I racconti di Keli

Il tuo sito è lento? Aspetta prima di lanciare il PC dalla finestra…

Non poteva più tollerare quella beffa, era impossibile continuare il proprio lavoro in maniera decente con quella connessione da quattro soldi, checché ne dicessero i vari strumenti che attestavano un buon livello della linea ADSL che sua madre aveva accettato di installare in casa. Proprio lei, classica vecchia matrona assolutamente all’oscuro di internet e di come potesse funzionare una realtà come il web.

Un notevole sforzo di volontà, un balzo nel buio, un attestato di fiducia fatto da una madre nei confronti di un figlio che, ovviamente, non aveva compreso questo slancio della propria “nutrice”. Amedeo era un ragazzotto testardo, incapace di grandi slanci emotivi e totalmente chiuso in se stesso.

Aveva avuto l’idea geniale di sfondare sul web, iniziando anche in maniera discreta mettendo su un buon sito web, ma c’era un problema di fondo: il suo sito era di una lentezza spaventosa.

Neanche il più santo dei santi avrebbe resistito ai tempi di caricamento delle pagine del sito del buon Amedeo, sempre più convinto che fosse tutta colpa della madre e della connessione da quattro soldi. Per sua fortuna, arrivò un giorno in cui uno sprazzo di lucidità lo fece rendere conto di una semplice realtà: solo il suo sito andava così lento, ogni qual volta tentava di collegarsi ad altri siti la connessione filava che era una bellezza.

Summa finale, non poteva essere colpa della connessione di casa, tranne se l’ADSL non avesse preso di mira per antipatia il suo sito, ma per il momento sembra che il web sia incapace di mettere sul piatto un lato emotivo.

La soluzione era quindi da cercare da qualche altra parte. Si, ma dove?

Quale cosa migliore se non chiedere ai grandi professionisti del web che aveva come amici su Facebook (ogni tanto uno di loro aveva il buon gusto di rispondergli), che iniziarono ad additare al malfunzionamento del sito una serie di ipotesi che sembravano uscite fuori da un film di fantascienza degli anni ’50… fino a quando un certo Riccardo Lievito, con ogni probabilità il migliore su piazza, nominò una parolina magica: hosting!

Fu come essere colpiti in piena fronte da una pietra, Amedeo ricordò immediatamente la sua scelta scriteriata di puntare su un hosting gratuito e di non aver voluto spendere nemmeno un centesimo per quella che riteneva essere una sciocchezza. Ma era mai possibile che questa tempistica pachidermica che si era impossessata del suo sito avesse a che fare con questi fantomatici hosting?

A quanto pare era proprio cosi.

Il buon Riccardo fu ben disposto a dare ad Amedeo delle dritte in tal senso, mettendo in evidenza i motivi per cui l’acquisto di un hosting veloce fosse l’unica via da perseguire per avere grandi risultati sul web, o comunque un primo passo assolutamente necessario.

Secondo voi, il buon Amedeo seguì pedissequamente il consiglio del grande professionista? Ovviamente no! Risultato finale di questa condotta: un disastro in piena regola.

Crescita inesistente delle visite sul sito, nonostante i contenuti proposti dal caro Amedeo non fossero proprio da buttare, se non altro se messi a paragone con la mole di fuffa che ogni giorno circola sul web. Ma il sito era lento, lento, LENTO… cosi lento da essere insostenibile durante la navigazione.

Quasi tutti mollavano dopo pochi secondi, i più temerari arrivavano addirittura a una ventina di secondi, proprio come dei navigatori sena paura pronti all’avventura in mari sconosciuti. Prima o poi, però, qualunque essere umano vuole giungere a un obiettivo, a vedere terra… insomma, un utente vuole veder comparire il sito web su cui sta tentando di collegarsi.

Amedeo era convinto delle sue cose, era dannatamente certo che tutto quello che proponevano i Web Provider altro non erano che truffe permesse dallo Stato, proprio come facevano quelli che proponevano la linea telefonica (come quella schifosa ADSL che sua madre aveva messo in casa) o quelli che vendevano luce e gas (la prova delle loro malefatte erano sulle bollette salatissime che riceveva ogni bimestre).

Spendere ancora soldi per il web, solo per far arricchire qualche società di furbacchioni? Neanche per sogno!

Sapete quale fu la fine dei progetti di Amedeo? Continuò imperterrito a lavorare sul suo sito, studiò tanto e arrivò a un ottimo livello come Copywriter… peccato che nessuno vide mai i suoi contenuti a causa di un sito talmente lento da portare alla disperazione anche il più savio degli esseri umani.

Keli

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