I racconti di Keli

Del non saper comunicare e altri orrori

Ci sono orrori che mi colpiscono con la stessa violenza di un pugno nello stomaco.

Quello che sto guardando, per esempio. Un orrore che fa scorrere i brividi su tutto il corpo e che conosco anche troppo bene. Sento le mani ghiacciate, le articolazioni indurirsi. Sbatto le palpebre una, due, tre volte ma niente è ancora lì. Dannazione. So perfettamente cosa accadrà ora, perché mi capita ogni santo giorno e veramente non ce la faccio più. E infatti, come prevedevo, l’orrore si trasforma in rabbia: serro le mascelle talmente forte che temo un giorno mi cadranno tutti i denti come succede nei cartoni. E sento le parole bloccate in gola che spingono per uscire e spaccare i timpani a chi ha compiuto quello scempio. Ma sarebbe inutile perché il colpevole non è qui. Qui ci sono solo io davanti al monitor che mi mostra, inconsapevole, quell’immagine agghiacciante. Ma come si fa, come cavolo si fa a creare e condividere una “cosa” tanto orribile? Ma se non siete capaci, un po’ di umiltà, santo cielo, ammettete i vostri limiti e lasciate fare a chi è un po’ più esperto!

Hai capito a cosa mi riferisco? Dai, sarà successo anche a te: stai scorrendo i vari aggiornamenti su Facebook o su LinkedIn e BANG! Arriva il colpo basso: un’immagine che ignora completamente anche le più semplici regole di comunicazione e che “vorrebbe” invitare ad una serata di networking professionale, un evento formativo, un workshop.

Perché sono così arrabbiata? Semplice, comincio ad essere davvero stufa di vedere trattato con superficialità un tema tanto importante. E non parlo di grandi brand. Parlo di quei “professionisti” che pensano di sapere tutto o forse che certi “dettagli” non sono così importanti.

Mi fa arrabbiare questo perché, innanzitutto, a fronte di un evento potenzialmente interessante, se chi guarda l’immagine con cui veicoli la comunicazione la scambia per un volantino dell’oratorio, forse non va bene, o no?

Mi fa arrabbiare perché vuol dire che come responsabile della comunicazione di quell’evento c’è un incompetente che non ne capisce una mazza di comunicazione ma è convinto di essere un genio.

Mi fa arrabbiare perché vuol dire che questo responsabile è attorniato da gente che, o non capisce un accidente come lui, o non hanno il coraggio di far valere la propria competenza.

Mi fa arrabbiare perché è uno schiaffo a chi per fare questo lavoro mette in gioco tempo, impegno, costanza e competenze: sono capaci tutti di buttare senza la minima cura del testo su un foglio bianco e, per di più, andando contro qualsiasi regola di comunicazione visuale. Farlo passare per professionale è semplicemente un insulto a chi le cose in modo professionale le fa davvero.

Brochure, flyer, locandine, qualsiasi tipo di materiale usato per il marketing: cerchiamo di farli da professionisti? Tra l’altro, al giorno d’oggi ci sono siti, come Canva.com, che mettono a disposizione, a chi non ha tempo, chi ha poca voglia o non ha le qualità di un creativo, decine di template gratuiti che si possono personalizzare come meglio pare. Perché fare ancora simili orrori grafici?

E poi, studiamole due cosette due sulla comunicazione, che magari possono anche risultare utili, o no?

Allora, visto che sono una persona fondamentalmente buona e visto che preferisco essere propositiva, mando giù il boccone amaro e propongo una brevissima guida con i fondamentali da seguire per non “partorire” un obbrobrio come ogni tanto (pure troppo spesso) tocca vedere in giro e creare invece un prodotto studiato, organizzato e professionale.

Tipografia

Innanzitutto, evitiamo i font obsoleti, danno la sensazione di vecchio, di amatoriale, anacronistico. Assicuriamoci che sia il carattere scelto sia leggibile e che lo spazio sia ottimizzato senza compromettere la chiarezza del messaggio.

Maiuscolo, minuscolo, grassetto, corsivo: c’è una logica nel loro uso, non buttiamo tutto a casaccio. Sono certa che questa guida ti sarà utilissima!

La Gerarchia Visuale

Supponiamo che stai pubblicizzando un evento. A quale elemento darai maggiore importanza: al luogo dove si terrà o al titolo dell’evento? La risposta credo sia ovvia, per molti. Ma non per tutti. Perché ancora mi è capitato di vedere locandine con scritto in lettere cubitali la location e il tema dell’evento scritto in carattere minuscolo e poco leggibile.

Per favore, ogni elemento ha una sua importanza. Come fa un lettore a capire se può essere interessante o meno se non riesce nemmeno a leggere l’argomento?

Diamo la priorità agli obiettivi del progetto:

  • A chi è rivolto, qual è l’audience che vuoi attrarre?
  • Quali informazioni devono essere enfatizzate?

La gerarchia visuale è un principio di graphic design molto importante: comunica l’importanza di ciascun elemento in relazione al resto.

Lo Spazio Bianco

Un errore molto comune è piazzare il testo su tutta la pagina, così da renderlo ingombrante e di poco aiuto nella comunicazione efficace del messaggio. Diamo a ciascun elemento abbastanza spazio per respirare. Lo spazio bianco crea contrasto, guida gli occhi del lettore in una direzione particolare e stabilisce una gerarchia visuale chiara. Assicuriamoci di avere abbastanza spazio tra i titoli e il testo e piuttosto che posizionare il testo da una parte all’altra della pagina, spezziamolo in colonne o blocchi che rendano la lettura più facile e immediata.

I Colori

La scelta dei colori non è certo una questione secondaria.

Se lo sfondo è bianco e usi solo font maiuscoli, di varie grandezze, tutto nero, l’effetto sarà quello di un annuncio funebre.
Se usi giallo nero e fucsia, stai camminando sul filo del rasoio e rischi di farti molto male. Usare colori sbagliati o usarne troppi tutti insieme può creare fastidio e confusione.

Per eliminare qualsiasi problema nel faticoso lavoro di accostamento dei colori, questo HYPERLINK  potrà esserti di grande aiuto.

Centrare tutto il testo

È un errore davvero da principiante. Il testo così formattato dà un senso di sciatto e rende la lettura più difficile perché in questo modo risulta irregolare a destra e a sinistra e l’occhio fa più fatica a trovare l’inizio di ogni frase. Dedichiamo l’allineamento centrato solo a titoli o frasi corte e per il resto del testo scegliamo l’allineamento a destra o a sinistra.

Ecco, come avrai notato, queste regole sono davvero semplicissime! Seguirle ti permetterà di non dare vita a creazioni immonde… e a non farmi arrabbiare di nuovo!

Susanna Moglia

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