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Il ruolo di Instagram nel Social Media Marketing, ne parliamo con Alessandro Pozzetti

Si parla sempre più spesso dell’utilizzo di Instagram in ambito professionale, ma ancora oggi sono in pochi quelli che sanno sfruttare al meglio il social. Diventato nel giro di un paio d’anni un formidabile strumento per il Social Media Marketing, Instagram fornisce sempre più possibilità di fare affari e conquistare grandi fette di pubblico.

Troppo spesso però vengono commessi alcuni errori che rendono inefficace l’attività svolta. Ecco perché è il caso di interpellare direttamente un grande specialista come Alessandro Pozzetti, un Social Media Manager che conosce tutti i segreti di Instagram e sa come utilizzarlo nella maniera corretta.

Lasciamo dunque “la parola” al nostro ospite, disponibilissimo a sottoporsi alle nostre domande.

  • Buongiorno Alessandro Pozzetti, grazie per aver accettato il nostro invito. Cerchiamo di rompere il ghiaccio partendo… dalla base: come e quando hai iniziato a occuparti di web?

Ciao ragazzi e un Grazie a tutto lo staff di Keliweb. La mia attività di libero professionista ha compiuto 5 anni lo scorso ottobre. Sembra ieri, infatti, che cominciavo a prendere informazioni su quello che sarebbe potuto essere il miglior commercialista in circolazione per rapporto qualità-prezzo.

La scelta era fondamentale, in quanto venivo da un periodo a dir poco negativo per me e la mia famiglia: a causa del terremoto che aveva devastato la nostra zona, dovemmo prendere decisioni non semplici, che avrebbero caratterizzato nel bene o nel male la nostra vita prossima. Ecco perché necessitavo del miglior commercialista in circolazione in termini qualitativi ed economici.

Peccato che quella guida, quel mitico commercialista, io lo stia ancora cercando :-)

Ma sono qui, anzi, siamo qui, e questo vuol dire che le scelte effettuate sono state in qualche modo le migliori possibili (grazie a Dio).

  • Il tuo sito apclick è uno dei più seguiti tra i professionisti di Social Media Marketing. In senso strutturale, quali sono secondo te i segreti di un sito web funzionale e vincente?

“Chi sei? Cosa fai? Cosa vuoi ottenere?” È fondamentale rispondere a queste tre domande prima di intraprendere qualsiasi percorso, nello specifico quello web.

Non ci sono segreti nella struttura di un blog di proprietà come il mio su base WordPress, ma analisi, tendenze e messa in pratica.

Le analisi servono per capire meglio chi sono i nostri competitor e come lavorano, ma anche qual è la domanda al tema che trattiamo. Le tendenze è bene tenerle sempre monitorate, e prendere sempre il meglio di ciò che ci propongono. E la messa in pratica non è altro che sporcarsi le mani tutti i giorni, produrre esperienza e applicarla ai nostri progetti tanto quanto ai nostri clienti.

  • Quanto contano le prestazioni di un sito? Un piano hosting web di qualità può davvero fare la differenza nel rapporto tra il professionista e i suoi visitatori?

È come l’acquisto di un autoveicolo: se si risparmia, i tragitti che ci farà percorrere saranno in qualche modo limitati. Se si investe, sta solo in noi guidare verso tutte le destinazioni desiderate, senza alcun pensiero.

  • La tua sfera di competenza riguarda soprattutto Instagram, a tal proposito voglio chiederti questo: quali pensi saranno gli sviluppi futuri del social?

Prevedere gli sviluppi di Instagram è un po’ come dire di essere in possesso della famigerata sfera di cristallo :-)

A parte gli scherzi, è indubbiamente il social media più in crescita e più in fase di innovazione del pianeta. Sono due anni che, ininterrottamente, rilascia feature migliorative in chiave business ma anche in chiave di intrattenimento.

L’obiettivo di Instagram, dunque, dopo aver portato le aziende ad investire significativamente in lui, è indubbiamente quello di portare più giovani millennials possibili a vivere quotidianamente la sua piattaforma. Perché saranno i suoi futuri clienti.

  • Si dice (dati alla mano) che i giovani si stiano sempre più allontanando da Facebook, preferendo di gran lunga Instagram. Quali possono essere, secondo la tua esperienza, i motivi di questa rivoluzione social?

Facebook è e rimarrà ancora per molto tempo il social network di riferimento. Invito i dubbiosi ad andarsi a leggere i dati del Q3 2017 che ha recentemente rilasciato.

Per quanto riguarda l’esodo dei più giovani verso Instagram, credo sia più che normale: come dicevamo poc’anzi, Instagram sta investendo molto in termini di intrattenimento verso le fasce di età 13-17 e 18-24 anni. Facebook, invece, tra le altre cose si è affermata come piattaforma di condivisione di news e di informazione, temi non proprio pertinenti ai più giovani, pubblico sognatore e in cerca di divertimento.

