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Facebook lancia l'iniziativa Internet.org Platform per gli sviluppatori

Di tutti i social network presenti sul web, Facebook è sempre quello che sembra attirare su di sé la maggior parte delle attenzioni e delle critiche. Cosa più che normale, essendo il numero uno tra tutti i social. Il team di Facebook, capitanato da Mark Zuckerberg, riesce sempre a rispondere con i fatti a tutte le varie accuse che gli vengono lanciate.

Questa volta, il social si parla di critiche ricevute dal social per quanto riguarda Internet.org, l’iniziativa che fornisce l’accesso gratuito ad alcuni servizi per gli utenti di dispositivi mobile nei mercati emergenti. Secondo coloro che hanno mosso le critiche in tale contesto, con questa iniziativa Facebook avrebbe creato una sorta di “giardino cintato” in contrasto con il concetto stesso di rete aperta.

A tali critiche, ha pensato bene di rispondere proprio il CEO Zuckerberg, che ha annunciato attraverso un video il lancio di Internet.org Platform, una piattaforma aperta agli sviluppatori che possono così realizzare servizi che possono interagire per l’espansione di Internet.org.

Nel video in questione, Zuckerberg annuncia che gli sviluppatori intenzionati a lavorare su Internet.org dovranno aderire a tre principi fondamentali:

  • Le applicazioni dovranno servire da incoraggiamento per gli utenti a esplorare l’esterno della rete, aprirsi quindi verso la totalità del web.
  • E’ richiesta la realizzazione di applicazioni che risultino efficienti specie per quanto riguarda il consumo dei dati, cosa che permetterà la sostenibilità agli operatori dei Paesi meno avanzati.
  • Altro principio che gli sviluppatori dovranno seguire è che i siti web con cui interagiscono le applicazioni non potranno richiedere JavaScript, vista la bassa capacità dei dispositivi utilizzati nei Paesi in cui Internet.org è disponibile.

Questa iniziativa di Facebook, realizzata per garantire alcuni servizi di internet nei Paesi poveri, ha attirato (com’era facile aspettarsi) le critiche da parte di molte aziende di e-commerce che si sentono tagliate fuori.

Tale mossa del leader dei social network va a garantire quindi alcuni servizi internet a nove Paesi in via di sviluppo, seppur con alcune limitazioni. Così facendo, Facebook si assicura un grande canale di propaganda, anche se vengono mosse anche critiche per quanto riguarda la net neutrality (leggi l’approfondimento di wired.it), secondo alcuni violata proprio perché l’accesso sarà garantito solo ad alcuni siti.

 

 

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