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Problemi su Stack Overflow, panico tra i programmatori

Non si può certo dire che nelle ultime ore ci sia annoiati sul web. Neanche il tempo di registrare il clamoroso disservizio di Facebook, non disponibile per più di un’ora ieri sera e con la relativa diffusione dell’hashtag #facebookdown sui social network concorrenti (su cui si sono sprecati i commenti ironici), stamattina un altro guaio ha messo in apprensione gli utenti, soprattutto una categoria in particolare.

La categoria a cui stiamo facendo riferimento è quella dei programmatori, ovvero coloro che vivono lavorando sui vari linguaggi di programmazione alla ricerca di qualche via nuova da tracciare. Un ambito molto particolare e composto dai veri intenditori di informatica, che il più delle volte cercano di chiarire alcuni dubbi che possono sorgere durante la propria attività in un modo abbastanza semplice: chiedendo l’aiuto dei propri “colleghi”.

Ed ecco che giungiamo al punto fondamentale del nostro articolo. A non essere disponibile nelle scorse ore, per gran parte della mattinata secondo le informazioni che abbiamo recepito, è stato il sito Stack Overflow, in un certo senso una piattaforma irrinunciabile per qualunque programmatore.

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Ma che cos’è esattamente Stack Overflow? Sostanzialmente, facciamo riferimento a una comunità realizzata proprio per fornire un supporto ai professionisti dell’informatica, che potranno così ricevere risposte di un certo livello da parte degli altri programmatori.

Il funzionamento di questo sito può essere paragonato a quello di un semplice forum, con una struttura basate su domande poste da un determinato utente a cui seguono le risposte degli altri, fino a creare delle vere e proprie conversazioni per poter risolvere alcuni problemi e per confrontarsi. Si tratta dunque di un luogo, o per meglio dire una piattaforma ben settorializzata, in cui ogni domanda che esuli dal contesto della programmazione non viene preso in considerazione.

Stamattina Stack Overflow è stato down per diverse ore, cosa che ha portato (come sempre) alla nascita di un hashtag #stackoverflowdown che è diventato virale in pochissimo tempo, soprattutto su Twitter, accompagnato anche da altri hashtag come #PanicModeOn che lascia ben intendere il livello di preoccupazione dei programmatori. Il servizio è comunque ritornato disponibile dopo qualche ora.

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