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Digital Marketing ed eccellenze digitali: intervista a Danilo Polidori, founder della web agency MediaBuzz

Chi ci segue da un po’ di tempo lo sa molto bene, talvolta capita che invece di pubblicare interviste a un singolo professionista del web scambiamo quattro chiacchiere con le Web Agency che operano online, un modo per intrecciare rapporti professionali e per conoscere le esperienze di queste agenzie che, operando da anni in Rete, possono darci dei saggi consigli per quella che può essere un’attività business, a seconda ovviamente dei contesti di riferimento. Abbiamo avuto il piacere di intervistare agenzie come la BizUp o come la Dielle Web e Grafica, cercando così di coprire diversi ambiti.

Oggi pubblichiamo la nostra intervista a Danilo Polidori, founder dell’agenzia MediaBuzz, una delle realtà più interessanti del web, soprattutto per quel che riguarda il rapporto con i professionisti del settore a cui viene dato spazio sulla rubrica “eccellenze digitali”.

Lasciamo dunque la parola al nostro ospite della settimana.

  • Buongiorno Danilo e benvenuto sul nostro blog. Cominciamo come sempre (è una vita che ripeto questa cosa) con la più classica delle domande: come e quando hai iniziato a occuparti delle attività di cui sei diventato uno stimato professionista?

Buongiorno Vincenzo, ti ringrazio molto per l’opportunità di condividere con te e i vostri lettori opinioni ed esperienze relative ad alcuni dei segmenti del digital marketing.
Ho iniziato ad interessarmi al digital marketing 2009, per caso e per necessità. Dopo aver perso il lavoro presso una utility company con sede a Londra, ho dovuto reinventarmi applicando il concetto di transferable skills tanto caro ai britannici (nel quale credo moltissimo) e cambiare settore.

Sono partito dalle esperienze professionali passate, le conoscenze accademiche, ho cercato di capire cosa volessi fare da grande e ho analizzato il mercato per individuare quale settore avesse un futuro.

Il cerchio si chiuse quando mia moglie iniziò a lavorare presso un’agenzia di digital marketing a Londra, capii di aver trovato la strada da percorrere.

La perdita del lavoro in età (professionale) avanzata, o la mancanza dello stesso appena terminato il percorso di studi, può essere un periodo difficile ma se crediamo sulle nostre abilità e passioni, unito a positività, tanto lavoro, costanza e continuo aggiornamento, possiamo trasformare un evento negativo in un’occasione di crescita professionale e personale.
La digital economy e gli strumenti del digital marketing offrono a tutti la possibilità di mostrare le proprie capacità professionali al mondo e superare le barriere all’entrata di (quasi) tutti i settori.

  • Entriamo subito nel vivo della discussione e parlaci un po di MediaBuzz, la tua web agency impegnatissima in diversi settori del web.

Non considero MediaBuzz una web agency in senso tradizionale, piuttosto un team di professionisti con peculiarità e professionalità diverse che mi aiutano a realizzare progetti per i brand con i quali collaboriamo. I punti di forza di MediaBuzz sono la cura del cliente, la flessibilità e la velocità di azione con la quale riusciamo a soddisfare i loro bisogni.

Inoltre attraverso la rubrica Eccellenze Digitali italiane entriamo in contatto con molti specialisti del digital marketing con i quali spesso collaboriamo in progetti per i clienti. Questo ci permette di portare a termine progetti che richiedono abilità specifiche che potremmo non avere in house e sulle quali non dovremmo improvvisarci.
La collaborazione assicura che il cliente abbia realmente tutte le specificità che occorrono per portare a termine il progetto senza improvvisazioni che potrebbero far danni al brand.

Il fine della rubrica è comunque quello di offrire visibilità ai professionisti del digital marketing italiano e soprattutto un luogo virtuale dove gli imprenditori possano informarsi e trovare chi può aiutarli nell’evoluzione digitale del loro business.

  • Molto interessante è appunto la sezione “Eccellenze digitali italiane” presente nel blog di MediaBuzz in cui viene dato spazio a tanti specialisti che raccontano le proprie esperienze. Da dove nasce questa esigenza di raccogliere tante testimonianze dirette dal mondo del marketing online?

