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WhatsApp blocca link di Telegram: la sfida è lanciata

Potrebbe trattarsi di un bug, e magari il nostro pensar male si rivelerà uno stupido errore dato dal pregiudizio. Probabile, ma… volendo pensar male, il fatto che l’ultima versione di WhatsApp blocchi e rimuova i link diretti al sito di Telegram appare davvero strano.

Bisogna tener conto del fatto che nonostante WhatsApp rappresenti ormai da un paio d’anni a questa parte uno dei casi più incredibili di successo sul web, la crescita senza sosta di Telegram rischia di mettere a rischio il dominio dell’app di messaggistica che utilizziamo tutti i giorni sui nostri smartphone.

Come dicevamo in precedenza, il caso è balzato agli onori della cronaca del web appena Pavel Durov, uno dei fondatori di Telegram, si è reso conto che l’ultima versione dell’applicazione di WhatsApp per smartphone Android blocca i link ai domini telegram.org e telegram.me.

whatsapp-vs-telegram

WhatsApp identifica i domini sopracitati come spam e malware e quindi rimuove immediatamente i link una volta inseriti in una discussione. Ma si tratta veramente di un bug oppure ci troviamo di fronte a un caso clamoroso di censura da parte dei vertici di WhatsApp nei confronti della società russa?

Telegram è molto simile a WhatsApp, fondato nel 2013 in Russia. Secondo il parere di molti dei cosiddetti “addetti ai lavori”, sembra proprio che Telegram sia potenzialmente migliore rispetto a WhatsApp, e che vi siano dunque diversi validi motivi per non utilizzare più la chat più utilizzata finora e passare al suo concorrente russo, quasi come una sorta di passaggio di consegne che riflette in un certo senso l’andamento dell’economia mondiale, con la grande crescita della Russia che mette a rischio il ruolo di leader mondiale detenuto dagli Stati Uniti.

C’è da dire che, comunque, per ora Telegram è ben lontana dal raggiungere i numeri incredibili di WhatsApp. Ma la crescita dell’app russa, forse, ha procurato un po di preoccupazione ai vertici di WhatsApp che hanno deciso di metterci una toppa… sempre se vogliamo pensar male e non accettare la tesi di un bug.

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