Web Marketing e il ruolo delle Start Up, intervista a Giovanna Di Troia

L’ospite di questa settimana ci permette di dare uno sguardo d’insieme a tutto il mondo della comunicazione e del Web Marketing, con un occhio di riguardo verso le piccole realtà che cercano di sviluppare il proprio lavoro.

Con ogni probabilità il modo migliore per presentare al meglio Giovanna Di Troia sta nel lasciare spazio alle sue parole, una descrizione presa dal suo profilo Twitter: “Giornalista pubblicista, Blogger, Social Media Manager. Amo il mondo della comunicazione, del WebMarketing, delle startup, dell’arte, degli eventi & surfare nella rete”.

Siete pronti a balzare sulla tavola da surf per cavalcare l’onda della comunicazione?

Da sempre stregata da tutte le forme di comunicazione, dall’arte, dalla pubblicità (basta che vedo cartelloni pubblicitari stampa in strada e mi trasformo in Alice nel Paese delle Meraviglie), dopo la maturità scientifica (avevo una predilezione per la fisica e la chimica), ho intrapreso la tiennnale in Scienze della Comunicazione e successivamente la magistrale.

Ma sono una curiosa per natura e come mi diceva sempre mio nonno “el saber no ocupa lugar” ed ho seguito così un master a distanza di Marketing e Comunicazione, corsi vari: “Eventi e managerialità”, “Start up di impresa e marketing”, “Innovazione Tecnologica, Gestione & Promozione di Contenuti Informativi Multimediali, Radio-Televisivi, Musicali”, la Giffoni Masterclass.

Ma anche corsi offerti da Google, workshop, cicli di conferenze, eventi di approfondimento e poichè sono una booklover fino al midollo osseo ho persino seguito un corso di perfezionamento, con tanto di laboratorio ed esame finale in “Programmazione e gestione di interventi per la conservazione di beni librari e documentari”.

Ma sto diventando noiosa mi fermo qui con questi corsi e corsetti, ma vorrei sottolineare il mio “colpodi fulmine” per UniSA dove ho potuto sperimentarmi nei campi che più mi stanno a cuore: speaker nella webradio e nel Teatro d’Ateneo, organizzazione di convegni, di corsi di formazione,di eventi culturali, ed ancora attività di promozione per il campus, accoglienza matricole ed orientamento accademico, pubblicazione a più mani di due saggi.

Lì ho mosso i primi passi da social media manager, e di tutor ed esperta di comunicazione per la Social Summer School Snif-Snid in collaborazione col Politecnico di Milano, di responsabile della comunicazione social e del web marketing in una start up tecnologica, nata come spin off d’Ateneo, N.I.Te. Ed ancora ho lavorato per le Segreterie Studenti, per l’area economica della Biblioteca, per l’OCPG. È proprio vero “il primo amore non si scorda mai”.

Gli errori più comuni commessi dalle aziende è di sottovalutare la comunicazione, di improvvisare strategie di marketing e comunicazione, e la pubblicazione di post sui social, e di non investire un budget adeguato, se non del tutto assente, sia per la comunicazione sia per le sponsorizzazioni sui diversi social. Inoltre, da giornalista pubblicista, ho notato che sottovalutano anche l’uso dei comunicati stampa e le media relations, trascurando così un’altra fetta importante della comunicazione e della promozione.

Occorre partire dall’analisi della presenza dell’azienda sul web, dagli obiettivi che si ci prefigge: convertire fan in clienti? aumentare la brand awareness? creare una community?

Occorre quindi appurare il grado di “digitalizzazione” in quanto ci sono piccole medie aziende che prendono il web davvero molto sottogamba, e procedere poi a considerare il numero di visite, il grado di engagement, il numero dei fan per i diversi canali social, per procedure poi ad un’analisi del mercato e dei principali competitors. Tenendo presente gli obiettivi si va poi ad implementare una strategia, stilando un piano di comunicazione con le azioni da svolgere e successivamente un calendario editoriale.

Si darà sempre più importanza alle immagini, alle foto e ai video, sarà sempre più indispensabile la velocità di caricamento dei siti che dovranno essere responsive, facilmente adattabili a tutti i tipi di device. Non è da sottovalutare l’appeal del visual storytelling e la creazione di contenuti utili e di semplice fruibilità per gli utenti.

Nell’era del web 2.0 i social media sono indispensabili, sia per i professionisti che per le grandi aziende ma anche e soprattutto per le piccole e medie imprese. Ormai è imprescindibile esserci, saper stare online, farsi trovare dai propri clienti e target. Non è sempre facile implementare le giuste strategie ma non essere sui social vuol dire dare più spazio ai competitors, in un mercato sempre più sopraffollato ed aggressivo. 

Facebook at Work era in fase di testing già da un pò di anni, pensato per un target business, va a posizionarsi come competitor di Slack, Yammer, Chatter, HipChat.

Questa nuova piattaforma lanciata da Facebook, chiamata ora Workplace, permette di separare account personale e account di lavoro e di restare sempre aggiornati sulle news aziendali ed in connessione coi colleghi, dislocati anche in sedi sparse per il mondo. Per un maggior approfondimento rinvio all’articolo sul mio blog.

Instagram for business è molto più comodo perchè offre la possibilità di essere contattati ed incorpora i dati di insight, non occorrono quindi più app terze per verificarli come Iconosqare o Minter.io. Instagram è diventato molto più simile a Facebook e permette di fare advertising direttamente sul social.

Investire in advertising permette di avere un target più profilato e in linea coi prodotti o servizi aziendali, o che abbia già mostrato interesse verso il brand. Ormai ogni azienda dovrebbe prevedere un budget per l’advertising sui social.

Lo Storytelling esiste dalla notte dei tempi. Come “Le mille e una notte” sono storie che nascono per intrattenere il re ogni notte, per salvare la vita della protagonista, così lo storytelling se ben fatto può diventare un prezioso alleato della vita aziendale e diffondersi a macchia d’olio divenendo virale. Occorre semplicità, coerenza con gli obiettivi e il tone of voice del brand, scendere dal piedistallo e non solo avvicinarsi all’utente/ cliente, ma coinvolgerlo empaticamente, trasformandolo così nel migliore brand ambassador.

Le start up che nascono ogni giorno sono innumerevoli ma quelle che “sopravvivono” e riescono ad emergere nel mercato di riferimento sono davvero poche.

Devono essere capaci di scalare velocemente, ovvero devono avere una rapida crescita, aspirando ad attrarre investitori ed offrire un’innovazione costante, moltiplicando il proprio valore. Oltre alla scalabilità e l’adattabilità, devono essere profittevoli, in grado di produrre profitti per autoalimentarsi.

Essere curiosi ed umili, leggere, leggere, leggere, ed ancora approfondire e sperimentare ed avere tanta pazienza. Questo è un settore simile alla medicina.

Occorre informarsi costantemente, aggiornarsi così come il medico fa per le nuove medicine e le novità per strumenti, analisi, prevenzioni e cure. D’altronde tool, app, tecniche cambiano continuamente, basta pensare all’algoritmo di Facebook e all’implementazione di nuove features.

Grazie per avermi ospitato e dato la possibilità di raccontarmi.

Siamo noi a ringraziare Giovanna Di Troia per la sua disponibilità. Buon lavoro, Giovanna!

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