Grazie per la domanda Vincenzo. Sono molto orgoglioso del progetto Eccellenza Digitali italiane e devo ringraziare Riccardo Esposito per l’aiuto nella ricerca delle eccellenze nonché tutti coloro che sono stati così gentili da offrire la loro disponibilità.  
L’idea della rubrica nasce dall’esigenza di offrire agli imprenditori e liberi professionisti italiani la possibilità di entrare in contatto con i migliori specialisti del settore digitale, professionisti che conosciamo personalmente e rispettiamo professionalmente.
L’immaturità delle PMI italiane circa l’economia digitale, non tanto relativamente alle opportunità che può offrire, quanto piuttosto agli strumenti e tipo di investimento necessario per raggiungere gli obiettivi, facilità la proliferazione di cowboys che promettono risultati eccezionali a fronte di “investimenti” molto contenuti.

Ho sentito quindi la necessità di creare uno spazio dove imprenditori, artigiani e liberi professionisti potessero informarsi e conoscere persone oneste e professionalmente valide che li aiutassero nel percorso di trasformazione digitale del loro business.

Alcuni mi hanno chiesto perché offro visibilità a potenziali competitor :)
Non sono competitor ma colleghi, con i quali condivido la missione di informare, guidare e aiutare i nostri imprenditori a internazionalizzare le eccellenze per le quali siamo famosi in tutto il mondo. La digitalizzazione del nostro sistema, e con questo intento la capacità di comunicare ed esportare prodotti e servizi abbattendo barriere geografiche e linguistiche, farà crescere l’economia del nostro paese e gli investimenti nel settore.

  • Parlando di blog, non posso non chiedere il tuo parere sul modo di gestire un blog in maniera professionale e su come va strutturata, secondo il tuo parere, un’attività Blogging che porti a risultati concreti.

Ho la fortuna di collaborare con uno dei migliori blogger italiani, Riccardo Esposito, il quale si occupa della gestione del blog di MediaBuzz da circa 3 anni e dal quale ho imparato molto.

Sono molte le variabile che decretano il successo o il fallimento di un blog personale o aziendale. Personalmente credo siano necessari questi elementi, fermo restando la base fondamentale rappresentata dalla scelta del Provider adatto che fornisca delle soluzioni hosting web adeguate:

Costanza; anche se non il più importante dal punto di vista strategico, se non hai costanza nell’esecuzione del progetto anche la migliore strategia di comunicazione online sarà destinata a fallire.

Individuare le business personas, capire i loro bisogni, le informazioni che cercano ma anche i sogni, ciò che li rende felici e le loro speranze. Occorre avere ben chiaro il target di riferimento al quale ci vogliamo rivolgere per scegliere un tono di voce, proporre contenuti che siano di interesse, informativi, di intrattenimento e che rispondano a specifiche esigenze.

Studio delle parole chiave e definizione di un piano editoriale. Esistono strumenti con i quali è possibile individuare le (esatte) ricerche effettuate dagli utenti e la stima dei livelli di traffico mensile generato. Questo ci consente di definire un piano editoriale che parta dalle KWs relative al nostro business, prenda in considerazione long tail KWs e che abbia la capacità di intercettare traffico generato da utenti profilati ai quali proporre soluzioni.

Contenuti di valore. I contenuti dovrebbero essere di facile lettura, chiari e trasmettere auterevolezza del brand/persona all’interno del settore di appartenenza. Il loro compito è avvicinare il target audience, guadagnare la sua fiducia e far leva su almeno 3 dei 6 STEPPS, tra i quali considero particolarmente interessanti l’aspetto emozionale (legato anche allo storytelling), il valore pratico e il capitale sociale, con il quale si intende anche la cura del personal branding.

  • Secondo te, quali possono essere dei tempi accettabili per cominciare ad avere dei risultati concreti dall’attività svolta dal blog aziendale? Quanto tempo si può concedere a un blogger per arrivare a determinati obiettivi?

