Springer: la pirateria riguarda solo in parte gli e-book

Springer minimizza il rischio legato alla pirateria, nonostante basi il proprio business sulla distribuzione di libri digitali: ma come stanno realmente le cose?Sta facendo molto discutere la presa di posizione di Springer, uno dei più grossi editori digitali al mondo, per come è stata riportata dal blog TorrentFreak: pur di non scoraggiare gli autori dal pubblicare (ricorrendo ad alternative come uno dei tantissimi publisher digitali in auto-produzione), ha affermato come la pirateria informatica, nel campo specifico degli e-book, non costituisca un vero e proprio rischio per il commercio di questi prodotti. Più nel dettaglio la questione non sarebbe stata considerata come degna di troppa preoccupazione, per quanto rimanga un argomento da trattare molto seriamente: così Springer osserva come gli effetti della pirateria sugli ebook non vada ad intaccare in negativo il portafoglio degli autori, al tempo stesso si rileva come molti link rilevati mediante ricerche di “ebook download” siano, in effetti, in certi casi semplice spam.

Stando a quanto affermato dall’autore Paulo Coelho, del resto, la pirateria sembrerebbe aver addirittura incrementato le vendite dei suoi libri, più liberi di circolare tra le persone che possono farsene un’idea e poi si sentirebbero più incentivate ad acquistare. Questo perchè, secondo lo scrittore, le copie pirata verrebbero utilizzate prevalentemente a scopo di “anteprima”, per evitare di comprare il libro a scatola chiusa, e da parte di persone poco propense, almeno al momento, a fare uso di ebook ed annesse tecnologie (reader). Quasi certamente, comunque, l’affermazione di Springer  – apparentemente contraddittoria – è stata fatta per evitare di scoraggiare gli autori aspiranti a non diffondere le opere presso di loro e ricorrere, in alternativa, a forme come la diffusissima auto-pubblicazione (si veda ad esempio il celebre lulu.com).

Attualmente Springer distribuisce libri in formato digitale con DRM – una tecnologia di protezione che non permette nè la stampa dell’ebook nè di essere letti su un dispositivo diverso da quello con cui abbiamo acquistato –  e sfrutta quote partecipate di altri colossi (IBS, BOL, Feltrinelli ecc.); sicuramente nei prossimi tempi si dovrà tornare sull’argomento.

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