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Intervista a Valentina Baldon, alla scoperta dei segreti del Copywriting

Nel corso delle ultime settimane stiamo puntando moltissimo sulla scrittura web e su discipline come il Blogging e il Copywriting, un modo per dare dei consigli e degli utili approfondimenti per aiutare l’attività dei professionisti che, grazie a una buona realizzazione dei contenuti, possono aumentare di parecchio le vendite di un’azienda.

Con lo scopo di continuare questo nostro viaggio all’interno della scrittura per contenuti web, soprattutto in ottica aziendale, abbiamo pensato di fare quattro chiacchiere con una giovane professionista che può darci tantissimi spunti di notevole interesse. Stiamo parlando della copywriter Valentina Baldon, astro nascente da seguire con particolare attenzione se si vuole imparare davvero come lavorare sul web.

  • Ciao Valentina, grazie per aver accettato il nostro invito. Iniziamo con qualche informazione generale su di te, chi sei e di cosa ti occupi?!

Ciao Vincenzo, sono io a dover dire grazie a te e a tutto lo staff Keliweb per avermi contattata.
Vi racconto un po’chi sono: sono una trentenne che ha sempre avuto la passione per la lettura, la scrittura e la tecnologia.
Sin da bambina mi affascinavano i libroni di papà e tutti quegli aggeggi strani che utilizzava per lavoro.
Di aggeggi strani ne aveva uno in particolare che mi piaceva un sacco: era uno dei primi PC portatili con sistema operativo Windows ‘95.
Ai tempi avevo una decina d’anni e lo utilizzavo per giocare a Prince of Persia in Floppy Disk (che #vecchitudine).
Successivamente è arrivata a casa la connessione 56K ed ho iniziato ad utilizzare Internet per fare le ricerche scolastiche, come facevano tutti i ragazzetti della mia età. Ecco, appunto, parliamo di internet: amore a prima vista! Mi affascinava sapere che qualunque contenuto fosse da me fruibile attraverso un cavo collegato al mio pc di casa.
Poi sono diventata grande ed è arrivato il fatidico momento di scegliere se continuare a studiare o andare a lavorare: io ho scelto la seconda ed ho iniziato a lavorare in un negozio di telefonia.
La mia vocazione da nerd smanettona viene ampiamente confermata dalla passione che ci mettevo nel lavorare in quel negozio. Purtroppo ero ancora troppo giovane per capire a fondo cosa io volessi fare nella vita e a 20 anni diventa una limitazione lavorare tutti i sabati, le domeniche e le sere in settimana fino a tardi, soprattutto a seguito di una promozione a referente di negozio.
E allora ho mollato, e ho iniziato a lavorare come impiegata commerciale in una vetreria, con orari decisamente più soft.
Io sono una persona che ha bisogno costantemente di nuovi stimoli e di nuovi progetti in cui credere. Fino ad oggi ho cambiato diverse cose nella mia vita professionale, ma tutto è stato utile per diventare la professionista che sono ora.
Un anno e qualche mese fa, ho avuto l’illuminazione e ho compreso finalmente quale fosse la mia vocazione professionale.

  • Sul tuo sito scrivi di aver realizzato un tuo sogno, quello di trasformare una passione nel tuo lavoro. Raccontaci come hai fatto.

