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Come gestire un eCommerce, ne parliamo con Daniele D’Amico di Socialblogging

Il commercio elettronico rappresenta una delle leve su cui sta trovando fondamento la quarta rivoluzione industriale italiana. La crescita dell’eCommerce, infatti, dimostra come anche il nostro paese si stia allineando alle nazioni più industrializzate. Preso atto di questo sviluppo, può essere estremamente utile discutere la cosa con qualche esperto del settore.

Per questo motivo abbiamo scelto di intervistare Daniele D’Amico, un giornalista che si occupa di eCommerce e anche di Web Marketing. Un professionista che abbraccia a 360° tutti gli ambiti di questa rivoluzione che sta spingendo professionisti e imprese verso il digitale.

  • Buongiorno Daniele D’Amico, benvenuto sul nostro blog. Iniziamo subito da una domanda scontata ma, ovviamente, necessaria: come nasce il progetto Socialblogging?

Socialblogging nasce dalla volontà di far avvicinare il pubblico a una comunicazione innovativa. Meno standardizzata, dentro il mondo digitale, in tutte le sue sfaccettature. Da quelle tecniche come per esempio la SEO e lo Storytelling, a quelle più inflazionate come l’eCommerce e i Social Network.

Gli obiettivi sono trasversali. Di solito il focus è sulle PMI e le Multinazionali di qualsiasi settore, Marketing B2B e B2C. L’evoluzione del blog è però diretta ad un’approccio H2H, una comunicazione più integrata che inserisce al centro le persone.

  • Una cosa che balza subito all’occhio dando un’occhiata al tuo blog è l’incredibile quantità di argomenti trattati. Ti consideri un professionista “multitasking”?

Il mio modus operandi è multitasking. Oggi il Digital Marketing Specialist deve infatti avere una visione a 360 gradi dell’universo digitale. In realtà la mia formazione mi caratterizza come Digital Content Specialist e Storyteller.

In un’epoca in cui il racconto è sempre più ricercato si avverte un ritorno al “C’era una volta”. Proprio per questo motivo i brand devono emozionare. È necessario spostare le lancette dalla pubblicità tradizionale alla storia dell’impresa che commercializza un determinato prodotto.

In un’epoca in cui il #racconto è sempre più ricercato si avverte un ritorno al “C’era una volta”. I #Brand devono emozionare. È necessario spostare le lancette dalla pubblicità tradizionale alla storia dell’ #impresa. Condividi il Tweet
  • Al di là delle varie competenze, in quale settore ti identifichi maggiormente?

Io sono un giornalista, quindi al centro di tutto pongo sempre i fatti. Il ramo del “giornalismo” che maggiormente mi appassiona è il Brand Journalism. In realtà trattasi di comunicazione: raccontare attraverso tecniche giornalistiche i personaggi pubblici, le associazioni e le aziende. Il ruolo del giornalista è fondamentale in ogni tipologia di business.

L’ufficio stampa in senso tradizionale risulta essere obsoleto e ha perso la sua utilità. Un CEO saggio e lungimirante deve integrare l’area press office con quella della comunicazione interna ed esterna, quanto più la comunicazione del brand sarà efficace, maggiore sarà il ritorno del business. L’ufficio stampa dev’essere un luogo “sacro”, al proprio interno devono lavorare persone dotate di competenze digitali importanti.

Mi preme precisare che questo tipo di lavoro dev’essere svolto senza mai perdere di vista la stella polare della deontologia.

  • Nel tuo blog è presente la categoria eCommerce, con articoli di consigli su come gestire al meglio un negozio online. Quali pensi siano le prerogative per far crescere velocemente uno shop virtuale?

L’eCommerce è il motore dell’economia attuale. Il dominio dei principali player globali appare sempre più incontrastato. Amazon, eBay e Alibaba sono i marketplace più influenti del globo. I nostri dati e le acquisizione delle informazioni sulle nostre abitudini di spesa costituiscono una parte integrante del loro business.

Qualsiasi attività commerciale deve però includere un punto digitale che permetta agli utenti di acquistare. La scelta del CMS è perciò fondamentale e deve vertere tra: Magento, Prestashop e WordPress (quest’ultimo attraverso l’uso di determinati plugin, come ad esempio WooCommerce).

