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Perché le startup falliscono?

Come riportato da diversi studi, più del 90% delle startup fallisce molto prima di avvicinarsi agli obiettivi prefissati in partenza. Una cifra considerevole che ci fa interrogare su quali possano essere le motivazioni di queste “chiusure anticipate”. Se nelle scorse settimane abbiamo fatto il punto sulla situazione delle startup italiane, ora allarghiamo il raggio d’azione, andando a scandagliare quelle che, secondo noi, sono le principali motivazioni che comportano l’anticipata fine di un progetto.

Perché le startup falliscono?

Un problema che nasce a monte

Avviare una startup significa investire tempo, denaro e notevoli sforzi, tutto al servizio di un sogno.

Difficile credere che vi sia una sola causa che porti alla chiusura di una startup. La maggior parte delle volte, il fallimento è dovuto a una serie di concause che insieme comportano una situazione insostenibile per gli startupper che decidono di abbandonare i propri propositi.

Le principali cause

Il più delle volte, la “causa prima” del fallimento di una giovane azienda può essere ascritta all’errata realizzazione del Business Plan. Esistono però altre numerose possibili cause che tenteremo di analizzare nel dettaglio.

#1. Scarsa conoscenza del mercato

Un progetto web che si pone degli obiettivi da raggiungere nel minor tempo possibile (aspetto tipico delle startup) deve avere le idee chiare sul mercato. Una scarsa conoscenza del settore di riferimento comporta, inevitabilmente, una serie di strafalcioni dal punto di vista operativo.

E’ importante, dunque, partire da un completo studio del mercato, per scoprirne tendenze, andamento, proposte economiche generali ecc.

#2. Proposta commerciale non competitiva

La qualità del prodotto che viene proposto è un elemento chiave per una startup che decida di farsi strada in un mercato super affollato di attori con le stesse finalità. Se una startup, in particolar modo nel settore dell’ innovazione, non è in grado di fornire prodotti/servizi/consulenze di alto livello, avrà poche possibilità di andare avanti.

Prima di avviare una startup, dunque, occorre assicurarsi che ciò che si ha da offrire al pubblico sia realmente competitivo.

#3. Il ruolo dei competitor

E’ indispensabile tenere d’occhio i competitor per raccogliere informazioni e “aggiustare il tiro”. Lo studio della concorrenza è molto importante perché permette di fare una comparazione e capire quali sono le cose che non funzionano e cosa si potrebbe fare per migliorarle.

Come analizzare i Brand concorrenti? Il nostro consiglio è quello di utilizzare un software come SEMrush, con il quale sarà possibile monitorare gli avversari e studiare la loro strategia.

#4. Poche informazioni sul target

Chi gestisce una startup o un’impresa sul web, deve avere le idee chiarissime sul proprio cliente ideale: età media, gusti, caratteristiche, formazione, locazione territoriale, interessi, necessità, aspirazioni ecc.

Entra in gioco, in questo caso, il concetto di buyer personas, un elemento imprescindibile da cui partire per definire un piano d’azione che tenga conto del pubblico a cui deve rivolgersi. Puntare a un pubblico vasto ma non definito comporta spese inutili senza alcun rientro.

#5. Piattaforme non all’altezza

Una startup innovativa che si presenta al pubblico con una vetrina poco funzionale, lenta e con un aspetto grafico poco interessante, non avrà vita lunga online. Occorre quindi assicurarsi che il sito sia ben strutturato da un punto di vista di usabilità e di aspetto grafico. Bisogna inoltre garantire agli utenti un’esperienza di navigazione piacevole con tempi di caricamento delle pagine web molto bassi.

Ecco perché le startup devono costruire le proprie piattaforme con servizi web veloci, affidabili e soprattutto adeguati alla mole di lavoro. In fase di crescita, si potrà poi effettuare un upgrade del servizio per passare a soluzioni più performanti (come il VPS) per usufruire di risorse dedicate e gestione autonoma dell’ambiente di lavoro.

Keliweb è l’azienda in grado di fornire tutto l’occorrente per avviare una startup di successo.

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#6. Comunicazione poco efficace

Lanciare la startup è solo il primo passo, occorre poi passare allo sviluppo di una comunicazione in grado di portare al di fuori della piattaforma i valori su cui si fonda il business. Conoscere il proprio target permette di avere delle informazioni precise sul linguaggio da utilizzare per comunicare online tramite diversi canali.

Una strategia di Web Marketing ben strutturata comporta sia attività gratuite (gestione dei canali social, creazione di contenuti da indicizzare sul motore di ricerca) che a pagamento (campagne pubblicitarie da lanciare su piattaforme come Facebook, Instagram e Google Ads).

#7. Mancanza di investitori

Il lancio di una startup comporta un investimento iniziale, ma le spese non finiscono certo qui. Una startup punta a crescere nell’immediato, per raggiungere in poco tempo gli obiettivi e diventare un Brand di riferimento. Questa crescita repentina comporta delle spese aggiuntive che, a volte, possono essere anche consistenti.

Una delle cause che potrebbero causare il fallimento di startup e PMI innovative è la difficoltà nel reperire budget da investitori esterni, rendendo così insostenibile la crescita.

Rivedere i propri piani per avviare startup vincenti

Esistono innumerevoli opinioni in merito al fallimento di una startup. Per approfondire l’argomento e avere qualche spunto di riflessione ulteriore, consigliamo la lettura dell’articolo degli amici di Startup Geeks che a loro volta riprende uno studio di Autopsy, realtà britannica che raccoglie informazioni sulle startup che hanno concluso in maniera anticipata il proprio cammino.

Per concludere

Sul perché le startup falliscono si può dire ancora tanto, ma il nostro parere è che se vengono curati gli aspetti descritti in precedenza, sarà davvero improbabile che una startup debba “abbandonare il terreno di gioco” a favore degli avversari.

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