Come dicevo alla fine della precedente risposta, l’illuminazione è arrivata un anno e qualche mese fa. Non ero più soddisfatta della mia posizione impiegatizia e non mi sentivo più stimolata ad eseguire il mio lavoro con passione.
Chiacchierando con un caro collega in azienda, che aveva appena conseguito un master per divenire SEO Specialist, mi sono sentita dire che avevo una certa attitudine al mondo del digital e a seguito di un evento negativo che mi ha sconvolto, ho preso la decisione di provare a vivere felice sia a livello personale, che a livello professionale.
Ho raccolto tutti i pezzi e ho ritrovato la mia forza facendo qualcosa per me stessa.
Mi sono iscritta ad un Master in Digital Marketing e ho capito che le mie attitudini principali erano i social media e il blogging (memore della passione coltivata da bambina nella lettura e nella scrittura di brevi testi).
Poco dopo ho iniziato a scrivere per popupmag.it.
Ammetto che Francesco Corvino (fondatore della rivista digitale) è stata una grande fonte di insegnamento all’inizio del mio percorso professionale: scrivere per lui mi ha decisamente aiutato a costruirmi un’identità in rete.
Poi ho aperto il mio blog (prima su dominio disanapiantaweb.com e poi su dominio valentinabaldon.it) e sono arrivati i primi clienti.
Ad oggi collaboro stabilmente con Leevia (azienda specializzata in contest online), sono consulente per BrianzaRestart, con Alessandra Ortenzi abbiamo creato un progetto totalmente al femminile che lanceremo nel mese di gennaio, e di recente sono stata relatrice insieme a Roberto Gerosa al Joomla!Festival e WebAdvisor a Smau Milano.
Dimenticavo: a novembre terrò una docenza di 16 ore in Web Communication per il Comune di Bovisio Masciago in collaborazione con Progetto GO (Giovani Opportunità).
Una vita professionale sicuramente molto intensa e mi fa felice lavorare a progetti così diversi fra loro: è davvero stimolante.

  • Andiamo un po’ nel dettaglio delle tue competenze, iniziando proprio dal Web Writing. Quali sono, secondo te, le peculiarità da tenere sempre ben presenti quando si scrive per il web?

Quando si scrive per il web, bisogna sempre tener presente un fattore fondamentale: il lettore è tendenzialmente distratto e bisogna essere capaci di mantenerne viva l’attenzione.
Bisogna utilizzare in maniera corretta gli H1/H2/H3 e via dicendo, grassettare i concetti importanti, e anche le immagini sono fondamentali per aiutare a catturare l’attenzione del lettore.
Un’altra peculiarità è quella di produrre contenuti realmente utili, e non scrivere tanto per occupare le pagine del blog.
Il web è pieno di articoli e blog post, ma per distinguersi nel marasma della rete è molto importante la creazione di contenuti realmente originali.

  • Le principali differenze tra la scrittura creativa e la scrittura per realizzare contenuti web?

A mio parere, chi fa il blogger e web writer di professione, DEVE saper integrare perfettamente la scrittura creativa al SEO Copywriting.
La personalità e la creatività sono fattori troppo importanti per essere tralasciati, ed i lettori vogliono leggere anche questo.

  • Strutturare contenuti per un sito aziendale, qualche consiglio da parte tua per non commettere degli errori grossolani.

Di errori grossolani quando si producono contenuti per i siti web, ce ne sono molti. I consigli che posso dare per evitarli, sono:

– Preparare un calendario editoriale con largo anticipo e rispettarlo;
– Creare dei post collegati fra loro, di modo da creare una continuità di contenuti;
– Non esagerate con le parole chiave: va bene essere riconoscibili da Google, ma allo stesso tempo ricordatevi che producete contenuti anche (e soprattutto) per i vostri utenti;
– Rileggete mille mila volte i vostri contenuti prima di metterli online. Dicono che errare sia umano, ma perseverare diabolico.

Di questo argomento avevo scritto qualche giorno fa sul blog di Leevia, se volete approfondire vi lascio il link all’articolo.

  • Una domanda secca: link da inserire come approfondimenti di un determinato testo, meglio utilizzare un anchor text lungo e strutturato o breve?

Personalmente, preferisco utilizzare anchor text brevi e chiari per gli utenti. E poi c’è da dire che anche Google predilige gli anchor chiari ed usabili!

  • Attività di Blogging, come deve essere sviluppato al meglio un calendario editoriale?

Non c’è una regola valida per tutti: c’è chi preferisce pubblicare tutti i giorni, chi due volte a settimana, chi una, chi ogni 15 giorni.
L’importante è che la vostra calendarizzazione rimanga ben chiara nella mente del vostro lettore/follower.
Un altro consiglio per sviluppare al meglio un calendario editoriale, come dicevo poche righe fa, è quello di pensare a dei collegamenti fra gli articoli che andrete a pubblicare, di modo da creare una continuità ed individuare il vostro target di riferimento.
Mai saltare di palo in frasca: gli utenti devono riconoscervi per degli argomenti specifici.

