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Instant Articles: tutti su Facebook?

Da Aprile finalmente Facebook apre Instant Articles per tutti gli editori ed i blogger, siete contenti? «Ma… Che roba è, un’app nuova? Un nuovo Messenger?» No, e menomale.

É “solo” un modo più efficace che il social color azzurro ha deciso di mettere a disposizione dei propri utenti per dar loro la possibilità di fruire molto più alla svelta dei contenuti ricondivisi dentro casa sua, trasportandoli praticamente e fisicamente sempre lì, senza uscire dalla propria piattaforma… insomma a casa sua (oh, la provocazione ci sta su. Tanto poi arrivano anche le buone novelle).

Una cosa unica, spettacolare e imprenditorialmente geniale (per quanto io non sia per nulla un fan del faccialibro, anzi) tanto da spingere Google e Apple a mandare avanti anche progetti loro sempre su questo filone.

In ogni caso però, visto che da bravo pigro ho finito per interessarmene col solito ritardo, (non sono uno così tecnologicamente “focussato” su determinati topic) ad un certo punto, anche in virtù della buona quantità di post messi online da fonti pure decisamente autorevoli, ho deciso di provare a farmene anche io un’idea più chiara chiedendo in giro pareri od opinioni ad amici, colleghi, clienti e anche persone a caso, facendo domande secche e “senza troppo amore” su una cosa così forte per capire le reazioni a freddo di chi mi stava davanti.

Beh, il dato interessante e disarmante allo stesso tempo è stato che mi sono sentito rispondere molto (troppo) spesso cose tipo  «Mi chiedo perché non lo avessero ancora fatto!» oppure «Era ora cavolo! Mi iscrivo subito!»  o meglio ancora «Ma io da mo’ che ce l’ho, l’ho comprato gratis dallo store!»

Ma attenzione, non avevo affatto parlato di nulla nello specifico e volevo solo tastare il terreno con domande in stile fermata dell’autobus la mattina alle 6. Quindi, avendo provato insistentemente nell’ultima settimana con un campione piuttosto corposo di gente pescata tra i più o meno addetti ai lavori (tanto quelli addetti ai lavori sono troppo pochi al confronto con i primi),  mi son detto che:

• O non capisco una beneamata mazza io che mi faccio tante domande e penso male a prescindere (comunque probabile e verificabile);

• O il mio dissenso per l’utilizzo di questo social mi annebbia la vista;

• O magari ho ragione a pensar male ma ce l’ha pure “Feisbuk” a fare così e fa benissimo a provarci perché tanto, le persone normali accettano, godono e non si chiedono cose.

Ecco quindi il perché di queste righe pigre e personali a casa dei ragazzi di Keliweb, che come sempre sono gentilissimi nell’invitarmi a scarabocchiare qui sul loro spazione virtuale (ma la prossima volta mi raccomando portate i biscotti danesi per merenda eh!)

A parte gli scherzi però, il SERVIZIO di Instant Articles è una pensata davvero meravigliosa, e anche se mi costa ammetterlo, è qualcosa che rischia seriamente di cambiare alcuni equilibri nel mondo di chi come me vive e lavora in qualche modo a contatto con l’ambiente della comunicazione e che si trova da un momento all’altro a fare i conti con una funzionalità eccezionale ma di una prepotenza commerciale assoluta.

Ma alla fine che cavolo è o fa Instant Articles?

Abbiamo già detto che è un nuovo servizio di Facebook per fruire di alcuni contenuti in maniera molto più rapida. Quello che non avevo aggiunto prima (e nemmeno nelle domande/spiegazioni ai babbani di sopra) è che fino all’anno scorso, il Faccialibro ha proposto questo servizio solo ad alcuni editori statunitensi, allargando poi il tiro ad altri paesi (tra cui WOW, anche noi) e da Aprile sarà usabile da tutti gli editori ed i blogger.

