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Come funziona Google: intervista al SEO Enrico Altavilla

Un mese fa abbiamo pubblicato sul nostro blog la recensione di un ebook in cui l’argomento SEO viene trattato in maniera potremmo dire originale, un testo  scritto da uno dei migliori professionisti del settore che, con nostro grande piacere, ha accettato il nostro invito a concedere una breve intervista per noi.

Ecco che la lista di specialisti che abbiamo intervistato (ricordiamo per esempio i vari Francesco Ambrosino, Riccardo Esposito, Eufemia Scannapieco e molti altri ancora) si avvale di un altro grande nome, un professionista di grande valore con cui abbiamo fatto quattro chiacchiere in merito a vari argomenti, soprattutto per quel che riguarda Google, il motore di ricerca che ogni professionista del web cerca di conquistare giorno per giorno con il suo lavoro.

Perciò, bando alle ciance, è arrivato il momento di lasciare il posto al nostro ospite di oggi: Enrico Altavilla.

  • Buongiorno Enrico e benvenuto sul nostro blog. Che ne dici di cominciare questa intervista raccontandoci un po chi sei, di cosa di occupi e (soprattutto) come e quando hai iniziato a occuparti dei tuoi settori di riferimento?

Grazie innanzitutto del benvenuto e dell’ospitalità sul vostro sito. Sono un consulente di search marketing e svolgo principalmente attività inerenti la SEO, ovvero l’ottimizzazione dei siti affinché acquisiscano maggiore visibilità e traffico qualificato dai motori di ricerca.

Ho iniziato questa attività nel 2000; prima di essa mi sono occupato di sviluppo di siti web e, prima ancora, di sviluppo di software. Arrivo quindi da un background tecnico e nel corso degli anni ho esteso le mie conoscenze al marketing. Sono per indole autodidatta e la stragrande maggioranza delle competenze acquisite sono arrivate grazie a studi, ricerche, test ed esperienze di lavoro.

Durante questo percorso ho cercato di condividere le esperienze maturate: ho iniziato molti anni fa pubblicando una delle prime guide SEO italiane e continuo a farlo ancora oggi con un blog e una newsletter.

  • Una curiosità: cosa puoi dirci del tuo nickname Low Level?

Significa letteralmente “basso livello” ed è un riferimento ad un particolare approccio alla programmazione che vede il programmatore studiare il funzionamento dell’hardware del computer e dare istruzioni direttamente ad esso.

Più genericamente, l’espressione per me rappresenta la volontà di smontare una macchina per scoprire come funziona dentro e quali ingranaggi la muovono. È un po’ quello che faccio oggi con i motori di ricerca.

  • Ti occupi di SEO ormai da un bel po di anni, quindi si può dire che hai seguito in prima persona tutti i vari cambiamenti del comportamento del motore di ricerca. Allo stato attuale cosa puoi dirci in merito all’evoluzione del settore?

Discutere l’evoluzione del settore meriterebbe una risposta molto lunga e dettagliata, perché in oltre quindici anni l’approccio alla SEO è cambiato radicalmente e, in particolare in Italia, le tecniche SEO sono cambiate a seguito dei cambiamenti tecnologici del monopolista Google.

Se dovessi però individuare delle pietre miliari nel percorso fatto dai motori di ricerca, citerei:

– i continui aggiornamenti per individuare e penalizzare tecniche considerate spam

– l’introduzione di analisi semantiche di documenti e query di ricerca

– la comparsa di criteri di ranking nati più per ragioni politiche che per ragioni tecniche (esempio: promuovere nei risultati di ricerca i siti che fanno uso di HTTPS per indurre le aziende ad adottare tale protocollo di trasmissione dati)

– l’adozione di nuovi algoritmi basati sull’intelligenza artificiale, che al momento agiscono in modo limitato ma che in futuro acquisiranno sicuramente più peso

Allo stesso modo, se dovessi citare esempi pratici di come il settore si è evoluto, direi che:

– l’approccio punitivo di Google ha indotto molte aziende a prendere le distanze dalle pratiche di spam più semplici

– sia le aziende sia gli operatori del settore possono accedere oggi a percorsi di formazione SEO di qualità molto alta

  • Com’è cambiato, rispetto a quando hai iniziato la tua professione, il “comportamento” di Google? Quali sono le armi per tentare di avere successo sul motore di ricerca?

