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Roberto Buzzatti su Chiara Ferragni: compra i followers?

Case Study su una delle influencer più famose del panorama digitale

Chi è Chiara Ferragni?”

Se vi state ponendo questa domanda probabilmente vivete fuori dal mondo, certamente fuori da quello della moda e senz’ombra di dubbio né diritto di replica… da quello social.

Per tutti gli altri, e certamente per i suoi 12 milioni e mezzo di followers su Instagram, continuate pure a leggere senza prima passare per Google (che conta 5.000.050 risultati per la ricerca “Chiara Ferragni”).

Eh già, perché se in molti sappiamo che la Regina del Fashion 2.0 è ultrapopolare sui social, non tutti abbiamo chiaro cosa questo significhi in termini pratici e come sia possibile dimostralo con i numeri.

In occasione di un caffè a Monte-Carlo, solo un paio di settimane fa, un’amica fashion blogger (di quelle vere) italiana ma che vive in Costa Azzurra, mi ha chiesto un parere sul profilo Instagram di Chiara Ferragni: “Tu che dici, è davvero tutta farina del suo sacco o ha fatto ricorso a qualche aiutino?”.

Per lavoro sono chiamato, sempre più di frequente, a dover valutare la qualità di un profilo social per consentire alle aziende di puntare su quello giusto, capace di promuovere i loro prodotti e servizi.

Credetemi, non è sempre facile stabilirlo con certezza assoluta, colpa in parte dei possibili “aiutini” che se però ci sono, statene certi, si possono far venire a galla.

In principio bastava uno sguardo al numero di followers ma è ormai noto a tutti che questo unico dato è insufficiente poiché fin troppo spesso falsato da artifizi che ne gonfiano il valore.

Partiamo da un assunto: l’influencer è un soggetto in grado di condizionare le scelte dei propri seguaci attraverso i social media e questo è l’unico motivo per cui un’azienda sceglie di investire in quella persona.

Calcolare l’influenza di un profilo instagram richiede oggi più che mai un’analisi approfondita, che consideri molteplici fattori tra cui certamente il numero di followers, ma anche la curva di crescita e modalità e frequenza dell’interazione con i contenuti del profilo.

Come dei provetti cani da tartufo impareremo quindi a stanare i valori che servono per pesare il nostro influencer ricavando l’engagement rate del suo profilo e, perché no, all’occorrenza sbugiardandolo numeri alla mano.

Tutto chiaro? Direi di si, a patto che sappiate cos’è l’engagement rate.

Questo parametro, calcolato in molti modi differenti (del resto non mi pare sia una formula contemplata dalle dispene universitarie… non ancora almeno) rappresenta la percentuale media di followers che interagiscono con i contenuti proposti.

Quella che uso io considera gli ulimi 10 post pubblicati escluso il più recente:

engagement rate

Sommate tutti i like e commenti ricevuti sulle ultime 10 foto (escludendo la più recente), dividete per il numero dei followers che seguono il profilo e infine moltiplicate per 10.

Incoronata a settembre 2017 da Forbes “Fashion influencer più importante del mondo”, vediamo se il suo engagement rate conferma il trono di Chiara Ferragni:

like + commenti ultimi 10 post (escluso il più recente) = 5.935.980

Followers 12.497.223

5.935.980/12.497.000*10 = 4,75%

(dati aggiornati al 2 aprile 2018)

E’ un valore impressionante se considerate che esiste un andamento inversamente proporzionale tra numero di followers e engagement: all’aumentare del primo diminuisce il secondo.

Ecco la tabella che chiarisce il concetto di “impressionante”, proposta da Markerly su analisi dei dati 2016:

chiara ferragni instagram follower

Nel range compreso tra 1 e 10 milioni di followers l’E.R. medio è dell’1,7% e la Ferragni, con oltre 12 milioni di seguaci, si trova al 4,75%.

Praticamente se si fosse candidata alle politiche italiane, avrebbe superato da sola la soglia di sbarramento del 3%.

Per ogni post ci sono mediamente 600 mila persone che interagiscono (average engagement) esprimendo il loro gradimento con un like, rinforzando con un commento e, probabilmente, acquistando il prodotto o servizio promosso dalla nostra Chiara (inter)nazionale.

Per quanto un valore di E.R. così alto sembri smentire in modo deciso l’ipotesi dell’acquisto di followers da solo non è sufficiente, per cui dobbiamo approfondire l’analisi con l’aiuto di socialblade.com, piattaforma che offre dati statistici con attenzione alle curve di crescita dei profili sui principali social network.

