Attributo nofollow sui link

Per tentare di risolvere il problema dei link fuori tema Google ha introdotto nel 2009 l’attributo “nofollow“, che serve ad esprimere un concetto molto semplice: sto linkando un sito per ragioni non pertinenti alla pagina (caso tipico: link su un banner acquistato da terzi), ed è corretto, in un certo senso, che io scriva esplicitamente che questa citazione non debba influenzare il PageRank. In caso contrario potremmo incorrere in una penalizzazione per aver cercato di alterare artificiosamente i risultati di ricerca del notissimo motore, con tutto quello che ne consegue.

Vista in termini di HTML, quindi, avremmo qualcosa tipo:

<a href=’http://miosito.com’ rel=”nofollow”>questa è un’ancora nofollow</a>

Anche se questo attributo non implica affatto che il contenuto non debba essere “seguito” nel senso di “indicizzato se ancora non presente nell’archivio di Google”, c’è da dire che Google dovrebbe attribuire scarsa o nulla importanza ad un attributo del genere, anche se nella pratica ho osservato due cose:

  • i link nofollow sono pur sempre link che, se piazzati strategicamente, possono incrementare il traffico al nostro sito e diversificarlo adeguatamente;
  • i link nofollow vengono comunque segnalati dal webmaster tools tra i link in ingresso.

Sono quindi dell’idea che anche i link nofollow abbiano la loro importanza, e anzi in un profilo di backlink naturale e non a rischio penalizzazioni debbano essere presenti anche loro.

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