Che cosa fa: Non ho potuto di certo provarlo come se fossi un editore e all’atto pratico non saprei dirvi tecnicamente come si fa a pubblicare un articolo più o meno istantaneo, ma dalle risorse official e cercando alacremente un po’ ovunque sono arrivato a capire che dall’App Mobile ed attraverso una sezione dedicata, le utenze che possono usufruirne, decidono di pubblicare sulla timeline dei contenuti veri con un alto grado di interattività, in modo da rendere il processo di lettura decisamente più rapido ed abbattendo le attese (a volte diciamo troppo lunghe) di caricamento della pagina che ci interessa.

Direttamente dal sito ufficiale: “Publish any type of article, from daily news to longform features. Instant Articles integrate seamlessly with your current workflow, using existing production tools along with standard HTML and RSS feeds.”

La motivazione in realtà è pure più che ragionevole, perché spesso (ammettiamolo), tra le performance del device in nostro possesso e qualità della connessione, un pochino ci scoccia che per aprire l’ultima sfuriata parlamentare ricondivisa da un nostro amico e finire sul sito dell’ditore per farsi 4 grasse risate si debba aspettare un tempo più o meno di 8/10 secondi.

Attualmente invece, con questa nuova feature, Babbo-Face dichiara che i tempi si restringono anche fino a 10 volte!

Il problema poi è che l’ho pure testato

Come Nerd non ho potuto esimermi minimamente dal voler provare la cosa e quindi, ho fatto un bel giro sulle pagine Facebook del New York Times, Mashable e La Stampa perché effettivamente, se grosse aziende come quelle ci investono qualcosa di vero ci deve stare.

La sorpresa c’è stata? SI! E pure bella!
Allora:

Nel mio viaggio da utente che cerca di fare cose senza porsi troppe domande, ho scoperto che la nuova funzionalità si riconosce perché sui contenuti pubblicati in questa maniera, compare in alto a destra nella foto relativa al post, un simboletto trasparente (io lo avrei fatto azzurro che spesso non si nota benissimo) a forma di saetta. Se ci clicchiamo sopra compare un avviso (stavolta bello blu) che ci dice che quello è un istant article e che sarà decisamente migliore e più veloce.

Clicco per leggere ed effettivamente si apre in un baleno, anche con un telefono non blasonato come il mio e con una connessione in 3G (ve l’ho detto che non sono il re della tecnologia easy eh).
Esteticamente molto molto simile ad una versione responsive di un sito standard od un feed-reader ben fatto, con titoli visibili, date di pubblicazione al posto giusto ed il logo dell’editore in bella vista con vicino il pollicione per il like.

Lo scorro velocemente e devo dire che la fruibilità, lo zoom, la qualità delle foto e dei video sono pure fighi. Insomma, anche dopo aver stressato l’App toccando veloce in ogni punto mi sono dovuto arrendere all’idea che almeno per il momento, quello che stanno proponendo, la ciccia addosso ce l’ha.

Addirittura, su una stessa pagina aziendale, ho trovato contenuti standard affiancati a quelli Istant e provando ad aprirli ripetutamente (sperando di crashare gli ultimi) ho dovuto rassegnarmi al fatto che in fatto di rapidità non ci sta praticamente storia.

Mi son detto pure che se uno scettico come me nei confronti di questo social è rimasto notevolmente colpito da una cosa così, allora stavolta Facebook ha buttato l’amo nel posto giusto.

Il pubblico “standard”, pur probabilmente non percependo a pieno una miglioria tecnica del genere (e non voglio pensare all’infrastruttura che potrebbe esserci dietro), gradirà sicuramente il poter aprire mille post diversi senza aspettare praticamente NIENTE e senza dubbio percepirà ancor di più la facile interattività con i contenuti a disposizione.

