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Influencer Marketing: vaccìnati che è meglio!

Che cos’è l’Influencer Marketing?

In parole molto semplici l’Influencer Marketing è un tipo di pubblicità indiretta, che arriva al pubblico attraverso un “ponte umano”: l’influencer. Quest’ultimo è il fulcro della campagna di comunicazione, importante tanto quanto il prodotto commercializzato. Il cliente lo percepisce come un suo pari (anche se il più delle volte non è così), facendo scattare un meccanismo di identificazione che lo porta a fidarsi del suo parere, come se si trattasse di una persona di fiducia.

Il Marketing d’Influenza mette a dura prova gli anticorpi sviluppati con la pubblicità tradizionale e, come un lupo travestito d’agnello riesce a far passare un messaggio promozionale per un consiglio spassionato. Va da sé che per chi lavora in ambito digital rappresenta una grande opportunità che prima di essere colta, però, va costruita per bene. In che modo? Tanto per iniziare, evitando errori da principiante come il mio.

Influencer Marketing: incontri ravvicinati di “un tipo”

Il mio primo contatto con l’Influencer Marketing è avvenuto in modo protetto, all’interno dell’aula (virtuale) di SQcuola di Blog. A filtrare le informazioni sull’argomento c’era infatti un docente di tutto rispetto: Matteo Pogliani, che ha chiarito fin da subito le regole del gioco.

Non si tratta di un semplice “scambio di favori” ma di un’azione strategica e in quanto tale richiede degli obiettivi ben precisi.
Ecco, probabilmente, questo è stato il mio primo errore: non avere ben chiaro l’obiettivo della campagna (se così possiamo chiamarla) in cui sono “inciampata”.

Un bel giorno un cosidetto “influencer” belga contatta un e-commerce cliente, complimentandosi in generale per l’attività svolta e in particolare per due articoli di cui si era innamorato. Prima dei saluti di rito, si offre di pubblicare un post di ringraziamento sui suoi social qualora avessimo deciso di fargli un regalo (spontaneo vero?).

Fino a quel momento avevo considerato l’Influencer Marketing una possibilità tra le tante, lontana nel tempo per ragioni organizzative e di distribuzione del budget, ma a caval donato non si guarda in bocca. Il primo step è stato il web listening, ho verificato l’identità e l’effettiva influenza del contatto ricevuto, dopo di che ho cercato di capire il suo target e mi sono chiesta se fosse in linea con quello del mio cliente.

Tra tanti “se” e “ma” ho accettato questa forma ibrida di collaborazione, cercando di fornirgli un brief che indicasse le linee guida da seguire per la campagna.

Sostanzialmente, si trattava di un documento contenente:

  • le tempistiche di pubblicazione dei post;
  • la scelta dei canali social da utilizzare;
  • i dati del mio cliente per i vari Tag;
  • la richiesta di visionare le foto scattate prima della pubblicazione;
  • la consegna dei dati analitici raccolti.

Non mi dilungherò ulteriormente, ma ti basti sapere che le tempistiche non sono state rispettate, gli scatti sono stati scelti in totale anarchia e gli insight risultano ad oggi non pervenuti. I post pubblicati hanno ricevuto numerosi like e commenti ma non hanno contribuito a raggiungere gli obiettivi che avevo fissato a posteriori (non si fa!): brand awareness e lead generation.

I giusti anticorpi per l’Influencer Marketing

Il mio non è stato proprio un battesimo di sangue, ma ci è andato vicino. Questo perché avevo già messo in guardia il mio cliente dai pericoli di una collaborazione non regolamentata, ma abbiamo deciso comunque di correre il rischio. Forse se all’epoca avessi letto un articolo simile, avrei evitato quel salto nel vuoto. Insomma, per me è tardi: ho preso l’influencer senza le dovute precauzioni, ma tu sei ancora in tempo!

Parti, innanzitutto, dalla progettazione della tua campagna, fissa bene gli obiettivi che vuoi raggiungere (brand awareness, lead generation, download, vendita, ecc) e sulla base di questi cerca il tuo influencer ideale. In teoria, puoi farlo autonomamente utilizzando Google o i Social Network (evita le liste online di blog e influencer, poco obiettive) e una volta trovato, gestire il primo contatto e i successivi in modo affabile ma professionale.

Personalmente, finché non sarò più pratica mi affiderò a marketplace come Buzzole: una piattaforma di Influencer Marketing che mette in contatto advertiser e influencer. Non solo potrai contare su un algoritmo che lavora per te, selezionando i candidati più adatti alla campagna proposta, ma l’intera collaborazione sarà gestita al meglio. Infine, ricordati sempre di monitorare la tua campagna e misurare i risultati ottenuti.

Ovviamente, questi sono solo consigli di una social media learner che ha ancora tanto da imparare sull’argomento e non solo. Ad esempio, sapevi che non è necessario essere influenti per dei guadagni extra sul web? Ho appena scoperto il programma di affiliazione di Keliweb, ora lo studio per benino. Stay tuned!

Alessia Longo

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