E-Commerce

E-Commerce, i 5 errori da non commettere mai!

Nell’ultimo decennio, i siti e-commerce hanno fortemente consolidato la propria posizione nei confronti del commercio tradizionale, raggiungendo nel 2016 un valore di oltre 19 miliardi di euro, con un incremento di quasi 3 miliardi rispetto all’anno precedente.

Negli ultimi 5 anni, il giro d’affari è letteralmente raddoppiato. Chiunque si appresti, tuttavia, ad intraprendere un’attività in ambito e-commerce, peraltro costosa e impegnativa, soprattutto inizialmente, dovrà tenere bene a mente una serie di linee guida che vale la pena di applicare scrupolosamente se si intende portare avanti con successo l’attività di vendita online.

Vediamo, dunque, quali sono gli errori più comuni in cui è facile incorrere e, al contempo, com’è possibile ovviare facilmente a questi inconvenienti.

  1. Errori 404? No grazie!

Gli errori 404 sono pericolosissimi. Generalmente, in questi casi, si preferisce utilizzare un plugin di redirect che, in caso di risorsa inesistente, effettui il redirect verso la home page. Si tratta senz’altro di un meccanismo attuabile e corretto nei confronti degli utenti, a patto però di limitarne l’uso.

Una strategia alternativa potrebbe essere quella di effettuare redirect, nel caso di prodotti non più disponibili per esempio, verso prodotti similari avvisando l’utente che il prodotto richiesto non è (momentaneamente o meno) ordinabile.

  1. Nessuna riprova sociale

Alcune recenti statistiche hanno evidenziato che il 70% degli utenti verifica le recensioni presenti prima di acquistare un prodotto. Perché è così importante poter contare su un buon numero di recensioni?

È presto detto: oltre a, come abbiamo visto, rassicurare l’utente, le recensioni permettono di poter contare su un contenuto unico che, in caso di utilizzo di rich snippet, può essere visualizzato anche all’interno della SERP (le famose stelline).

Non solo recensioni però: è importante rassicurare l’utente, potenziale acquirente, anche su altri aspetti relativi alla sicurezza del sistema di pagamento, alle condizioni di spedizione e consegna e così via. Inserire nel footer i loghi di aziende partner (Paypal, banche che gestiscono il pagamento, etc) è sempre un’ottima idea.

  1. Mai sottovalutare il mobile!

Una recente ricerca di Advisato, ripresa da Corrierecomunicazioni, ha messo in evidenza come nel primo trimestre del 2016 il traffico da mobile, per quanto riguarda la navigazione nei siti e-commerce, sia piuttosto consistente.

I dati parlano del 43% di visite provenienti da mobile, contro il 57% di visite provenienti da desktop. Allo stesso tempo, però, nei primi 3 mesi del 2016 l’84% degli utenti ha preferito effettuare l’acquisto da desktop, in parte probabilmente per maggior comodità e in parte per mancanza di fiducia nei confronti dei dispositivi mobili.

Cosa ci suggerisce questo dato?  Molto probabilmente l’utente mobile ha bisogno di essere rassicurato maggiormente rispetto ad un utente desktop, abituato da tempo ad effettuare acquisti on line. Potremmo dunque pensare di attuare una serie di strategie che mirano a tranquillizzare l’utente.

Per esempio, si potrebbe evidenziare il fatto che, se al momento dell’acquisto si verificano problemi di connessione, il pagamento non sarà portato a termine e sarà possibile, in maniera intuitiva e facilitata, riprendere l’acquisto in un momento successivo.

Si potrebbero mettere a punto, inoltre, app che facilitino l’acquisto e il pagamento (per esempio utilizzando la modalità di pagamento “veloce” tramite Paypal). Tutto ciò al fine di concretizzare, e trasformare in acquisti, le visite – già consistenti – provenienti da mobile.

  1. Fault tolerance? Perché scegliere un hosting affidabile e sicuro

La scelta dell’hosting è particolarmente importante: optare per un servizio che abbia una ridottissima percentuale di fault è essenziale, soprattutto nel caso di un sito e-commerce, che non dovrebbe MAI essere irraggiungibile.

In caso di manutenzioni programmate, è indispensabile avvisare per tempo gli utenti mediante banner bene in vista ed eventualmente anche tramite e-mail, rassicurando gli utenti che in particolar modo abbiano effettuato un ordine nei giorni precedenti.

  1. Ignorare del tutto la pagina “Chi siamo”

L’utente che si appresta ad effettuare un acquisto dev’essere rassicurato. È un punto ormai chiaro. Non curare, quindi, la pagina “Chi siamo” o la pagina “Contatti” può rappresentare un problema. L’utente, a meno che non acquisti da Amazon o altri “giganti” del commercio on line, ha necessità di potersi fidare del venditore, cosa che del resto vale anche nei confronti degli acquisti tradizionali.

Per questo motivo, è importantissimo curare fin nei minimi dettagli la pagina “Chi siamo”, che conterrà informazioni sul venditore e sulla sua “storia” e la pagina “Contatti” che dovrà agevolare un eventuale contatto dell’acquirente verso il venditore. Il più classico dei moduli contatti svolgerà egregiamente il proprio compito.

Alessia Martalò

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