Una cosa lievemente fastidiosa (ma sono uno strano) è l’autoplay dei video che, se si trovano ad esempio sotto i testi che stiamo leggendo, partono da soli non appena si arriva a mostrarli nello schermo distraendo dalla lettura, ma tra le cose che invece non mi sono dispiaciute affatto ho trovato:

  • La possibilità di poter copiare il link del post originale della notizia da un menu condividi in alto a destra nello schermo, in modo da poter aprire qualsiasi altro social o una pagina web ed andare ad incollare per ripubblicare anche lì o per leggere dalla fonte ufficiale, godendo magari anche di una esperienza diversa e chissà… fidelizzandomi alla risorsa;
  • Una carrellata di articoli istantanei correlati in fondo al post che ho letto e che seppure poteva sembrare banale, in quel momento ha preso la mia veloce esperienza di lettura e l’ha portata ad un altro livello permettendomi in pochissimo tempo di fare il giro di 5 o 6 articoli senza rendermene conto e leggendo un pacco di cose.

Una SEMI CHIUSURA quindi, a dispetto della prima impressione di totale inglobamento del mercato. Certo però è che non tutti si metteranno ad usare  gli articoli correlati “col rischio” di finire (perché no) più facilmente fuori dal Faccialibro e la funzione di condivisione, per cui un po’ di paraculata per non farsi sparare addosso dagli addetti ai lavori ci sta.

Ma serve? Aiuta nel lavoro o mangia tutto Facebook?

Serve… Relativamente al tipo di utenza, come sempre. Instant Articles è uno strumento realizzato per una piattaforma che già di base si rivolge ad una pubblico allargato, quindi (ufficialmente) per proporre un servizio ancora più performante a chi per primo ne usufruisce come “lurker”, ossia come utente semplice, che legge il contenuto e che non necessariamente decide di interagirvi partecipando, ricondividendo od altro (anche se poi, guardando ai numeri, per ogni ME che se ne frega, di gattini, cose più o meno serie via dicendo se ne condividono una infinità e anche se poi, effettivamente, il livello di interattività è molto alto).

Trovare la solita “magagna” in ogni cosa è pure troppo facile e pure io, inizialmente, prima di andare a curiosare ho detto che Facebook si sarebbe preso tutto, che non avrebbe lasciato niente agli altri e che tra un anno o due mi sarei trovato costretto ad interagirci comunque a meno di non cambiare mestiere, però passandoci qualche minuto, tutto sommato ho dovuto ammettere che il sistema non mi è sembrato così chiuso come prevedevo e che, vista l’apertura operativa (per ora) ad un pubblico un tantino più interessante, l’immagine della manona gigante del social azzurro che ripulisce il piatto senza lasciare niente agli altri non ha modo di esistere.

NB: Il social parla anche di totale o quasi possibilità di gestire ed incassare profitti direttamente dalle pubblicità e dai modelli commerciali messi a disposizione, ma onestamente, non avendo potuto provare, non mi sento di promuovere la cosa o allontanarmene. Magari lo farò in un post successivo chissà!

Cosa ci vede un Pigro?

Maggiori possibilità di essere capiti.

Sembra strano rispetto alla frase iniziale vero? In realtà infatti, visto il rilascio della feature verso di editori e blogger, quindi di persone/entità che per mestiere fanno quello di fidelizzare un’utenza specifica portandola dalla propria parte di pensiero, le opinioni rischiano di essere discordanti perché sicuramente c’è chi si preoccupa di non disperdere i propri contenuti altrove e chi invece ci vede un modo per migliorare gli ingressi nella propria arena digitale fatta di pixel, pensieri ed opinioni.

Io penso semplicemente che ad oggi, in ogni caso, un utente sia comunque libero di andare dove gli pare e piace ed affezionarsi (o disinnamorarsi) senza troppi pensieri di una risorsa o di un’altra, senza dover dare spiegazioni di sorta a nessuno, quindi la creazione di strumenti più o meno rivoluzionari DEVE INFORMARMI MA NON SNATURARMI o mettermi in testa pensieri disfattisti perché mi conosco, adoro questo ambiente e so benissimo che sarà possibile averne comunque un rientro.

Certo, non sono un investitore nel senso classico del termine e quindi posso starmene più a  cuor leggero guardando quello che accade, ma anche io (quando mi ricordo è vero) investo soldi, tempo e denaro in quello che faccio per cui ci cado dentro al pari di Brand blasonati e nomi importanti, seppur tutto in rapporto alla mia attività.

