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Decreto Semplificazioni: obbligo PEC e domicilio digitale per imprese e professionisti

Un’Italia che si è trovata a vivere uno dei momenti più complessi dal secondo dopoguerra in poi. Si tenta ora di ritornare lentamente alla normalità, con misure volte a potenziare l’innovazione e la digitalizzazione di alcuni settori. Se c’è una cosa che la pandemia di Covid-19, nella sua tragicità, ci ha insegnato, è che la nostra società non può fare a meno del digitale. È stato grazie a questi sistemi che, nel corso del lockdown, il Paese non si è ritrovato del tutto paralizzato. Pensiamo per esempio allo Smart Working. Al di là di questo, vogliamo parlare del recentissimo Decreto Semplificazioni. Vi sono novità PEC, domicilio digitale e rapporti dei cittadini con imprese e pubblica amministrazione.

L’obiettivo del Governo

Con l’entrata in vigore del Decreto Semplificazioni D.L. n. 76/2020, entrato in vigore lo scorso 17 luglio 2020, il Governo italiano ha voluto dare un segnale molto preciso. La Nazione ha saputo reggere l’urto del coronavirus, anche se questo ha comportato enormi difficoltà e stravolgimenti, sia in campo civile che lavorativo. Le norme sul distanziamento sociale hanno portato alla conclusione che il processo di digitalizzazione di alcune realtà andava accelerato.

Da sempre considerato un Paese con una burocrazia troppo lenta, con il nuovo Decreto Semplificazioni il Governo mira a semplificare le comunicazioni tra imprese e pubblica amministrazione. Il punto cardine su cui concentrare l’attenzione riguarda l’utilizzo della Posta Elettronica Certificata.

Lettura consigliata: scopri come inviare un messaggio mail PEC.

Entrano in gioco il concetto di domicilio digitale (con sanzioni nel caso di mancata comunicazione) e la digitalizzazione della PA (Keliweb fornisce i servizi adeguati per la digitalizzazione della pubblica amministrazione).

Novità PEC: obbligatoria per imprese e professionisti

Tra i tanti punti presi in considerazione nel Decreto Semplificazioni, una grande importanza viene data proprio alla PEC. Per quanto la Posta Elettronica Certificata sia disponibile ormai da anni, il suo livello di utilizzo a livello nazionale non è stato ritenuto ancora soddisfacente. Ecco perché il Governo ha deciso di porre alcune regole precise in tal senso.

L’obiettivo è quello di incentivare l’utilizzo della Posta Elettronica Certificata, con pesanti sanzioni per quelle imprese che non comunicheranno entro una certa data il proprio domicilio digitale che, come leggerai nel paragrafo successivo, è legato all’indirizzo PEC.

Domicilio digitale

Nell’art. 37 del Decreto, nelle cosiddette “Misure per l’innovazione”, sono presenti le disposizioni per favorire l’utilizzo della Posta Elettronica Certificata nelle comunicazioni telematiche tra amministrazione, imprese e professionisti, e favorire in tal senso una maggiore certezza sull’effettiva avvenuta ed efficacia di tali comunicazioni.

È per l’appunto nell’articolo 37 che entra in gioco il concetto di domicilio digitale. Si tratta di un recapito digitale legato a un indirizzo email PEC e inserito nell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente. Il domicilio digitale va a sostituire il termine “indirizzo di Posta Elettronica Certificata”.

In particolar modo, viene stabilito come le imprese costituite in forma societaria debbano comunicare entro ottobre il proprio domicilio digitale:

“Entro il 1° ottobre 2020 tutte le imprese, gia’ costituite in forma societaria, comunicano al registro delle imprese il proprio domicilio digitale se non hanno gia’ provveduto a tale adempimento.”

Viene poi sottolineato come coloro che non hanno indicato il domicilio digitale entro ottobre 2020, sono previsti alla sanzione prevista dall’articolo 2630 del codice civile in forma raddoppiata.

Domicilio elettronico inattivo

Nell’articolo del Decreto Semplificazioni si parla anche dei domicili digitali inattivi. Nel caso venga rilevato un domicilio elettronico inattivo dal Conservatore dell’ufficio del registro delle imprese, verrà contattata la società di turno che dovrà provvedere a indicare un nuovo domicilio digitale entro trenta giorni. In caso di mancato adempimento di questa richiesta, il domicilio inattivo viene cancellato dal registro delle imprese.

Eccole come scritto nell’art. 37 del Decreto Semplificazioni:

“Fatto salvo quanto previsto dal primo periodo per le imprese di nuova costituzione, i soggetti di cui al comma 6, che non hanno indicato il proprio domicilio digitale entro il 1° ottobre 2020, o il cui domicilio digitale e’ stato cancellato dall’ufficio del registro delle imprese ai sensi del comma 6 ter, sono sottoposti alla sanzione prevista dall’articolo 2630 del codice civile, in misura raddoppiata. L’ufficio del registro delle imprese, contestualmente all’erogazione della sanzione, assegna d’ufficio un nuovo e diverso domicilio digitale, acquisito tramite gara nazionale bandita dalla Consip S.p.A. in conformita’ alle linee guida adottate dall’Agenzia per l’Italia digitale ed in coerenza con la normativa vigente. I costi sostenuti per l’acquisto del domicilio digitale sono a valere sui ricavati delle sanzioni riscosse in virtu’ del presente comma, fino alla loro concorrenza.”

La digitalizzazione nell’epoca del Covid-19

Tutte queste misure prese dal Governo hanno lo scopo di incentivare il passaggio verso la digitalizzazione, con un ruolo centrale alla Posta Elettronica Certificata. Con il nuovo Decreto Semplificazioni è proprio la PEC ad avere un ruolo di primissimo piano, come hai avuto modo di leggere in precedenza.

Quello che cambia per le imprese e che ora non dovranno più comunicare al un indirizzo PEC personale, ma bensì il domicilio digitale. Questo domicilio elettronico, come descritto poc’anzi legato a un indirizzo di Posta Elettronica Certificata e comunicato all’Anpr, sarà poi reso disponibile alle pubbliche amministrazioni.

Tutte queste decisioni sono state prese per incentivare alla notificazione telematica, che rientra nel quadro che riguarda la digitalizzazione delle imprese e della pubblica amministrazione. Inoltre, nel Decreto Semplificazioni viene stabilito che anche i lavoratori che non sono iscritti ad albi o ordini professionali possono avere il domicilio digitale.

Velocizzare e facilitare le comunicazioni per accompagnare il Paese fuori da una delle peggiori crisi della storia repubblicana.

Per concludere

Quel che resta da dire in merito è che professionisti e imprese sono ora obbligati ad avere una casella di Posta Elettronica Certificata. I mancati adempimenti di comunicazione del proprio domicilio digitale può portare a sanzioni pesantissime, da 103 euro a 1.032 euro, per di più raddoppiate.

Tenute in considerazione tali premesse, professionisti e imprese dovranno adeguarsi quanto prima. Grazie a Keliweb è possibile acquistare la PEC a partire da soli € 9,00 l’anno.

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