FAQ: Cos’è un server di hosting?

client-server

In ambito informatico, ed in particolare WEB, un server indica un computer molto potente – diverso dagli usuali portatili o desktop che usiamo a casa o in ufficio – che fornisce un servizio ad altre componenti (uno o più client, ad esempio un computer di casa oppure uno smartphone).

Tipicamente la richiesta di tali servizi  avviene attraverso la rete internet, e questo è il caso dei web-server che permettono ai siti, ai blog ed ai portali di informazione di erogare i propri contenuti quotidianamente. Un server, quindi, in termini leggermente più tecnici, è un componente della rete informatica che fornisce dati a un dispositivo client.

Un hosting, invece, fa riferimento ad un servizio di natura generale, messo a disposizione da aziende come Keliweb, mediante cui è possibile disporre di risorse per caricare un sito web, come ad esempio:

  • spazio web, ovvero parte di un hard disk destinata a contenere i file HTML, PHP, CSS, JS ed immagini del sito;
  • banda, ovvero quantità di traffico che può transitare sul sito, ovvero numero di visitatori supportati (può essere virtualmente illimitata)
  • RAM/CPU, con modalità differenti a seconda dei vari casi di hosting (vedi oltre);
  • supporto ai linguaggi cosiddetti server side, quindi ad esempio PHP o ASP adatti a far funzionare i cosiddetti “siti dinamici”, ovvero quelli i cui contenuti possono cambiare nel breve periodo come avviene ad esempio sui quotidiani online, sui blog o sui portali di servizi online come posta elettronica, memorizzazione di grossi file e così via.

Ovviamente questa definizione è piuttosto semplice, per quanto corretta, e serve a far capire ad un principiante di cosa stiamo parlando. Essa, in particolare, non tiene conto di aspetti di cui un hoster si occupa solitamente, come:

  1. riservatezza, il fatto che i dati del sito non dovranno essere manipolabili dall’esterno, ma soltanto dall’utente autorizzato (mediante procedure di login con username e password riservate o, in certi casi, mediante protocolli di trasmissione sicuri come SSH);
  2. prestazioni elevate, ovvero garantire stabilità e affidabilità ed impedire inconvenienti di sicurezza o discontinuità;
  3. continuità, ovvero i siti web ospitati sui server di hosting sono genericamente

Gli hosting si possono catalogare in base alle caratteristiche tecnologiche che li rendono attivabili per i clienti, vediamo di seguito quali sono e come si distinguono.

  • Hosting condiviso (detto a volte shared). L’aggettivo “condiviso” fa riferimento al fatto che le risorse di cui sopra (RAM, CPU, spazio web, …) sono distribuite, sulla stessa macchina, tra più utenti mediante il meccanismo della virtualizzazione. In questo modo ogni utente possiede l’illusione di disporre di quelle risorse interamente per il proprio sito, e riesce in questo modo a far funzionare il tutto in modo individuale e senza interferire con gli altri. Ovviamente l’inconveniente più grosso delle soluzioni di hosting condivise è legato al fatto che, in linea generale, non riesco a supportare un carico di traffico (cioè visitatori, relativamente al caso dei siti) superiore ad un certo limite. Di solito questo tipo di soluzioni sono annesse ad un costo relativamente economico, ed è per questo che continuano ad essere utilizzate per molti siti attualmente online.
  • Hosting dedicato. In un certo senso si “contrappone” al caso visto in precedenza per una ragione molto semplice, ovvero per il fatto che sulla singola macchina risiede un solo cliente, che gestisce un sito individualmente senza i problemi descritti nel caso precedente. Tuttavia l’utilizzo di un server di questo tipo richiede necessariamente la presenza di un sistemista o webmaster piuttosto esperto che sappia, di fatto, configurare la macchina nel minimo dettaglio per far funzionare il sito in questione.
  • Hosting cloud. Gli hosting cloud sono una delle innovazioni più importanti in ambito web degli ultimi anni e questo perchè permettono di superare la “staticità” di un dedicato, vendendosi ad un prezzo decisamente più contenuto perchè, di fatto, si paga solo quello che si consuma (o che si crede di consumare) mensilmente. Le risorse del cloud, dal canto loro, vengono allocate in modo dinamico a seconda delle effettive richieste.
  • Hosting VPS. Permette il massimo controllo della macchina e, se lo si desidera, di installare da remoto addirittura il proprio sistema operativo preferito lato server, oltre alla possibilità di utilizzare moduli software appositi ad es. per velocizzare i siti come il mod_pagespeed di Google. Soluzione questa, come la cloud, consigliata per i siti molto grossi e venduta ad un costo piuttosto contenuto rispetto ai dedicati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button