Strumenti e tool per start up, quattro chiacchiere con Bernando Mannelli

Nella scorsa settimana abbiamo pubblicato un pezzo scritto da Giovanna Di Troia che metteva in evidenza l’importanza dell’Instant Marketing per le start up. Oggi vogliamo proseguire questo nostro approfondimento sul mondo delle start up, andando a pubblicare un’interessantissima intervista a un grande professionista che può fornirci ottimi consigli sui migliori tool e strumenti per le start up.

Il nostro ospite della settimana è Bernardo Mannelli, conoscere il suo punto di vista su un determinato tool può essere la base di partenza ideale per decidere se utilizzarlo o no.

Ho quasi 40 anni e da più di dieci mi occupo di comunicazione integrata in Confindustria Firenze. Fino a qualche anno fa la mia attività era tutta spostata sulle media relation poi l’integrazione tra on line e offline è diventata determinante per una comunicazione efficace e abbiamo anche noi iniziato a pensare digital.

Mi sto dedicando, in particolare, allo scouting di tool digitali a basso costo e alta resa, magari anche in combinazione tra loro, per far crescere PMI e Start Up. Il mio blog, toolperstartup.com, nasce come strumento di sviluppo del business e repository strutturato di tool.

Con una strategia strutturata e una selezione ragionata, alcuni tool possono essere veramente un moltiplicatore di crescita. La difficoltà sta nello scegliere quello giusto e costruirne un set produttivo.

Attenzione però, il tool di per sé non è uno strumento “magico” che risolve tutti i problemi, prendo in prestito le parole di Matteo Pogliani che nel suo “Influencer Marketing” scrive: “il tool più importante resta l’uomo”. Gli strumenti possono essere soltanto un aiuto a professionalità già strutturate.

Non voglio rubare il mestiere ai SEO specialist, ma credo che si debba scrivere per i lettori e non per una macchina. Gli ormai celebri “contenuti di valore” devono essere cercati e trovati da persone, con l’approccio che hanno le persone e tutto il portato culturale e semantico.

Gli aggiornamenti più recenti dell’algoritmo di Google vanno in questa direzione: penalizzazioni per costruzioni artificiali dei contenuti e valorizzazione della SERP per quelli effettivamente utili. Certo, un occhio alla SEO deve essere sempre dato.

Occupandomi di tool molti mi chiedono la “formula magica”, I “trucchetti del mestiere”, per loro ho sempre cattive notizie: a parte qualche hack per fare growth hacking o abbattere i tempi, trucchi non ce ne sono.

Alle volte mi scontro con il paradosso culturale che siamo il paese con più smartphone per abitante ma ancora non abbiamo capito il valore del digital, la comunicazione digitale viene ancora vista con un misto di paura e supponenza.

Sai quanti fatturati di PMI potrebbero schizzare alle stelle con una strategia ben fatta?

Negli anni 2013-2015 l’onda lunga della moda delle startup ha portato grandissimi cambiamenti nell’ecosistema italiano: molte aziende sono nate con il mito del garage, il pensiero che bastasse avere un’idea (spesso neanche così rivoluzionaria) e una grande forza di volontà per avere successo ha fatto molti danni.

Ho visto molte startup che vivacchiano con fatturati al limite. Oggi la situazione per fortuna sta cambiando e si inizia a capire che il sistema così com’è non può reggere.

Con Confindustria Firenze e gli acceleratori d’impresa fiorentini stiamo tentando di fare un progetto di aggregazione che superi la frammentazione delle realtà d’incubazione e punti a creare una massa critica anche nelle strutture di supporto a questa particolare tipologia d’impresa.

Mi inviti a nozze! Provo a non citare i più celebri: inizierei con un tool per l’analisi dei trend, adatto soprattutto a aziende internazionalizzate: TrackReddit è un tool di listening per Reddit che si basa sulla ricerca di keyword e avvisa l’utente delle menzioni.

Poi un tool di marketing automation come Automate.io che esegue azioni custom su app basandosi su trigger di altre app, utilissimo per abbattere i tempi di alcuni processi.

Showbox, un tool per creare video (in beta quindi ancora gratuito), dall’interfaccia semplice e dalle infinite possibilità.

Mi piace chiudere con un tool italianissimo: PostPickr, la suite di social media management che integra I canali Telegram e il posting via notifiche su Instagram.

Diciamo che basta poco a rendermi felice: un profiterol e un pallone da calcio. Sono, come si dice, una buona forchetta e uno sportivo convinto. La Fiorentina è l’amore di sempre e a quasi 40 anni mi diverto ancora giocando in una squadra amatoriale di calcio a 11.

Un’esperienza di sport ed amicizia che, da quest’anno, è diventata anche un’occasione di accoglienza e integrazione con alcuni ragazzi africani richiedenti asilo e in cerca di un posto migliore dove vivere.

Ultima passione: Internazionale. Una lettura che consiglierei a tutti per avere sempre un occhio attento sul mondo.

Sembra scontato ma direi: collaborate! Collaborare non vuol dire mettere a repentaglio il proprio posizionamento o il proprio prodotto, vuol dire tentare di fare strategie coordinate di comunicazione (si anche con i competitor) per ottenere maggior visibilità.

Ci sono aziende poco strutturate che non potranno avere mai budget per imporsi nell’information overload ed allora devono cercare strade alternative come posizionarsi nella propria nicchia, insistere su quella e cercare di diventare punto di riferimento.

Tutto ciò si fa meglio in collaborazione, no? Qualche esempio? Guest post sui rispettivi blog, contenuti scritti a più mani, gruppi di acquisto per tool troppo costosi.

Grazie Bernardo per aver accettato il nostro invito e per questa bella chiacchierata.

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