Gestire un negozio online significa prima di tutto saper far fronte a tutte le attività complementari che esso comporta: logistica, servizio clienti e promozione.

Gestire un sito #eCommerce significa prima di tutto saper far fronte a tutte le attività complementari che esso comporta: logistica, servizio clienti e promozione. Condividi il Tweet

La logistica riguarda tutta la fase di organizzazione e gestione del prodotto, dal negozio fino alla consegna al cliente. Particolare attenzione va data ai costi di invio della merce: molto spesso si ricorre a spese di spedizione fisse, o nel caso di costi variabili è bene inserire la tabella con i prezzi a seconda del paese di destinazione.

Il customer care, inteso come customer experience, non è altro che l’attenzione al cliente: fornire un’ottima assistenza è fondamentale per acquisire fiducia. Infine rimane l’attività promozionale.

Per promuovere il nostro eCommerce utilizziamo i social network e pubblichiamo costantemente post che incuriosiscano la nostra clientela. L’Email Marketing continua ad essere efficace soprattutto per il lancio di sconti, promozioni a lungo termine ed eventi. Il sito web del nostro eCommerce deve includere il blog. Fare Content Marketing non è un opzione ma una priorità. Ma soprattutto facciamo Storytelling, in particolar modo Video Storytelling, e per determinate campagne possiamo anche avvalerci degli influencer.

  • Parlando di commercio elettronico, voglio chiederti un parere in merito alla piattaforma da utilizzare: qual è secondo te la soluzione migliore tra Magento, PrestaShop e WordPress?

Personalmente sceglierei Magento. Un CMS open source flessibile, personalizzabile, altamente intuitivo e adattabile a moltissime esigenze. Ci permette di incrementare il nostro business offline con un negozio online facile da gestire e controllare. Consideriamo che già il 40% delle piattaforme per la vendita è gestita tramite Magento per la qualità dei servizi che offre:

  • Gestione avanzata del magazzino;
  • Creazione categorie di prodotti;
  • Digitalizzazione della logistica;
  • Integrazione con gestionali CRM e ERP;
  • Integrazione con i principali marketplace (Amazon, Ebay);
  • Funzioni di contabilità e amministrazione;
  • Autonomia nel caricamento dei contenuti;
  • Negozio multilingua;
  • Sistema di pagamento sicuro.
  • Quanto un servizio web hosting può contribuire al successo di un sito eCommerce?

Dalla scelta dell’hosting può dipendere il successo del negozio online e il suo posizionamento sui motori di ricerca. Innanzitutto consiglio di scegliere un hosting dotato di web server Apache. L’hosting deve consentire redirect automatici “lato server” così da comunicare ad utenti e spider che il contenuto di una pagina è stato spostato.

Inoltre il webmaster deve poter intervenire sul file .htaccess, che permette tra l’altro di rendere statici gli url dinamici e agevolare così l’indicizzazione e il posizionamento sui motori di ricerca.

  • Ti occupi anche di SEO, e a tal proposito ti domando quanto conta ottenere backlink di qualità ai fini del posizionamento sul motore di ricerca? Si tratta di un’attività davvero così importante o è un po’ sopravvalutata?

Mi occupo di elaborare contenuti in ottica SEO. È fondamentale per posizionarsi bene su Google avere una serie di backlink o citazioni da altri siti. Portali autorevoli che ritengono la nostra piattaforma una fonte sicura e per questo motivo citano alcuni dei nostri testi.

Un buon link che arriva al nostro dominio deve essere generato da un sito web autorevole. I backlink rafforzano un sito che è già strutturato secondo i parametri della SEO e non penso che sia una tecnica sopravvalutata.

  • Sembra che, ancora oggi, per molte aziende italiane sia difficile carpire la necessità di digitalizzare il proprio lavoro. Secondo la tua esperienza, perché i Social Media vengono visti ancora come strumenti poco importanti da molte società nostrane?

Purtroppo l’utilizzo dei Social Network è sottostimato da moltissimi imprenditori. Dalla mia esperienza posso dire che in Italia non è insita la cultura del digitale. Occorre puntare maggiormente sulla formazione.

  • Quali sono i tuoi progetti professionali per il prossimo futuro?

Ce ne sono in due in particolare, che tengo custoditi nella mia mente e nel mio cuore.

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Ringraziamo Daniele D’Amico per la disponibilità avuta nei nostri riguardi.

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