Blogging e Social Media “alla romana”, intervista a Simone Bennati

Vi dico la verità, tra i tanti professionisti che ho avuto modo di conoscere nel corso degli ultimi mesi ce ne sono stati alcuni che mi hanno particolarmente colpito non solo per le grandi competenze, ma anche per il modo di porsi e per una personalità non banale.

Ecco, Simone Bennati è sicuramente un professionista di grande valore e capace di essere riconoscibile grazie a una personalità particolare, un modo di fare che esprime una fiera romanità e una voglia di andare contro al mare di fuffa che a volte insozza il web.

Con Simone abbiamo l’opportunità di ascoltare un punto di vista di livello molto alto su settori come il Blogging e il Social Media Marketing, spunti interessanti per migliorare l’attività di marketing sul web.

Ciao Keliweb e grazie a voi per lo spazio che mi state offrendo. Molto sinteticamente: ho 33 anni, sono di Roma e mi occupo di Blogging e Social Media Management. Ho iniziato a “bloggare” circa una dozzina di anni fa, quando ancora i social network non c’erano e ciò che scrivevi, a meno che non facessi parte di una comunità online, si perdeva nel mare magnum del web.

Quando ci si occupa di una tematica “nazional-popolare” è incredibilmente semplice finire con l’assomigliare a qualcun altro. È altrettanto vero, però, che, spesso e volentieri, il desiderio di “fare gli originaloni” porti a diventare l’esatto contrario, ovvero a scadere nella più totale banalità.

Quel che penso, dunque, è che chi scrive sul web dovrebbe seguire quello che gli suggerisce la testa, senza stare a guardare troppo cosa fanno gli altri e, soprattutto, senza cercare di essere originale a tutti i costi.

Un blog non deve essere solo interessante da leggere, ma anche piacevole da guardare, nonché facile da consultare.

L’aspetto grafico e quello dell’usabiltà, dunque, sono i due elementi sui quali è necessario lavorare affinché il proprio blog diventi un prodotto di qualità.

Non bisogna mai dimenticare, infatti, che un blog è in primis un sito web e, come qualsiasi altro sito sulla faccia della Rete, deve essere gradevole e fruibile, ovvero bello (o quantomeno “carino”) e tecnologicamente al passo coi tempi.

Non ci sono errori che non vanno mai fatti, ovvero tutti vanno fatti almeno una volta. Solo così si può essere sicuri di progredire nella propria attività di blogger. Scrivere un brutto post è “sano”. Allegare allo stesso un’immagine di bassa qualità o non in linea con l’argomento scelto lo è altrettanto.

L’importante è tenere gli occhi e le orecchie aperte, cercando di captare il feedback dei propri lettori ed elaborando nel modo più proficuo possibile le eventuali critiche.

Posso essere sincero? Credo che non ci liberemo mai totalmente di Facebook. Lo zio Mark è tanto sveglio quanto danaroso, e questo rende sempre più concreta la possibilità che, un giorno, Facebook e Internet possano diventare un’unica entità.

Anzi, se proviamo a guardare dalla giusta distanza gli eventi degli ultimi anni in ambito digital, è qualcosa che sta già accadendo.

Paura, eh?

In realtà c’è un solo dato di cui tengo conto quando guardo gli Insights della Pagina Facebook di Bennaker.com: i click sul link, ovvero la somma delle volte in cui gli utenti hanno cliccato il collegamento che porta ad uno dei miei post o ad un’altra risorsa da me condivisa.

Ciò di cui mi sono reso conto, è che basare un successo sul numero di “Mi piace” non ha alcun senso, in quanto il like “costa poco” all’utente. Se però quello stesso utente rimane talmente colpito da un contenuto da essere addirittura disposto ad abbandonare la piattaforma per qualche minuto al fine di approfondirlo (un gesto, ormai, più unico che raro), allora hai vinto.

Twitter è la 2° fonte di traffico di Bennaker.com dopo Google. E non scherzo.

A differenza di Facebook, Twitter è ancora un social “pro-contenuti”, ovvero una piattaforma all’interno della quale tutto ciò che non è un’emerita minchiata viene ancora moderatamente apprezzato.

Non so dire quanto ancora gli rimane da vivere, ma se qualcuno ha intenzione di aprire un blog e cominciare a condividere i propri articoli, Twitter è il 1° social sul quale gli consiglierei di concentrarsi.

Attualmente il 60% degli utenti che arrivano su Bennaker.com lo fanno da dispositivo mobile. Eh già, il web ormai viene principalmente consultato via smartphone e il classico PC desktop è diventato un oggetto da professionisti (o da anziani, dipende).

Credo basti questo a sottolineare l’importanza di avere un sito ottimizzato per i dispositivi mobili oggi: se ce l’hai, non sei più “un figo”, ma uno che ha fatto solamente il so dovere. Se non ce l’hai, invece… C’è sempre la preghiera, ma non so quanto possa essere utile in certe situazioni.

Magarì sembrerà una cavolata, ma io amo Google Keep e la possibilità che mi offre di poter appuntare rapidamente qualsiasi cosa mi passa per la mente, per poi ritrovarmela sotto forma di post-it una volta tornato al PC.

Tramite Google Keep, ad esempio, scrivo le introduzioni dei post di Bennaker.com mentre sono in giro. Una volta terminata la stesura, poi, mi basta tornare al PC per ritrovarmi tutto sul monitor.

Semplicemente meraviglioso.

L’unico consiglio che mi sento di dare è quello di farsi un esame di coscienza e capire quanto gli interessa il mondo del social media e quello del web in generale. Questo perché sono contesti che viaggiano ad una velocità mostruosa e, se non li vivi con costanza, attenzione e viscerale passione, è estremamente facile rimanere indietro.

Ciò che ripeto spesso, infatti, è che non puoi occuparti di social, di blogging o di digital marketing se queste cose “non le respiri”.

Sì, magari potresti diventare un bravo soldatino e finire con lo stare agli ordini di chi ne sa (o sembra saperne) più di te. Ma chi è così folle da augurarsi di trascorrere la propria vita professionale in questo modo?

Beh, cosa poter aggiungere se non un grosso “grazie” al nostro ospite di oggi per la sua disponibilità?! A presto Simone ;)

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