I racconti di Keli

Confessioni amare di un blogger malinconico

Scrivere su un blog ogni giorno non è una cosa così semplice come potrebbe apparire a una prima occhiata. Una cosa che Amedeo aveva capito fin troppo bene fin dai primi giorni di lavoro, un breve periodo in cui tutte le eccezionali aspettative erano miseramente crollate dinnanzi alle tante difficoltà che questa attività nasconde.

Amedeo si era ritrovato a occuparsi di questo lavoro quasi per caso, chiamato da un’azienda capitanata da un gruppo di amici di vecchia data che avevano deciso di affidare a lui le sorti del loro blog aziendale, poco curato nel corso degli anni ma che comunque presentava già un gran numero di visitatori abituali.

Ecco quindi che il nostro protagonista si ritrovò d’un tratto a essere invischiato in un mondo estremamente più complicato di quello che aveva immaginato.

Un mondo oscuro fatto di strane sigle

Se dapprima Amedeo accettò con entusiasmo la proposta fatta dagli amici di vecchia data che avevano deciso di dargli così tanta fiducia, nel giro di poco tempo il caro ragazzo si ritrovò invischiato in un mondo dominato da una serie spaventosa di oscuri acronimi come SEO, SEM, Ads e tanti altri di cui non aveva mai sentito nemmeno nominare.

Cosa dire poi del software chiamato hosting che, secondo il parere dei suddetti esperti, era assolutamente necessario per il funzionamento del programma (Amedeo lo chiamava così, i super esperti lo chiamavano CMS) su cui scrivere ogni giorno i suoi articoli.

Gli avevano detto che questo software si chiamava WordPress, che questo era lo strumento adatto per tutti i blogger di alto rango e che per poter funzionare al meglio necessitava di uno spazio web ottimizzato chiamato per l’occasione Hosting WordPress (Amedeo si divertiva in questi casi a sentenziare sull’eccelsa fantasia degli informatici).

Ad ogni modo, se questa era il mondo in cui si era infilato avrebbe dovuto imparare suo malgrado ad avere una maggiore dimestichezza con questi termini brutti da sentire ma che celavano un universo di nozioni e teorie… a volte senza nessuna attinenza con la realtà, ma sempre teorie di professionisti erano.

La scrittura degli articoli, la crescita nel corso dei mesi 

Inutile girarci tanto attorno: i primi mesi di Amedeo come “novello blogger” furono un vero e proprio disastro. Non per l’impegno, quello era sempre massimo, ma per la resa finale.

Articoli totalmente fuori target, attività link building assente, utilizzo spropositato del grassetto, nessuna parola chiave inserita all’interno del testo ecc ecc.

Andare avanti alla cieca era impossibile, perciò il nostro “eroe” iniziò a leggere diversi libri di specialisti sui vari argomenti, in particolar modo sulla scrittura web.

Risultato finale: un netto miglioramento nel corso dei mesi.

Nel giro di un anno il nome di Amedeo divenne uno dei più apprezzati tra quelli compresi nella sfera definita “le nuove leve” spesso snobbata e denigrata dai super esperti che, sulla falsa riga di un Mega Direttore Galattico Duca Conte Barambani de noantri, tendono a porsi su un piedistallo criticando a spada tratta qualunque cosa fatta dai nuovi arrivati.

Critiche su critiche, ma completa assenza di proposte di nuove teorie di valore che potessero rappresentare un faro per illuminare l’altrui ignoranza. Non funziona forse così in tutti gli ambiti, soprattutto in Italia?!

Il pezzo maledetto, nell’occhio del ciclone

Chiunque si diletti, per lavoro o anche per mera passione, avrà fatto i conti prima o poi con il Momento X come lo chiamava Amedeo, ovvero quel momento in cui un articolo scritto riesce a provocare una serie di reazioni non proprio positive.

Il Momento X era arrivò anche per Amedeo, abbattendosi con la forza di un tornado soffiato direttamente dalle narici di una divinità offesa per chissà quale arcano motivo.

Un gran casino scoppiato per un articolo, un pezzo pubblicato la settimana prima da Amedeo che prendeva in esame una determinata situazione indicando possibili soluzioni che, in un certa maniera, andavano a indirizzare i lettori verso i servizi venduti dalla sua azienda.

Non è forse compito di un blogger che si occupa di un blog aziendale quello di cercare di portare traffico qualificato verso il sito principale, al fine di aumentare le conversioni? Ovviamente, cosa che Amedeo sapeva bene, senza tentare di sminuire il valore di terzi.

Guai andare a pestare i calli a chi non ha nessuna intenzione (per mero affanno personale) di farseli pestare o comunque di intraprendere una discussione su un piano costruttivo.

Risultato finale di questo Momento X?

Una grande lezione di vita imparata da un Amedeo deciso a continuare con il suo lavoro fino a quando ci sarà qualcuno che glielo farà fare ma massima e assoluta attenzione su cosa pubblicare. Cercare di proporre contenuti di qualità, ma allo stesso tempo non farsi prendere troppo la mano cercando di arrampicarsi nel costruire (anche se in modo sottile) dei paragoni che potrebbero suscitare proteste.

Se fosse riuscito a evitare di creare in futuro altri Momenti X sarebbe stato meglio, senza dubbio…

Il tuo parere

A te che stai leggendo e che magari hai un blog, ti è mai capitato di vivere un Momento X come successo ad Amedeo? Ti va di raccontarci la tua esperienza?

Lascia un tuo commento.

Keli

Tags
Mostra altro

Ti potrebbe interessare anche

Lascia un commento

Back to top button