Domanda difficile, molto dipende dagli obiettivi prefissati, dal tipo di business, dalla competitività del settore, dalla frequenza delle pubblicazioni, e in ultima analisi, se all’attività di blogging viene affiancata un’attività di blogger outreach tesa a creare relazioni con blogger e influencer del settore.

In ogni caso, qualora dovessi dare un tempo minimo, credo i primi risultati concreti potrebbero arrivare dopo i primi 6 mesi di attività e dovrebbero entro il primo anno.
Detto questo, credo gli imprenditori dovrebbero considerare l’attività di blogging elemento imprescindibile della strategia di crescita aziendale, occasione per instaurare un rapporto trasparente con i propri clienti, fidelizzarli e ascoltare i loro feedback per migliorare i prodotti/ servizi offerti o crearne altri ex novo.

  • Parlaci un po’ dello Storytelling: come possiamo sfruttare questa metodologia in ambito aziendale?

Non solo gli uomini amano ascoltare le storie ed essere parte di esse, ma credo amino soprattutto raccontarle. Nel nostro piccolo, nel quotidiano e dai 3 anni di vita, siamo tutti storyteller. Abbiamo bisogno di raccontarci, di esprimere le nostre emozioni per creare relazioni, trovare una nostra dimensione e forse anche per piacere agli altri.

Adoro per esempio ascoltare e partecipare alle storie di mio figlio Leonardo. I bambini sono storyteller eccezionali, riescono a narrare racconti nei quali sono presenti tutti gli elementi fondamentali di una great story: la semplicità, la forza coinvolgente della narrazione, l’identificazione con i personaggi, l’intreccio degli eventi, le emozioni e la infinita dolcezza del narratore (che ovviamente usa a suo vantaggio… guarda caso comincia spesso a raccontare la sua storia prima di andare a nanna).  

Ecco, lo stesso vale per i brand. Fare marketing di un prodotto o servizio attraverso lo storytelling vuol dire creare relazioni, puntando sulla centralità delle persone e della narrazione piuttosto che sul prodotto, il cui beneficio dovrebbe essere si percepito, ma solo indirettamente, attraverso la consapevolezza e il ricordo positivo ed emozionale associato ad esso.

  • Tu abiti a Berlino, la sede di MediaBuzz è a Londra… vivendo e lavorando all’estero, ti chiedo quindi di tracciare alcune differenze tra come viene visto e organizzato il business online in Inghilterra e in Germania a differenza dell’Italia.

Secondo la mia esperienza il mercato britannico è quello più sviluppato. Le PMI britanniche hanno una consapevolezza maggiore delle opportunità offerte dalla digital economy rispetto alle controparti italiane e tedesche, e questo è in parte dovuto anche alla maggiore vivacità della domanda (online) interna. I britannici hanno maggior familiarità con gli acquisti online e in generale credo abbiamo migliori competenze digitali di base.

Quando in Italia si parla delle necessità di investire in infrastrutture digitali per creare le condizioni e convincere gli imprenditori ad investire sulla trasformazione digitale del loro business, dovremmo anche discutere su come ridurre il numero di utenti che usano internet solo per relazionarsi con gli altri (profili di social media) o leggere il giornale.

La maggior parte degli utenti internet italiani non ha mai effettuato un acquisto online per paura di essere truffati. Dovremmo finanziare corsi per insegnare la navigazione della rete e come farlo in sicurezza, aiutarli a riconoscere e denunciare attività di fishing, siti e-commerce non genuini sui quali non effettuare acquisti o informare su modalità di pagamento alternative che mettano al riparo dal rischio di clonazione della carta.

Per quanto riguarda il tessuto produttivo, come anticipato sopra, noi operatori del settore dovremmo spenderci per informare i nostri imprenditori sulle opportunità offerte dall’economia digitale per abbattere confini geografici e fare del mondo il market place dei loro prodotti o servizi.

Infine puntare sulla formazione, educare i professionisti digitali che saranno i futuri protagonisti della digitalizzazione delle eccellenze produttive italiane e che avranno il compito di soddisfare la crescente domanda estera.

Un grosso ringraziamento da parte di tutto lo staff di Keliweb a Danilo Polidori, a cui diamo appuntamento per altre collaborazioni nel prossimo futuro.

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