Agli inizi, posizionarsi in Google era relativamente facile. Il motore di ricerca era molto poco sofisticato rispetto a quello che è oggi e raggiungere le prime posizioni per query competitive era relativamente facile: bastava porre attenzione ad una manciata di elementi ed il gioco era fatto. Oggi Google è una “bestia” complessa e sofisticata e le ragioni per le quali un sito ha conseguito buone posizioni non sempre sono immediate. Il motore tiene conto di centinaia di fattori e di conseguenza i SEO si ritrovano a dover curare molti più elementi ed aspetti.

Google è inoltre diventato sempre più punitivo. Già in passato c’erano stati aggiornamenti del motore volti a penalizzare siti colpevoli di aver fatto SEO fuori dalle loro linee guida, ma negli anni più recenti sono stati aggiunti algoritmi anti-spam particolarmente severi. Ritengo che l’introduzione di questi nuovi algoritmi abbia profondamente scosso il settore e indotto molte aziende e colleghi a fare un passo indietro nei confronti di attività a rischio di penalizzazione.

Mi piace pensare che avere successo su un motore di ricerca sia una ripercussione dell’avere successo, commerciale e di immagine, nella propria nicchia. Quando gli utenti apprezzano i contenuti o i servizi di un sito, si innescano processi che vedono quei contenuti e quei servizi acquisire popolarità online e offline. I motori di ricerca sono in grado di carpire alcuni di questi segnali e reagiscono fornendo agli utenti proprio quei siti che hanno registrato una maggiore popolarità o un maggiore apprezzamento.

Se dovessi individuare un singolo, principale fattore che più di altri sposta le decisioni del motore di ricerca, citerei il budget a disposizione dell’azienda. Aziende che hanno investito nel tempo in branding, in SEO e nella proposizione di un servizio di qualità sono quelle che hanno poi meritato posti di eccellenza non solo nella mente dei consumatori ma anche nei risultati di ricerca.

La risposta più sincera e veloce è che mi piace fare “debunking”, ovvero sfatare miti. Il nostro settore ne è pieno, quindi ben venga ogni tanto un elenco di precisazioni come quello contenuto dell’ebook.

  • Il testo sembra essere un vero e proprio attacco (termine forte, ma è per rendere l’idea) nei confronti di alcuni dei tuoi colleghi e di una propensione meccanicistica nei confronti della SEO. Cosa puoi dirci a riguardo?

Ho prove concrete del fatto che, a volte, “dare uno scossone” può essere un eccellente strumento didattico e di divulgazione. L’articolo più letto, condiviso, linkato, commentato e apprezzato del mio blog personale l’ho scritto alcuni anni fa e consiste in una top-ten volutamente caustica e sarcastica delle più diffuse stupidaggini che girano nel settore SEO.

Ogni tanto adottare un tono un po’ polemico può costituire una tattica che favorisce la condivisione delle nozioni, ma bisogna comprendere che si tratta solo di una tattica di comunicazione, non della volontà di attaccare qualcuno.

Nello scrivere l’ebook mi son guardato bene dall’adottare lo stesso tono dell’articolo, però magari in alcuni punti è stato necessario far percepire senza mezzi termini l’obsolescenza di certi approcci SEO.

  • Chiudiamo con una domanda a bruciapelo: Enrico, ma insomma… come funziona Google?

Google è un mostro complesso che tutto sommato funziona abbastanza bene. ;)

Questa domanda sembra un assist per citare il mio corso SEO tecnico Come funziona Google, cosa che faccio con piacere. Sono certo di non essere l’unica persona interessata a smontare il giocattolo per trarne linee guida SEO concrete e a queste persone ho dedicato il mio corso di formazione.

Un grande ringraziamento a Enrico Altavilla per la cortesia e la disponibilità dimostrata da parte dello staff di Keliweb.

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