  • Utilizzo dei gruppi su Facebook per condividere i propri articoli, come possiamo trasformare quest’azione in un’arma vincente?

I gruppi Facebook sono tantissimi e spammare a random in tutti non è utile per la creazione di una cerchia di lettori fedeli e tantomeno per rafforzare il vostro nome in rete.
Bisogna essere bravi ad individuare 2/3 gruppi nei quali condividere i vostri articoli, entrando sempre in punta di piedi e mai postando un link a caso al vostro blog aziendale.
Ovviamente, individuati i gruppi, dovrete essere capaci di condividere contenuti realmente utili ai partecipanti.
Io ho trovato i miei gruppi di riferimento e li considero un’arma vincente.

  • Si parla ormai da mesi di Twitter in crisi, in vendita e chi più ne ha più ne metta. In cosa, secondo te, dovrebbe migliorare il social dei cinguettii per recuperare il terreno perduto?

A me cinguettare su Twitter piace!
Onestamente non cambierei nulla, anche perché qualsiasi ulteriore cambiamento, andrebbe a storpiarne la natura (come ad esempio l’eliminazione del limite di caratteri).
Io penso che Twitter debba rimanere esattamente com’è: immediato ed intuitivo.

  • Chi sono secondo te i migliori professionisti del settore, quelli da cui hai preso ispirazione?

Argh che domanda difficile! I professionisti dai quali prendo ispirazione giornalmente, sono molti.
Cito sicuramente:

Roberto Gerosa: ho iniziato a seguirlo all’inizio del mio percorso professionale ed ora collaboriamo in alcuni progetti.
È un ottimo professionista dal quale prendere ispirazione.
Matteo Pogliani: anche lui ho iniziato a seguirlo all’inizio del mio percorso. Seguo con interesse i suoi progetti ed ha una caratteristica che nel web non sempre si trova: è umano e professionale allo stesso tempo.
Riccardo Esposito: l’Aranzulla del blogging.
Ogni volta che cerco qualche consiglio relativamente alla scrittura, mi affido al suo blog e ai suoi libri. È una fonte continua di consigli utili.
Nicola Bano: il digital manager di Leevia, ovvero una tra le aziende con le quali collaboro. Mi sta insegnando davvero molto e mi sta aiutando a crescere in un panorama decisamente inflazionato e anche a distinguere la fuffa dall’utile (di fuffa in giro ce n’è davvero tanta).
Altri nomi che non posso non citare: Valentina Falcinelli di Pennamontata, lo staff di Studio Samo (il loro blog è utilissimo in termini di approfondimenti), Salvatore Russo per il suo modo di miscelare l’essere mattatore all’essere un professionista con i contro fiocchi.
Avrei altri mille nomi davvero e ognuno lo citerei per un motivo differente, ma siete davvero tantissimi e io inizio a diventare vecchietta :)

  • Un consiglio da parte tua rivolto ai giovani che vogliono seguire il tuo percorso e trasformare la passione per il web e per la scrittura nella propria professione.

Ci sono diverse regole fondamentali quando si lavora in campo web: sicuramente non bisogna mai smettere di studiare.
Io ho conseguito il Master, ma ad oggi continuo a leggere, studiare e sperimentare.
Un altro consiglio che mi sento di dare a tutti coloro che stanno leggendo questa intervista, è quello di essere bravi a cadere: tutti facciamo degli errori prima o poi, ma non bisogna mai arrendersi davanti alle difficoltà e ai momenti di crisi, anzi, bisogna prendere spunto ed imparare dagli stessi errori per diventare Professionisti veri.
Infine è importante restare umili e mostrarsi per chi si è realmente: il web è pieno di gente che sui social si crea una sorta di seconda identità.
Nulla di più sbagliato! Il bello di lavorare in rete è che si creano dei rapporti che spesso vengono portati nella realtà.
Essere sè stessi paga più di quanto non possiate immaginare.

Grazie a Valentina Baldon per aver accettato il nostro invito e per averci dato parecchi consigli utili che voi blogger e copywriter “in ascolto” dovreste leggere e seguire con particolare attenzione.

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