Le prime informazioni che balzano agli occhi interrogando il database sul profilo @chiaraferragni sono certamente il ranking e la posizione assoluta su Instagram: rispettivamente una A e la 253esima. Dati che non stupiscono nessuno, sottoscritto compreso.

instagram chiara ferragni

Ma andiamo alla curva di crescita degli utenti che, potenzialmente, potrebbe sconfessare la reginetta del fashion evidenziando picchi di crescita sospetti:

social blade instagram chiara ferragni

socialblade.com/instagram/user/chiaraferragni

I dati offerti partono da quota 2.14 milioni di followers del 22 aprile 2016, passati a 5 milioni il 16/11/2015 e 10 milioni il 16/07/2017. Solo un paio di mesi più tardi, Forbes posizionava Chiara Ferragni al “#1 on Forbes’ Top Influencers list in the Fashion category

La crescita media giornaliera sulla base degli ultimi 10 giorni è di 21.490 followers e sono 644.700 i nuovi seguaci dell’ultimo mese.

Senza scendere in ulteriori dettagli posso asserire che la curva di crescita sia armonica e non mostri picchi sospetti, concorde con un andamento non alterato da artifizi.

Attenzione però che quest’analisi da sola non basta ad assicurare “oltre ogni ragionevole dubbio” l’assenza di azioni non-socially-correct. E’ infatti possibile nascondere gli acquisti attraverso erogazioni progressive di followers (ma anche like/commenti/visualizzazioni dei video) offerte dai provider più evoluti.

A questo punto sarebbe necessario un livello di analisi più approfondito che richiede, oltre l’utilizzo di tool specifici, anche una certa esperienza ma questo è un articolo e non un libro.

A titolo di esempio, immaginate un post di un profilo italiano seguito da italiani che mostra una bella faccia sorridente sullo sfondo del mare, in cui ci siano hashtag come #chebellagiornata #sole #spiaggia e che lo troviate pieno zeppo di like arrivati principalmente da profili russi e asiatici. Vi sorge qualche dubbio? A me si, molto probabilmente like acquistati.

O ancora una foto con un gran numero di commenti che riportano esclusivamente emoticons di approvazione o frasi generiche scritte in inglese tipo Good job!, Awesome!, Great Pictures! Questa è opera dei BOT, applicazioni che automatizzano le azioni sui social per favorire il follow back , ossia un’azione di reciprocità espressa da un follow/like/commento di ritorno.

Impostati correttamente i parametri i BOT funzionano bene, ma se vi è venuta voglia di provarne uno, sappiate che

  • la rete ne è piena zeppa;
  • tutti si autoproclamano come “Best Instagram Bot”;
  • se Instagram si accorge che ne state utilizzando uno, nella mia migliore delle ipotesi vi blocca per 24 ore l’account, se insistete vi mette in shadowban (che significa rendere invisibili i vostri #hashtag impedendo la crescita organica) e nel peggiore dei casi vi banna e bye bye profilo.

Non è un lavoro per vecchi” dice Riccardo Pozzoli (cofondatore con la Ferragni del blog The Blonde Salad) nel suo libro edito da DeA Planeta Libri Srl nel marzo 2018.

instagram bot

fonte web: Best Insta Bot

Ma ora il punto: una semplice ricerca su Google circa l’ipotetico acquisto di followers da parte di Chiara Ferragni offre più di qualche risultato in cui lo si darebbe addirittura per certo: in un caso si parla, nel 2017, di 859.996 fake e 5 milioni dubbi (senza chiarire la fonte del dato).

I motivi per cui troviamo dichiarazioni di questo tenore sono tre:

– il primo è l’invidia social, una sorta di cannone Tesla costantantemente puntato contro influencer e personaggi in vista sulla rete.

– il secondo è l’inesperienza di chi compie analisi affidandosi a tool che interpretano gli utenti inattivi, ossia quelli che non rispettano i parametri di utilizzo minimo dei social network, come fake.

– Il terzo è ancora una volta il primo, l’invidia social. Quella che genera valanghe di commenti negativi, gli stessi che invece di danneggiare l’Influencer ne aumentano l’Engagemet Rate, che ora sapete bene cos’è.

Si potrebbe quindi dire che anche gli haters abbiano, seppur bizzarra e discutibile, una loro utilità sociale. Anzi … social.

In conclusione, dalla mia analisi emerge un profilo social estremamente engaging, genuino e armonico nella sua crescita. Per quanto questo non basti a escludere tassativamente che Chiara Ferragni abbia fatto ricorso all’acquisto di followers e like (la verità è che questa pratica rientra a pieno titolo tra le strategie più aggressive dei Social Media Manager) è certo che l’influenza che esercita sui propri seguaci sia reale e concreta com’è altrettanto certo che tra qualche istante avrà pure un nuovo follower: eh già, ancora non mi ero deciso a seguirla…

Roberto Buzzatti

Roberto Buzzatti è il Social Media Manager italiano che la piattaforma Klear.com posiziona nel top 2% del ranking di Twitter. Gestisce professionalmente comunicazione Social Media & Web di aziende e privati in Italia e all’estero.

(Disclaimer: i dati analizzati sono pubblici e sono stati acquisiti dal profilo Instagram @chiaraferragni e dalla piattaforma web socialblade.com, aggiornati ad aprile 2017)

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