  • In merito all’ambito che possiamo definire Instagram Marketing, puoi dare ai nostri lettori alcuni consigli su come definire una buona strategia per ottenere grandi risultati con il social?

La prima cosa da fare è mettersi nell’ordine delle idee tre semplici cose:

  1. Su Instagram si può crescere in due modi: con pazienza e onestamente, oppure in poco tempo e disonestamente. Chi sceglie la seconda, oggi, è facilmente rintracciabile e solitamente emarginato dalla vera community e dai potenziali clienti;
    clienti;
  2. Su Instagram serve un progetto fotografico: se pensiamo di poter pubblicare qualsiasi cosa inerente alla nostra attività e/o senza un nesso logico, possiamo anche chiudere l’account business;
  3. Su Instagram serve fare networking: che tu sia un brand o un privato in cerca di attenzione, è necessario cominciare a farsi riconoscere, dialogando quotidianamente con quegli account che hanno i tuoi stessi interessi (nicchia di mercato).
  • Fare marketing su Instagram, possibile solo per chi vuole puntare fortemente sull’aspetto visual oppure è un’opportunità anche per quelle aziende che non necessariamente vendono prodotti fisici ma servizi?

Domanda non banale, che accolgo con molto piacere.

Molti dei big brand di questo ultimo decennio digitale sono diventati ciò che sono per i loro servizi, non per i loro prodotti. Penso ad aziende come Uber, Amazon e Airbnb. Progetti milionari basati su specifici servizi che sfruttano il prodotto di altri.
Gli stessi micro-influencer e influencer sono divenuti professionisti che cedono i propri servizi.

Dunque non è importante vendere un prodotto o un servizio per essere ricercati, ma comunicare bene e nel canale giusto ciò che si sa fare.

  • Una domanda a bruciapelo: chi sono gli influencer e come possono essere importanti per una strategia di marketing aziendale?

Gli influencer sono persone che, grazie alla loro credibilità, oggi possono contare su un folto seguìto di utenti sempre pronti ad onorare i loro contenuti.

I veri influencer, coloro che in tempi non sospetti e attraverso la loro oculata comunicazione si sono fatti riconoscere per qualità e personalità, oggi sono divenuti portatori sani di potenziali clienti per le aziende di tutto il mondo. Quelle aziende che, fino a qualche tempo fa, tentavano di attirare l’attenzione del proprio target in modo diretto senza incorrere mai in eclatanti successi.

Colta l’intuizione del dover comunicare in modo indiretto atttraverso (anche) gli influencer, oggi sono divenuti brand rinomati.
Un esempio? Pensiamo al più recente caso Supreme, o ai più comuni Daniel Wellington, Happy Socks e Twistshake.

  • Una delle maggiori difficoltà di chi opera su Instagram è individuare gli hashtag adatti, a seconda del proprio settore di riferimento. Puoi darci qualche dritta in merito?

Nell’arco degli ultimi sei mesi ne ho parlato due volte anche sul mio blog, se vi facesse piacere approfondire.
Detto questo, individuare gli hashtag è un’operazione che richiede analisi e test con strumenti come Iconosquare e lo stesso motore di ricerca all’interno di Instagram.

Innanzitutto è necessario che gli hashtag che andremo a pubblicare abbiano pieno riscontro col tema della foto/video, per posizionare il contenuto all’interno delle giuste nicchie di mercato. In secondo luogo, su 30 hashtag a nostra disposizione (60 per i più sgamati) è bene inserirne una buona quantità che abbiano un numero di tag non elevato (10mila > 300mila), una discreta quantità che abbiano un numero di tag medio-alto (301mila > 999mila) e una piccola quantità che abbiano un numero di tag alto (da 1 milione in poi).

Poi dipende sempre dalla notorietà del proprio profilo personale e/o business, dalla nicchia di mercato e dal target di riferimento.

  • Tre errori da non commettere nella creazione di un profilo aziendale su Instagram?

Ne avrei almeno una dozzina pronti in canna da essere sparati!

A parte gli scherzi, l’errore più comune che riconosco nei brand è quello di non presentarsi al pubblico con una bio adeguata al canale e al target di riferimento. Il secondo errore più comune e che ritrovo spesso è quello di “pubblicare contenuti” ma non “comunicare attraverso i proprio contenuti”. E il terzo errore più comune e più ricorrente è il sottovalutare il potere delle Instagram Stories.

Ringraziamo Alessandro Pozzetti per la sua preziosa collaborazione e per aver fornito tanti spunti interessanti per l’utilizzo di Instagram. Siete pronti a mettere in atto i consigli dello specialista?

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