I racconti di Keli

Scrivo su un blog aziendale, sono un professionista del web

Aveva messo tutto l’impegno massimo per arrivare a una soluzione, dopotutto erano passati già diversi anni dalla fine degli studi universitari e sua madre iniziava a dirgli che doveva fare qualcosa per raggiungere l’indipendenza, proprio come un uomo adulto.

Amedeo voleva fare in modo che il desiderio di sua madre si trasformasse in realtà, almeno per non essere sempre etichettato come un bamboccione come fatto nel recente passato da qualche mente illuminata del mondo politico.

Ragionando, riflettendo e incespicando sul luminoso viale della ragione, Amedeo giunse a una decisione che lasciò tutti i suoi conoscenti di stucco (o forse sarebbe meglio dire senza speranza): avrebbe fatto il blogger professionista!

Girovagando in lungo e in largo sui social network, nel disperato tentativo di conoscere qualche ragazza, Amedeo si era accorto di una cosa: il web era stracolmo di blogger, gente che riusciva a guadagnarsi da vivere semplicemente scrivendo qualche articolo su un blog giorno per giorno.

Niente di più facile, almeno in teoria.

Visto che lui era un tipo furbo, iniziò a parlottare con i professionisti del web, cercando di carpire i segreti del successo e come mettere su il blog. Quando uno ha il dono della furbizia c’è poco da fare, è destinato a fare grandi cose… prese appunti sulle cose da fare, contattò il miglior Provider disponibile in rete (almeno da quello che dicevano gli specialisti) e acquistò un servizio Hosting WordPress, visto che secondo gli specialisti l’uso di un CMS come WordPress era fondamentale per la gestione di un blog.

Bah, se lo dicevano loro poteva essere vero…

Servizio acquistato, blog creato (alla buona, molto alla buona…) e inizio trionfale dell’attività di colui che in breve tempo sarebbe diventato il miglior blogger in circolazione, sconfiggendo quelli che venivano ritenuti i migliori esperti del settore.

I trionfalismi iniziali si spensero presto, Amedeo si rese conto del fatto che scrivere su un blog aziendale (e lui non scriveva per nessuna azienda) non era poi così facile… anzi.

Aveva sentito parlare di contenuti ottimizzati secondo le regole del SEO Copywriting, ma non aveva la minima idea di cosa si trattasse e di come poter delineare degli articoli seguendo queste determinate norme, se così si poteva chiamarle.

Cercò aiuto contattando gli esperti del settore, ma in pochi si presero il disturbo di rispondergli, se non con frasi del tipo “Purtroppo ora sono in un momento un po’ incasinato, poi ne riparleremo più in là” e cose così.

Risultato finale: dopo qualche mese di attività, il progetto di Amedeo iniziò a scricchiolare paurosamente. Non aveva idea di come strutturare un calendario editoriale, non aveva un target di riferimento preciso a cui rivolgersi, non riusciva in nessun modo a strutturare degli articoli inserendo come si deve le keywords principali… ma quali erano queste keywords? Senza un target come poteva stabilire quali erano le parole chiave sulla quale puntare?

Un progetto caotico nato per caso ma concluso dopo pochi mesi, Amedeo rinunciò al suo blog che aveva il dono di essere veloce e quindi piacevole per la navigazione degli utenti che però non apprezzavano per niente i suoi articoli.

Arrivarono a definire il suo lavoro mera fuffa, il termine che in tale ambito più deve preoccupare. Si decise a rinunciare a tutto quando soppesò le cose e decise che, per lui, era meglio passare per bamboccione piuttosto che fuffarolo.

Keli

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