Un drink con il team di Sorsi di Web, tra E-Commerce e Web Marketing

Avete presente quei film degli anni ’70 diretti e interpretati da Woody Allen, con quelle scene ambientate in quei localini di New York con luce soffusa, musica Jazz e un bicchiere di buon vino da sorseggiare in compagnia?!

Prendete per esempio una delle scene iniziali del capolavoro Manhattan, in cui Woody chiacchiera con i suoi amici sui grandi temi dell’umanità, ovviamente con la solita sublime ironia… ecco, ho immaginato questa intervista con un tipo di ambientazione simile.

Un piacevole drink da prendere in compagnia di due professioniste di grande valore e competenza che stanno portando avanti con grandi risultati il progetto Sorsi di Web, mettendo a disposizione degli utenti le proprie conoscenze di strategia aziendale e di comunicazione web.

Ci sediamo, ordiniamo qualche bicchiere di buon vino e iniziamo questa piacevole chiacchierata con Susana Alonso ed Eleonora Carboni.

Sono Susana,di formazione economista, con diverse specializzazioni in ambito Marketing e Relazioni internazionali. In seguito a un percorso in ambito finance e dopo tanti anni di commercio estero e marketing, ho compreso che la mia vera passione era comunicare il Made in Italy. La mia esperienza nell’internazionalizzazione offline e online del Food&Wine mi ha permesso di capire come potevo contribuire al racconto delle PMI e delle loro realtà, per cercare di dare loro una presenza ottimale online.

Il progetto Sorsi di web nasce dai riscontri in ambito export e comunicazione del Food&Wine e dalla constatazione delle difficoltà dei piccoli e medi produttori a raccontare i loro prodotti a livello globale.

Così, ogni volta che trovavo qualcosa da migliorare o da implementare, ne prendevo nota e ci pensavo su (qualche volta sognavo anche a occhi aperti, cercando soluzioni alternative). Da queste note mi è venuta in mente l’idea di proporre dei servizi mirati, su misura, con costi contenuti.

Ci è voluto molto lavoro alle spalle, e c’è ancora molto da fare per far capire ai piccoli imprenditori di settore che anche loro meritano una presenza ottimale online. Anzi, bisogna ricordare loro che, anche se loro stessi non lo fanno, c’è sempre qualcun altro che parla di loro online.

Prima di tutto ricordiamo che aprire un sito e-commerce non vuol dire ottenere automaticamente visibilità sul web. Ma faccio un passo indietro: risorse e tempo sono le chiavi della ricetta vincente. Se vuoi farti conoscere e apprezzare dai potenziali clienti e dai motori di ricerca, dovrai distinguerti dagli altri, e ciò non si ottiene da un giorno all’altro.

Bisogna partire dall’ascolto della rete e da uno studio di mercato. Così facendo, potrai capire quali sono le parole chiave relative al tuo prodotto/brand. Queste parole chiave ti aiuteranno a costruire le categorie dei prodotti e le url delle pagine relative. Inoltre serviranno come linee guida per i testi del blog.

A mio parere è importante ricordare sempre la scarsità della variabile tempo. Perciò i contenuti del sito devono essere essenziali, oltre che scritti bene ;). Questo vale per il blog on site, che ti aiuterà a portare traffico al tuo sito, ma anche per le singole ‘pagine prodotto’.

Altrettanto importante è l’inclusione di video e immagini: ricorda che l’occhio vuole la sua parte. E, per completare la ricetta, l’ingrediente ‘segreto’ e unico: l’ottimizzazione SEO. Darei dunque una attenzione speciale a header tag, ma anche a title e metadescription, che diventano fondamentali nel momento di scegliere fra i risultati della SERP.

Ma una piatto non si può chiamare finito se non è ben impiattato. Ecco dunque che un’adeguata strategia di social media marketing ti verrà in aiuto per distribuire i tuoi contenuti.

Entrambi sono ottimi prodotti, dipenderà sempre dal tipo di progetto sul quale si lavora. Tutte e due le piattaforme sono opensourse. Nel caso specifico di Prestashop è sempre gratuito con l’eccezione di alcune estensioni a pagamento, ma sempre con costi limitati. Si tratta di una piattaforma molto adatta alle piccole realtà.

Magento ha un panello di amministrazione molto ‘professional’ e non tanto intuitivo. È gratuita la community edition, con anche soluzioni a pagamento che offrono hosting, funzionalità avanzate e supporto. Le sue caratteristiche permettono di usarla in progetti più grandi e complessi.

Il mio consiglio è sempre di confrontarsi con il proprio consulente web master prima di scegliere. E, anche qui, è utile ricordarsi di definire obiettivi, risorse e tempistiche prima di muoversi.

Direi che è fondamentale!

Un disservizio può costarti molto caro in termini di perdita di vendite potenziali e di delusione da parte del cliente finale. Se l’utente in questo momento non ti trova, ma il prodotto gli serve subito, andrà a soddisfare il suo bisogno su un altro sito: basta una semplice ricerca online. Ed è probabile che, per il suo prossimo acquisto, consulti prima il sito concorrente, dal quale ‘ha potuto realizzare l’acquisto’.

