Domini

Come internazionalizzare la presenza web con i domini

Per le aziende già affermate sul mercato nazionale si pone spesso la questione importante di fare un passo avanti ed espandere il proprio business all’estero. La localizzazione con un dominio adatto per la presenza sul web è un processo decisivo. Diverse sono gli approcci e le strategie che puoi adottare per l’internalizzazione del tuo dominio.

Tre strategie di dominio per l’internazionalizzazione della tua presenza sul web

Al fine di rendere la tua azienda, ma soprattutto i tuoi prodotti e servizi conosciuti a livello internazionale, sono diversi gli aspetti da prendere in considerazione.

Anche in questo contesto, vale la pena ricordare il detto “Paese che vai, usanza che trovi”. L’approccio per entrare in un nuovo mercato può variare nei diversi paesi. Anche l’approccio al cliente varia e deve essere adattato da cultura a cultura.

Un importante aspetto è definire in anticipo l’obiettivo che si vuole raggiungere in ogni mercato di destinazione e quindi porsi la domanda:

“Cosa voglio raggiungere esattamente nel nuovo mercato?”

Anche la veste grafica della presenza web può essere decisiva nel processo di internazionalizzazione, così come l’adeguamento dei contenuti e l’utilizzo di un dominio adeguato.

Queste sono tre delle soluzioni più utilizzate per internazionalizzare il proprio dominio:

  1. Introduzione di un nuovo ccTLD
  2. Combinazione di gTLD e sottodominio
  3. Combinazione di gTLD e sottodirectory

La scelta di una o l’altra soluzione porta con sé vantaggi e svantaggi, per questo è necessario analizzare ogni singolo caso prima di prendere una decisione.

#1 Introdurre un nuovo TLD specifico per ogni paese

I ccTLD (Country Code Top Level Domain) sono domini riservati aspecifici paesi o specifiche regioni. Sono esempi di domini nazionali i domini .IT per l’Italia, .FR per la Francia, .DE per la Germania o .ES per la Spagna.

Il dominio .EU abbreviazione per l’Unione Europea, invece, si riferisce a un’intera regione.

L’utilizzo di un dominio nazionale ccTLD per internazionalizzare la propria presenza sul web nei diversi paesi è uno strumento chiaro e semplice: “esempio.IT” sarà il dominio del sito per il mercato italiano, mentre “esempio.FR” il sito per il mercato francese.

Un caso a parte, è rappresentato dai paesi con più lingue ufficiali. Essi richiedono una strategia specifica. In questi casi risulta utile l’utilizzo di una directory. Un esempio calzante è la trilingue svizzera. La presenza web per il mercato svizzero potrebbe essere così suddivisa:

  • esempio.ch/deper la lingua tedesca
  • esempio.ch/frper la lingua francese
  • esempio.ch/itper la lingua italiana

Questa soluzione presenta aspetti positivi e negativi per il gestore.

Un vantaggio è l’attuazione tecnica relativamente semplice e il fatto che i siti web dei singoli paesi sono facilmente distinguibili. La pubblicità basata sulla localizzazione e i contenuti con riferimento regionale, il cosiddetto geo targeting, sono particolarmente rilevanti. I siti con ccTLD sono inoltre considerati come attendibili e affidabili dagli utenti.

Uno degli svantaggi invece è rappresentato dall’altro lavoro di gestione che ogni variante del sito richiederà. Inoltre, un nuovo dominio deve prima di tutto affermarsi sul web e conquistare la fiducia degli utenti presentando contenuti rilevanti e di qualità.

Un aspetto da non dimenticare per quanto riguardo l’internazionalizzazione con i ccTLD è legato alle possibili restrizioni legali del rispettivo paese e dei contenuti duplicati: un possibile problema quando più paesi hanno la stessa lingua ufficiale. Uno svantaggio dal punto di vista della SEO è la frammentazione, in quando l’attenzione non è focalizzata sull’offerta nel suo complesso ma sui singoli domini.

#2 Combinare un gTLD con un sottodominio

I gTLD sono conosciuti e popolari a livello internazionale. Fra i gTLD figurano i popolari .COM, .NET, .ORG o .INFO. Chi ha un sito registrato con un TLD di questo tipo può ritenersi fortunato, in quanto oggi la disponibilità è limitatissima.

