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SPINTAX: cosa sono e come si utilizzano nella SEO black hat

 

Abbiamo sempre asserito che il posizionamento delle pagine web si basa su un fattore automatico (numero di backlink), un insieme di fattori di ranking (o presunti tali) di natura “ibrida” ed un fattore, per quanto minimale, di “umanità”: ovvero i testi scopiazzati, scritti male o di fretta Google tenderebbe a penalizzarli in ottica SEO. Eppure esistono delle discrete eccezioni, che faranno certamente rabbrividire i copy ed i SEO white hat in ascolto, e che si legano alla pratica dei cosiddetti SPINTEX.

SPINTAX, chi era “costui”?

Ogni anno nei forum specializzati “borderline” si registrano casi limite in cui siti con pagine generate casualmente – blog, portali di vendita online, e molti altri – ricevono visite, sono condivisi dagli utenti, commentati e linkati, per cui spesso finiscono addirittura in prima pagina su Google. Il problema, evidentemente, sembra essere correlato al fatto che alcuni criteri di verifica della web quality sono tutt’altro che validi, e anche al più attento quality rater del resto potrebbe sfuggire qualcosa.

La parola spintax deriva da due ulteriori termini quali SPINning e synTAX, e viene indicato nella comunità black hat per fare riferimento alla generazione automatica di articoli dentro pagine web che abbiano la maggiore “parvenza” possibile di testi scritti da esseri umani. Ovviamente, dall’esterno, Google non sembra avere la possibilità (al 100%, quantomeno) di accorgersi della “natura” o della procedura di generazione del testo che sta analizzando, tant’è che in molti casi finisce addirittura per posizionarlo correttamente nei risultati di ricerca. In altri casi, invece, riesce ovviamente a comprendere la natura fraudolenta del testo e lo declassa o rimuove dai risultati, tuttavia in altri casi (specie in settori molto competitivi come l’adult) tale pratica viene utilizzata fattivamente spesso, purtroppo, con successo.

Come funziona uno SPINTAX?

Mediante uno SPINTAX è possibile costruire frasi casuali di senso compiuto, partendo da pattern strutturali di questo genere:

{Ciao|Salve|Buongiorno|Buonasera|Saluti}

ovvero, in altri termini, le parentesi graffe servono a delimitare un insieme di parole “jolly” o alternative che poi, mediante il software, vengono a trovarsi scelte casualmente durante un processo di N generazioni distinte. I “pipe” (il simbolo |) viene utilizzato per delimitare i vari termini alternativi, che nel caso in questione sono ad esempio, semplicemente:

Salve
Ciao
Buonasera
Salve
Saluti
Salve
...

Combinando più SPINTAX tra di loro si possono dunque creare delle frasi di senso compiuto:

{Ciao|Salve|Buongiorno|Buonasera|Saluti} a lei, {Mister.|Mr.|Signor.} {Mario|Luigi|Alfonso|Gilberto}!';

che potrà generare casualmente, di seguento, frasi di questo tipo, per n=10 generazioni:

Salve a lei, Mister. Alfonso!
Salve a lei, Signor. Mario!
Buongiorno a lei, Mister. Mario!
Saluti a lei, Mr. Mario!
Ciao a lei, Signor. Mario!
Ciao a lei, Mr. Luigi!
Buonasera a lei, Signor. Gilberto!
Ciao a lei, Mister. Alfonso!
Buongiorno a lei, Signor. Luigi!
Salve a lei, Mister. Alfonso!

Limiti di applicazione

È anche possibile, se necessario, utilizzare nelle SPINTAX innestate:

{Signora|Signor|Mr.} {{Anna|Sara|Francesca}|Paolo|Enrico}

e questo serve per evidenziare, nella pratica, alcuni limiti concreti di applicabilità che (per fortuna) sembrano esistere per dei software davvero piuttosto semplici da implementare in forma base. Se ad es. esistono dei vincoli sintattici tra le frasi, ad esempio, esiste qualche difficoltà nel poterli esprimere: per cui diventa difficile, con gli strumenti che abbiamo discusso finora, generare frasi che associno correttamente il maschile ed il femminile, tanto per citare un caso negativo che salta subito all’occhio. L’esempio seguente di generazione di frasi dal pattern appena mostrato sembra confermare questo genere di problematica.

Signora Paolo
Signor Anna
Mr. Anna
...

Ricapitolando…

La questione dei cosiddetti SPINTAX, ovvero i software usati dai SEO black hat per fare article spinning è da sempre al centro di una polemica molto esasperata: da un lato la comunità di SEO più sincera biasima con grande forza un tipo di pratica del genere, certamente disonesta nei confronti degli utenti e dei motori. Non mancano i SEO che, comunque, si fanno tentare dall’utilizzo di strumenti software SPINTAX, spesso pagandoli molto cari e rischiando penalizzazioni perchè non hanno neanche troppo chiaro, spesso, come funzionino davvero e cosa comportino. Di sicuro si tratta di una delle tante curiosità SEO che non ci sentiamo di suggerire a nessuno, ovviamente, ma che può essere interessante analizzare in ottica invertita, ovvero: come fare a distinguere una SPINTAX da un testo scritto da un bravo copywriter, e segnalarlo a Google?

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