Vantaggio immediato, per fortuna, non fa rima con blog, altrimenti non sarebbe così bello prendersene cura.  È utile studiare un buon piano editoriale improntato sulla coerenza, tanto lavoro nella produzione dei contenuti e  poi costanza. Molti professionisti aprono il proprio blog, sono attivi per qualche mese e poi, una volta che si rendono conto dell’impegno che richiede seguire un piano editoriale e non vedono un ritorno economico a stretto giro, mollano quanto fatto fino a quel punto.

È il solito discorso del volere tutto e subito (che ho parafrasato nel fumetto Sirbo e is seti fradis scritto qualche anno fa) il vantaggio immediato, per quella che è la mia esperienza non esiste, ma il tempo premia. Un’altra cosa che aiuta e che mi sento di consigliare, è l’invio di una newsletter mensile ad un pubblico targettizzato.

Sono cose che con ancora più impegno e precisione, insieme a Susana, portiamo avanti con Sorsi di Web. La ricerca dei contenuti, l’impegno nella scrittura degli articoli, la puntualità nella pubblicazione e la distribuzione ad un pubblico di cantine interessate, fa sì che il progetto editoriale, strettamente legato alla nostra attività di marketing e comunicazione, salti all’occhio.

La grande innovazione di questi ultimi tempi, in ambito social media, è senza dubbio Facebook Live. Sappiamo che non va a Facebook il primato di poter registrare e condividere in tempo reale i video coi propri contatti, ma questa funzione è innovativa perché è stata aggiunta al social media più importante al mondo per numero di iscritti, per utilizzo e, altro dato che interessa particolarmente le aziende provviste di una pagina aziendale, per il potere di Facebook di targhettizzare il pubblico meglio di qualsiasi altro social.

Dunque un’azienda che vuole aumentare la propria visibilità può sfruttare, su una piattaforma che ha già il suo pubblico o che può crearsi un pubblico per interessi, la potenza del video. L’azienda utilizza così la capacità del video di generare curiosità in chi lo guarda per l’immagine animata che propone, curiosità che è anche quella di apprendere nuovi dati e conoscere la fine della storia, e se si propone un contenuto interessate è molto probabile che lo spettatore segua anche i prossimi. Lavorando seriamente in questo modo e trasmettendo dei messaggi utili al target, si fidelizza e si converte il pubblico in maniera molto trasparente. (ne ho parlato in questo articolo).

Chi è riuscito a costruirsi una rete di persone sul web, che lo apprezzano e lo seguono per i contenuti che condivide, a prescindere dal fatto che faccia un’opera di divulgazione scientifica o insegni a truccarsi, fino a quando non compie azioni criminali utilizzando la propria notorietà e la propria ascendenza sul suo seguito, non può essere considerato un cialtrone, perlomeno non da me che lo apprezzo per essere riuscito ad avere un seguito di persone che lo stimano, cosa difficilissima per i più.

Il vantaggio dato dallo stretto rapporto con gli influencer, per chi si occupa di digital pr come noi, risiede nella reperibilità di questi professionisti, una volta che li contattiamo per degli incarichi lavorativi. Nel momento in cui si deve trasmettere una notizia, un influencer che ha un seguito ben targetizzato, viene considerato importante quanto una rivista, facendo ovviamente le giuste proporzioni fra seguito, influenza e notorietà.

Il video è la mia specializzazione ed il video storytelling è senza dubbio una di quelle grammatiche che mi entusiasma parecchio: lascia ampio spazio alla poetica, ha una forte dose di empatia e coinvolge emotivamente chi lo guarda. Tutti i video vengono realizzati seguendo una base comune che caratterizza il mezzo, dopodiché se parliamo di Video Storytelling dobbiamo conoscere la realtà che andiamo a raccontare, avere ben presenti i punti forza e metterli in luce, in un copione che li faccia emergere da più voci.

Nel caso delle cantine si può lasciare che una peculiarità venga fatta percepire solo da un’immagine e una musica di sottofondo, un’altra può essere evinta da un discorso di un operaio, un’altra ancora è il proprietario che ce la spiega, a volte sono i macchinari della cantina, in azione, che fanno sentire la loro voce. A livello tecnico, per questo tipo di grammatica, preferisco usare delle  macchine fotografiche che realizzino anche dei filmati (le diverse marche hanno delle peculiarità, dunque la scelgo secondo ciò che devo trasmettere) uso gli obiettivi come mezzo narrativo e do spazio narrativo alle luci; l’audio non va sottovalutato. Ogni mezzo è a servizio del racconto, e la cantina ha tanto da raccontare.

Studiare, tanto, soprattutto i principi del Marketing. Questo perché il commercio elettronico è sostenuto dalla strategia di web marketing. A volte si vedono errori di concetto, magari anche tradotti in belle grafiche o blog post, che però non parlano alle persone giuste.

Bisogna sempre partire dagli obiettivi, dal target e dal budget a disposizione. In seguito all’ascolto della rete e all’analisi della situazione aziendale, si potrà sviluppare una strategia di web marketing. Al tempo stesso, si stabiliscono i KPI, le tempistiche e i budget da assegnare a ogni canale e all’hub della strategia, cioè al sito web. Il nostro lavoro dovrebbe essere un ciclo continuo: esecuzione, misurazione, correzione e così via.

Non c’è che dire, è stato un incontro estremamente interessante, una chiacchierata da cui si possono attingere tante conoscenze. Grazie alle ragazze del team Sorsi di Web per la gentilezza e la disponibilità.

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