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I consigli di Steve Jobs sull'impresa

Steve Jobs, un nome che per tutto il mondo è divenuto sinonimo di creatività, capacità, originalità, progresso. Un uomo straordinario che ha dato vita ad una delle aziende più conosciute e più potenti del mondo nel proprio settore di competenza. Apple è diventata con gli anni un vero e proprio colosso del settore hi-tech, ormai un esempio da seguire in tutto il mondo.

Un imprenditore americano di nome Mark Tacchi, ex collaboratore di Apple che ha lavorato a fianco di Jobs per diverso tempo, ha rilasciato alcune dichiarazioni per Entrepreneur nella quale ha definito l’insegnamento ricevuto dal fondatore di Apple, soprattutto per quanto riguarda la gestione dell’impresa.

L’intervento di Tacchi ha toccato diversi punti di notevole interesse, riportiamo alcuni passaggi del suo intervento. Il primo che riportiamo riguarda la lungimiranza di Apple nel saper riconoscere le persone adatte ai propri progetti: “Quando ho fatto il mio colloquio alla Apple sono stato sorpreso delle procedure e i dettagli che seguivano i selezionatori. Loro sapevano esattamente cosa volevano e avevano creato una serie di strategie per capire le abilità reali dei candidati e il loro modo di intendere la vita. Lì ho capito che assumere non significa prendere i migliori sul mercato, con le competenze giuste per sviluppare il tuo prodotto. Ma è molto più complesso. La Apple di Jobs sottoponeva i suoi candidati a delle prove mettendoli di fronte a un problema da risolvere. Poi analizzava chi erano, come vivevano la loro vita. E soprattutto, quali erano le loro ispirazioni. Jobs sapeva che avere grandi talenti nel team avrebbe ispirato gli altri a fare meglio. Al contrario, le competenze si sarebbero livellate verso il basso. Pertanto, quando assumi prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno. E fa attenzione: molte persone sanno essere delle “rockstar” nei colloqui. Ma sono mediocri come dipendenti”.

Viene sottolineate l’importanza che aveva la semplicità per Jobs: “La prima volta che ho presentato una demo a Jobs, lui non ha fatto domande, non mi ha chiesto nulla. Niente di niente. È andato alla sua postazione e ha iniziato a usare il prodotto. Se non fosse stato semplice e intuitivo da usare, lo avrebbe rifiutato senza darmi spiegazione. La semplicità del prodotto serve a due scopi. Uno più ovvio, perché aumenta le opportunità che altri utilizzatori scelgano di provarlo. Un secondo più profondo, perché permette ai tuoi consumatori di diventare presto degli esperti e i tuoi più grandi fan. Bisogna lavorare molto all’inizio per rendere la tua idea più semplice possibile. Ma una volte che ci riesci, sarai pronto a spostare le montagne”.

Infine, un appunto su quello che forse ha rappresentato uno dei maggiori motivi per cui Apple ha conosciuto questo grande successo negli anni, la sua capacità di fornire più soluzioni con un unico prodotto: “Apple è stata una delle prime aziende a offrire  più soluzioni, non un semplice prodotto. Con Apple non devi comprare la scheda madre da un’azienda, quella video da un’altra, il monitor da un’altra ancora, tutti le componenti provengono dallo stesso posto. Questa è una delle più grandi lezioni che ho imparato: dai valore alla tua azienda se saprai offrire una soluzione completa, non un singolo prodotto”.

Che Steve Jobs sia stato un vero e proprio genio nel settore informatico lo sappiamo tutti, l’intervento di Tacchi ci fornisce qualche aspetto in più sulla personalità di uno degli uomini più influenti degli ultimi 50 anni nel mondo della tecnologia.

Vincenzo Abate

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