Quindi, in questo universo in cui gli unici ad avere campi (più o meno) ristretti di manovra siamo noi “esperti del mestiere” che dobbiamo vivere letteralmente di certi cambiamenti,  conviene imparare a vedere del buono anche dove inizialmente, magari anche con una certa ragione, traspare tutt’altro, perché:

• Certe potenze commerciali rappresentano altre economie, non capibili e spesso ingestibili se non sei uno dei colossi che fanno la storia di certi mercati;

Chi prima arriva meglio alloggia: Oh, hanno inventato sta cosa, quindi visto che potevamo pensarci anche noi è sacrosanto che venga sfruttata e spremuta come un’arancia sanguinella (Cit. di un grandissimo amico, una persona immensa che prima o poi vi presento);

• Il bello di certi mestieri è anche saper improvvisare e creare opportunità lì dove apparentemente non se ne vedono. Mi dai una vetrina più facile e veloce? Bene, a deviare il pubblico ci penso io, con creatività, qualità e voglia di fare.

Per cui ribadisco, maggiori possibilità di essere capiti perché si può essere maggiormente recepiti, detta proprio in senso numerico. Una vetrina più facile da usare e quindi, in un modo o nell’altro più grande perché in molti fruiranno più spesso dei nostri contenuti, è una buona opportunità per essere catturati da più pubblico e per far viaggiare davanti ad altri occhi/pensieri i nostri contenuti.

A noi, resta solo l’onere di doverci adattare (eventualmente) al tipo di piattaforma ed alle esigenze di chi la frequenta. Questo si, può essere fastidioso e può farci passare un pochino la voglia perché spesso non ci va di farlo e scegliamo (come nel mio caso) di investire di più su uno strumento come Twitter che (almeno per ora) pone una grossa selezione naturale sulle capacità dei fruitori, piuttosto che Facebook o G+ perché sono più facilmente usabili e quindi adatti anche ad un pubblico non proprio expert-mode come quello che a volte ci piacerebbe avere.

A parte questo però, quindi se non per il nostro modo di essere e vedere le cose, non trovo atteggiamenti così pessimi da parte dell’azzurrononblu (Cit. di un’amica splendida e Calamosa – così sapete chi è) staff del social affare e spero di non sbagliare nel breve o anche lungo medio periodo.

Punti a favore finali (per ora)

  • Velocità e fruibilità anche da device non estremamente performanti;
  • Layout pulito, con l’importanza giusta alle informazioni giuste;
  • Libertà (non chiarissima ma c’è) nella pubblicazione del contenuto, quindi possibilità di fidelizzare fuori dal social;
  • Interattività diretta con il social dell’uccellino che non vi avevo accennato ma c’è (qui sono di parte ma chissà, magari cambia qualcosa in buono anche lì);
  • Possibilità di gestire e guadagnare autonomamente con campagne di sponsorizzazione (ma con riserva perché le opinioni in merito sono discordanti e non ho provato).

Punti a sfavore finali (per ora)

  • Chiusura mentale di chi lo vede come una minaccia e manco ci prova;
  • Un menù per le condivisioni leggermente “nascosto” rispetto al resto che fa un po’ paraculata solo per non farsi odiare da subito almeno dagli addetti ai lavori;
  • Informazioni un tantino scarne da parte ufficiale se non per belle parole e screenshot fatti a modino per rendere il tutto parecchio appetibile;
  • Facebook come diciamo dalle mie parti “commanna lui”, quindi un rischio di mangiata generale, se vogliamo pensar male ci può stare;

Insomma, alla fine pare che quasi mi piaccia e se lo vengono a sapere gli amici di sempre (che non sanno chi sono o che faccio per vivere, ma sanno che detesto il faccialibro chi se li sente!)

E tu che leggi queste cose, che ne pensi? Lo hai provato? Vieni a dircelo?

Saluti pigri, grazie della pazienza e come sempre, alla prossima.

SEO-Pigro 

P.s.: leggi la nostra intervista “nerd” a SEO-Pigro

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