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IT è tornato, Pennywise torna a farci visita. Analisi del fenomeno social del momento

Il 19 ottobre rappresenta il giorno X per tutti gli appassionati di cinema, in particolare per i film horror. IT esce oggi nei cinema italiani, dopo aver sbriciolato record su record nelle sale di tutto il mondo. Il ritorno di Pennywise non è solo un grande evento cinematografico, ma rappresenta anche una straordinaria operazione di Social Marketing che sta raccogliendo enormi frutti.

IT è tornato

Una storia terrificante che però va ben oltre l’essere la solita storiella dell’orrore. IT è molto di più. È un vero e proprio romanzo di formazione raccontato tramite la Settima Arte, il percorso di un gruppo di ragazzini che trova nell’unione e nell’amicizia la forza per combattere.

Attraverso la figura del clown demoniaco, l’autore del romanzo Stephen King volle mettere in risalto il concetto di amicizia. Un sentimento che, nel momento della pubertà, è ben distante dal disperdersi nei meandri oscuri dell’età adulta (un concetto espresso anche in Stand by me, altra opera ispirata allo scrittore statunitense). Si tratta dunque di un chiaro esempio in cui il cinema di genere viene utilizzato come veicolo per mettere sul tavolo questioni sociali molto importanti.

Il film uscito oggi nei cinema italiani si assume la responsabilità di trasmettere questi messaggi, raccontando il tutto sotto un’aurea malsana e maledetta. Un ritratto della provincia americana che riesce a raccontare, meglio di qualunque grande blockbuster, la realtà di una nazione. Gli Stati Uniti visti come una nazione in bilico tra la grandezza e la miserabilità della violenza, una società spezzata dall’incapacità degli adulti di comprendere le difficoltà e le paure dei giovani.

Il primo film al cinema tratto dal romanzo di Stephen King

Il film di Andrés Muschietti è stato salutato, fin dalle prime voci che parlavano di questa nuova versione di IT, anche da molte polemiche. Coloro che potremmo definire “puristi della domenica” si sono subito scagliati contro la pellicola, tacciata di essere solo l’ennesimo remake fatto solo per motivi economici.

Da questo punto di vista, occorre fare un po’ di chiarezza: questo film non è un remake. Il film con cui tutti noi siamo cresciuti (quello del 1990, diretto da Tommy Lee Wallace) era solo una miniserie televisiva.

L’opera di Muschietti è la prima versione di IT uscita al cinema, perciò non ha nessun senso parlare di remake e inscenare isteriche battaglie senza senso. Trattandosi della trasposizione di uno dei migliori romanzi di un autore come King, bisogna sottolineare l’importanza dell’evento come si deve, senza polemiche gratuite. Mettiamo dunque la parola fine a ogni sciocca critica a priori, la cosa migliore è andare al cinema e dare poi la propria opinione su ciò che si è visto.

Pennywise, lo spauracchio di intere generazioni

I nostri nonni avevano i mostri del cinema classico, ovvero i vari Dracula, il mostro di Frankenstein, il lupo mannaro e le case infestate. Poi è arrivata la generazione cresciuta a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, persone che hanno avuto a che fare con parecchi spauracchi partoriti dal cinema, come Freddy Krueger e Michael Myers. Poi è arrivato Pennywise!

Il terribile clown rappresenta, ancora oggi, una delle figure più agghiaccianti e spaventose mai viste al cinema. Si tratta di un personaggio estremamente inquietante ed enigmatico, dalla natura indefinita ed eterna. L’aspetto da pagliaccio non rappresenta altro che un camuffamento per attirare i bambini. Pennywise è in realtà una creatura demoniaca che si nasconde nelle fogne della cittadina di Derry, una forza negativa che trova il suo bilanciamento nella propria antitesi rappresentata dall’unione della banda dei perdenti, i ragazzini che lo sconfiggeranno.

Possiamo concludere il discorso dicendo questo: se Freddy Krueger ha rappresentato per tutti gli anni ottanta la perfetta rappresentazione dell’uomo nero, Pennywise è l’evoluzione di questo archetipo negativo. Il clown non è solo un folle assassino e un villain da copertina; egli raffigura il Male in senso assoluto, un qualcosa di oscuro e negativo che cambia forma e che trova gioco facile grazie all’indifferenza degli adulti.

