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Google e un futuro stile Terminator, tra chatbot “umani” e un pulsante per spegnere l’intelligenza artificiale ostile

Google guarda al futuro e cerca di mettere in conto tutti gli scenari, anche quelli poco rassicuranti.

In un mondo come quello attuale in cui la tecnologia ha preso pieno possesso della comunicazione e di gran parte delle professioni aziendali, e con un prossimo futuro ancora più all’insegna dell’innovazione tra intelligenza artificiale e chatbot, ecco che Big G avvia gli studi per trovare delle soluzioni in casi di emergenza che (volendo essere disfattisti) potrebbe causare problematiche di non poco conto.

Il pulsante per spegnere l’intelligenza artificiale

Chi non ricorda i film della saga di Terminator (i primi due soprattutto) in cui la ribellione delle macchine portava alla distruzione del genere umano?!

Una ribellione nata da un sistema operativo, da un’intelligenza artificiale chiamato Skynet che raggiungeva un livello talmente alto di potenzialità da arrivare all’autocoscienza. Da qui la decisione di spazzare via la razza umana per un mondo dominato dalle macchine.

intelligenza artificiale terminator skynet

Il riferimento alla saga fantascientifica è semplicemente un modo per sottolineare come lo studio avallato da Google e portato avanti da istituti prestigiosi come l’Università di Oxford.

Obiettivo di questo studio di Mountain View è la creazione di una sorta di pulsante rosso di emergenza, da utilizzare nel malaugurato caso un’intelligenza artificiale diventasse pericolosa per l’uomo… proprio come accadeva nei film di Terminator. Non solo, lo studio portato avanti da questo team di specialisti vuole fare in modo che questo sistema risulti impossibile da aggirare, anche per una super-intelligenza artificiale.

Siamo di fronte a uno scenario attualmente poco credibile, ma che in un prossimo futuro potrebbe anche diventare concreto, meglio quindi prendere fin da subito dei provvedimenti.

Chatbot simili agli esseri umani

Se n’è parlato tanto ultimamente dei chatbot, il sistema progettato per simulare una conversazione, già presente anche su Facebook.

Ma se pensiamo a un tipo di conversazione davvero simile a una chiacchierata fatta con un essere umano, beh… ci sarà da aspettare un po’ di tempo, precisamente l’anno 2029 (simpatica combinazione, proprio l’anno in cui Skynet decideva di inviare indietro nel tempo il primo Terminator per assassinare la madre di John Connor).

Ray Kurzweil, inventore e saggista americano, è al lavoro con il suo team e con Google per portare avanti lo sviluppo dell’intelligenza artificiale per arrivare alla creazione di bot che siano in grado di interloquire in maniera completa (oserei dire anche empatica) con un essere umano. Un’intelligenza in grado di conversare con un linguaggio naturale e con la capacità di fornire risposte e informazioni agli utenti.

Google pensa al domani, un futuro che si delinea sempre più all’insegna della tecnologia e di macchine in grado di ragionare come gli esseri umani per fornire informazioni preziose alle persone… nella speranza di non doversi mai servire di un qualche pulsante rosso per spegnere una qualche eventuale minaccia.

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