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Jitsi vs Zoom: quale piattaforma scegliere per fare videoconferenze

Le misure stringenti adottate dal Governo per fronteggiare la pandemia di coronavirus rende molto più difficile il potersi trovare con tante persone all’interno di una casa, un ambiente o un ufficio. Questo comporta dei cambiamenti sia in ambito familiare che in quello lavorativo. Per tali motivi, si spiega facilmente il grande boom che stanno avendo i programmi che permettono di fare videoconferenze online. Da quelli usati per un uso “personale”, come il famosissimo Skype, ad altri software che appaiono particolarmente indicati per un uso professionale. Grazie a questi programmi, i dipendenti di un’azienda possono fare riunioni senza alcun rischio, per portare avanti il lavoro e permettere all’azienda di continuare a guadagnare nonostante le tante difficoltà a cui tutti dobbiamo far fronte in questo periodo. In questo articolo analizziamo il confronto che potremmo sintetizzare nella formula Jitsi vs Zoom.

Jitsi vs Zoom, due programmi per videoconferenze

Quelli di cui stiamo parlando sono i due programmi per videoconferenze online più famosi del momento, senza dubbio i preferiti in ambito lavorativo.

Zoom in particolare ha subito una perdita dal punto di vista della reputazione, dopo lo scandalo di aprile sugli oltre 500.000 account rubati e venduti nel Dark Web. Una storia che ha frenato un processo di crescita che appariva inarrestabile.

Jitsi nel dettaglio

Jitsi è uno dei programmi di maggiore affidabilità disponibili attualmente online. Può essere usato da chiunque, sia da browser che da app iOS e Android. Si tratta di un programma ricco di funzionalità con cui poter fare riunioni online e, al tempo stesso, scambiare documenti e file con i partecipanti.

Un software che può essere usato da chiunque in forma totalmente gratuita. Come ben si può immaginare, le versioni free hanno però delle limitazioni (per esempio per il numero massimo di partecipanti a una videoconferenza). Ecco perché per i professionisti è consigliabile installare Jitsi su un server fornito da un provider come Keliweb. Per far rendere al massimo un software come Jitsi è consigliabile puntare su un VPS hosting o soluzioni dedicate in esclusiva al cliente come i Server Dedicati.

Lettura di approfondimento: tutto quello che c’è da sapere su come funziona Jitsi.

Zoom nel dettaglio

Se parliamo di software per fare videoconferenze, il nome di Zoom è il primo che viene in mente, quantomeno nel cosiddetto “grande pubblico”. Un successo clamoroso che ha avuto, come accennato in precedenza, un brusco stop a causa dello scandalo che ha travolto la piattaforma.

Lettura consigliata: approfondimento sui recenti problemi di Zoom.

Per risolvere i problemi di sicurezza riscontrati, Zoom ha presentato un aggiornamento a una nuova versione che dovrebbe eliminare ogni rischio. È stato introdotto il sistema di crittografia AES-256 GCM più altri accorgimenti che rendono Zoom, che è possibile usare sia da browser che da app, di nuovo una certezza.

Le differenze principali tra Jitsi e Zoom

Messa da parte la triste vicenda, passata alla storia con il nome “zoom bombing” (con l’irruzione nelle stanze virtuali di utenti non invitati che incitavano all’odio, spiavano gli altri ecc), Zoom è tornato dunque a essere un software da prendere in considerazione per fare videoconferenze online.

Ma quali sono le differenze sostanziali tra Jitsi e Zoom?

Entrambe le piattaforme sono particolarmente indicate per il mondo del lavoro, delle aziende, delle PMI. Zoom è una soluzione basata sul Cloud che ha goduto di un’enorme popolarità ma che poi, per i problemi di cui sopra, ha subito un crollo della reputazione (e degli iscritti). Jitsi è un software open source, e cioè liberamente modificabile dagli utenti, che sembra presentare un livello di sicurezza maggiore. È proprio l’azienda californiana 8×8, proprietaria di Jitsi, a sottolineare come le stanze create dagli utenti per una videoconferenza vengano distrutte nel momento stesso in cui l’ultimo partecipante lascia la stanza. La nuova riunione viene poi ripresa in una nuova stanza con lo stesso nome della precedente. Ma è proprio Jitsi a consigliare di scegliere nomi complicati per le stanze, per evitare che degli intrusi possano entrare nelle stanze e creare scompiglio.

Quale scegliere?

Fino a qualche mese fa non ci sarebbe stata partita. Zoom godeva di una popolarità immensa, “spinta” dalla quarantena che ha portato milioni di utenti a sceglierlo.

Tra le varie alternative prese in considerazione, soprattutto per chi deve fare videoconferenze per lavoro (e quindi con tanti partecipanti), c’è proprio Jitsi. In particolar modo, il punto fondamentale che fa pendere la bilancia in favore di questo software in questa sfida Jitsi vs Zoom è proprio l’aspetto della sicurezza.

Jitsi presenta il suo piano standard che in realtà non eccelle nella versione base come sicurezza (Jitsi non supporta ancora una completa crittografia end-to-end). Un problema che può essere superato. Come? Installando Jitsi un server, per aumentare al massimo il livello di sicurezza dei dati e delle stanze virtuali aperte.

Funzionalità tutto sommato simili, ma se proprio si volesse esprimere una preferenza tra Zoom e Jitsi allora si potrebbe fare il nome di quest’ultimo. Con l’installazione su un server (virtuale o dedicato), le tue videoconferenze online non avranno né limitazioni né tantomeno problemi di sicurezza.

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Per concludere

Jitsi e Zoom non sono però le uniche alternative disponibili su internet. Se vuoi valutare anche altre soluzioni, dai un’occhiata al nostro articolo sui migliori programmi per videoconferenze online.

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