Da Tim Curry a Bill Skarsgård, i volti del terrore

Siamo stati abituati da sempre a immaginare Pennywise con il volto di Tim Curry, l’attore che lo interpretò nella famosa miniserie del ’90. Per questa nuova versione del 2017, si è pensato di affidare questo ruolo così iconico all’attore svedese Bill Skarsgård. L’espressione del suo viso, così maligna e beffarda, lo rendono l’individuo perfetto per incarnare il nuovo IT.

Pennywise It 2017 GIF - Find & Share on GIPHY

Non si tratta della classica star, né tantomeno di un grande nome. È facile però immaginare che il ruolo di Pennywise possa regalare a Skarsgård un posto di primo piano nell’olimpo della storia del cinema. Il personaggio è troppo iconico, il make-up assolutamente perfetto, il regista ha dimostrato (nel film La madre) di avere la mano giusta per dirigere una storia del genere.

Fallire sembra impossibile, non resta altro che fiondarsi in sala e vedere se questo IT riesce a spaventare/conquistare il pubblico. Il successo del film (già ottenuto dai numeri toccati all’estero) può essere spiegato però non solo per la propria bellezza e per l’eccelsa base letteraria da cui tratto.

Un’operazione di Social Marketing coi fiocchi (rossi da clown)

Mettiamo per un attimo da parte la miniserie di Wallace (con cui tutti siamo cresciuti) e anche il monumentale romanzo di King, con ogni probabilità il vero capolavoro letterario dell’orrore del Novecento. Tralasciando questi fattori, come possiamo spiegare l’incredibile attesa per questo film che dura ormai da molti mesi?

La risposta è semplice: grazie a una strategia di Social Marketing accurata ed efficace.

Erano diversi anni che la voce di un possibile rifacimento di IT girava tra gli appassionati. Voci, dicerie, notizie poi smentite… tutto sempre risolto in niente. Tutto è cambiato quando sui social sono cominciate a comparire le prime immagini del clown assassino. Da quel momento in poi, l’hype è salito alle stelle.

È stato fatto un lavoro certosino sui social, andando a colpire nel segno nel cuore degli utenti giusti. Si tratta di una chiara dimostrazione di come i social network possano fornire risultati eccezionali, se si è in grado di targettizzare il pubblico. Chi si è occupato della campagna pubblicitaria di IT sapeva benissimo a chi rivolgersi.

Ecco uscire nel corso dei mesi dapprima delle immagini, poi alcune conferme sul cast, poi dettagli sulla trama. Siamo arrivati poi alla pubblicazione del trailer che ha collezionato milioni di visualizzazioni, mentre la pagina Facebook ufficiale ha lavorato costantemente per tenere alta l’attenzione degli appassionati.

Il lavoro fatto intorno al Brand di IT ha messo in evidenza le incredibili potenzialità dei social. Dimostrazione lampante di come un’attenta e ben studiata strategia di marketing possa portare in alto qualunque progetto. L’importante è conoscere il proprio target, sapere a chi ci si vuole riferire e al modo in cui questi utenti desiderano avere i messaggi.

Ogni piattaforma ha le sue caratteristiche e viene utilizzata da un determinato tipo di utente, ecco perché è necessario scegliere il social adatto a seconda degli obiettivi e regolarsi di conseguenza.

Un trionfo annunciato…

Facile citare il caso di IT, potrebbe dire qualcuno. Si tratta di una storia famosissima che avrebbe comunque conquistato l’attenzione degli appassionati, senza aver bisogno dei social. Considerazione facile da fare, ma errata nella sostanza.

È vero, IT è uno dei marchi più famosi all’interno del cinema horror. Non si può però spiegare l’incredibile successo che il film ha ottenuto oltreoceano (che lo ha reso il film horror che ha incassato di più nella storia) solo con la naturale attesa degli appassionati. Si tratta di un perfetto mix tra attesa e attività social, un binomio che ha portato IT a trionfare in tutto il mondo e che ripeterà (senza dubbio) tale successo anche in Italia.

Attualmente non possiamo citare esempio migliore di strategia social vincente e adeguata al pubblico di riferimento. Il caso di IT sarà di certo una cosa a parte, su questo non ci sono dubbi, ma stai pur certo che senza i social non ci sarebbe stato questo incredibile boom.

In conclusione

Pennywise ti aspetta al cinema, un ritorno che ogni appassionato non può mancare e che merita tutta l’attenzione possibile. Quello che si può dire, salutando con affetto il ritorno di un villain di tale fattura, è che anche in quest’occasione i social network hanno giocato un ruolo di primo piano.

Sei pronto a farti inquietare dal terribile clown? Ci si vede in sala.

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