Per espandere il proprio dominio a livello internazionale, è possibile porre un sottodominio di fronte al gTLD. Ecco un esempio chiarificante:

  • it.esempio.com per il mercato italiano
  • fr.esempio.comper il mercato francese

Nel caso di paesi con più lingue ufficiali, si consiglia anche in questo caso una suddivisione. Come nel caso precedente aggiungiamo una directory e il risultato dovrebbe essere il seguente:

  • ch.esempio.com/itper la lingua italiana in Svizzera
  • ch.esempio.com/frper la lingua francese in Svizzera

In questo caso i vantaggi sono diversi: prima di tutto si mantiene il dominio di base, ma i vari siti dei singoli paesi vengono trattati da Google come domini individuali. Se si lavora in modo ottimale nella struttura di collegamento delle pagine, i singoli domini possono persino trarre vantaggio l’uno dall’altro.

Se la suddivisione per paesi e lingue è chiara e semplice, le pagine possono essere ospitate in diversi server. La gestione può comunque avvenire in modo centralizzato.

Un aspetto negativo è il lavoro che c’è dietro la struttura del sito e dei link. Questa infatti deve essere realizzata e studiata accuratamente, poiché i domini non traggono vantaggio l’uno dell’altro senza aiuto.

Inoltre, la suddivisione potrebbe confondere gli utenti tra il sottodominio del paese e la directory per la lingua.

#3 Combinare un gTLD con una sottodirectory

Un’altra strategia è quella di utilizzare un dominio di primo livello generico con l’aggiunta di una sottodirectory. In questo caso la directory serve non soltanto per la lingua, ma anche per il paese. Ecco alcuni esempi:

  • esempio.com/deper il sito web tedesco
  • esempio.com/frper il sito web francese

Per lingue diverse in un unico paese di destinazione, basta ampliare la sottodirectory come in questo esempio:

  • esempio.com/de-ch per il sito tedesco in Svizzera
  • esempio.com/fr-ch per il sito francese in Svizzera

Questa variante è tecnicamente molto facile da realizzare. A differenza della strategia precedente, non c’è bisogno di creare un’elaborata struttura di link in modo che i domini traggano vantaggio l ’uno dall’altro dal punto di vista della SEO.

I link interni ed esterni hanno un effetto positivo sull’intero dominio.

La nuova estensione per il nuovo mercato beneficia dei vantaggi del dominio esistente. Anche in questo caso, potrebbero sorgere confusioni da parte degli utenti: la sottodirectory sta per il paese o la lingua? È bene fare attenzione a questo aspetto quando si crea la nuova presenza online.

Un’altra nota negativa è rappresentata dal fatto che i link tra dominio e cartella sono interni.

Prendi decisioni specifiche per ogni paese

Come spesso accade, non esiste una soluzione perfetta. Una strategia può essere più o meno appropriata a seconda degli obiettivi e delle proprie preferenze.

Prima di intraprendere la strada dell’internazionalizzazione della tua presenza sul web, considera attentamente in quali paesi vuoi espanderti e con quali obiettivi.

In generale, una combinazione delle tre strategie può rivelarsi una buona idea. La base dovrebbe essere un gTLD comune. Ciò ha senso sia dal punto di vista di gestione che da quello della SEO. Saranno le necessità del paese di destinazione a orientare la tua scelta. Se, ad esempio, non si può o non si desidera utilizzare una sottodirectory per un paese, si potrebbe optare per i ccTLD.

I domini nazionali possono essere utili anche per quei paesi in cui vengono utilizzati motori di ricerca diversi da Google, ad esempio per la Cina con Baidu o per la Russia con Yandex. Non tutti i motori di ricerca utilizzano gli stessi criteri per il ranking.

È consigliabile anche l’uso di inoltri per sfruttare i vantaggi delle diverse versioni. Per il mercato italiano può essere utilizzato il ccTLD “esempio.IT” che poi rimanda al gTLD “esempio.COM/it/it”.

Decisiva è naturalmente la disponibilità del dominio, motivo per cui bisogna sempre controllare la disponibilità prima di prendere qualsiasi decisione riguardante la tua presenza sul web.

Non importa quale soluzione sceglierai: l’importante è che la tua scelta per l’internazionalizzazione della tua presenza sul web sia studiata con attenzione.

Milena Rabenstein, redattrice news.srl

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