utenti contenuti di qualità. Quali sono, secondo te, i punti fermi da rispettare per creare un contenuto di valore?

Rispondere alle esigenze degli utenti, quelle reali, e realizzare siti web tecnicamente impeccabili. Ci sono eccezioni a questa regola, ma questo non significa che uno debba fare le cose alla buona: qualità tecnica, originalità, utilità, direi anche visione di marketing concreta.

Queste sono le cose che aiutano, e Google se ne sta accorgendo sempre più.

  • Lo sviluppo del settore porterà a una maggiore importanza alle query a lunga coda, con Google sempre più attento all’aspetto semantico. Cosa ne pensi al riguardo?

Questo aspetto secondo me è molto bello, permette di personalizzare così tanto le risposte di Google che sembra ti legga nel pensiero, a volte: la semantica tuttavia è (molto) complessa, e viene recepita “alla buona” da molte persone.

Si ha un’idea della semantica semplicistica, basata su concetti scopiazzati da altre discipline che spesso, purtroppo, deviano il discorso.

La semantica che ho studiato a ingegneria, per dirti, era un incubo per molti studenti perché è molto complessa formalmente, senza contare che all’epoca era quasi un azzardo pensare di applicarla al web… In ambito SEO non mi pare una buona idea pensarci troppo: credo che sia molto più efficace concentrare l’attenzione sugli aspetti comunicativi reali delle nostre pagine, e massimizzare le opportunità dai siti più popolari del rispettivo settore.

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  • Un consiglio da parte tua per i giovani professionisti che decidono di intraprendere un percorso professionale simile al tuo.

Posso confermare, dopo anni, che si tratta di un percorso veramente difficile: devi avere molta volontà, focalizzare la giusta attitudine, studiare ed aggiornarti sempre, anche imparare a gestire critiche e negatività (cosa che, peraltro, vale in qualsiasi contesto lavorativo).

In generale non è un percorso che consiglio perché, soprattutto nei primi anni, è totalmente privo di certezze (le quali arrivano solo in seguito, se ti va bene): quando ho iniziato io, dopo anni di gavetta e contratti precari da programmatore, sul web era un dilagare di “guru” che predicavano l’indipendenza economica, con questa immagine molto cinematografica dell’impiegato mediocre che si alza dalla scrivania, molla tutto, si butta sul divano in infradito e bermuda, inizia a lavorare su internet (…non si sa bene su cosa) e guadagnare milioni (…non sappiamo dirvi come!).

Con le dovute riserve, ed il massimo rispetto per tutti, è uno stereotipo ingannevole ed abbastanza pericoloso, perché non tutti hanno l’attitudine giusta per fare i liberi professionisti sul web. Se proprio volete seguire un percorso come il mio, dovreste disporre di un background informatico forte e moderno, essere aperti alle novità, liberarsi dalla rigidità mentale che accompagna molti tecnici e … darci dentro. Si tratta di gestire tutto da soli, dall’aspetto fiscale a quello pratico, per cui non è banale.

Grazie ancora a voi! Buon lavoro a te e a tutto lo staff :-)

Ricambiamo i ringraziamenti e gli auguri di un buon lavoro a Salvatore Capolupo, conoscitore dei meccanismi nascosti della SEO come pochi altri.

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