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Vita da SEO: intervista a Emanuele Tolomei

Martedì, giorno di interviste sul nostro blog! Molti gli ospiti illustri che hanno accettato di essere nostri ospiti, come Benedetto Motisi, Giorgio Taverniti, Ludovica De Luca e Andrea Moro. Oggi abbiamo il piacere di presentare la nostra chiacchierata con Emanuele Tolomei, SEO specialist di grande livello, responsabile tecnico di Esperto SEO, specializzato in quello che rappresenta una delle maggiori preoccupazioni di chi lavora in questo settore, ovvero le penalizzazioni di Google.

  • Solita domanda introduttiva, che sicuramente già ti aspettavi: come hai iniziato ad occuparti della SEO?

Nel 2005 ho aperto il mio primo e-commerce, dove vendevo prodotti per networking. Nel giro di poche ore, non appena avevo finito di inserire i primi prodotti, mi sono messo a cercare su Google e ho cominciato a capire che il segreto era non, avere i prodotti nel negozio, ma far si che fossero rintracciabili facilmente da chi li cercava in rete. Mi sono così messo un po’ a cercare se qualcuno si trovasse nella mia stessa situazione e devo dire che rimasi piacevolmente sorpreso. NON ERO L’UNICO

Da li è iniziata una lenta e proverbiale crescita, che con anni e anni di sacrifici, mi ha portato non poche soddisfazioni

  • Tra i tanti strumenti che i professionisti del settore utilizzano, non sono tanti a nominare SEMrush che tu, in una precedente intervista, hai invece citato. Cosa puoi dirci a riguardo di questo strumento? Quali vantaggi può dare ad un SEO nel suo lavoro?

SemRush è imprescindibile non solo per il monitoraggio delle chiavi, ma anche e soprattutto, per individuare competitor, fare analisi storiche sulla situazione di un sito, recuperare pagine ben posizionate in periodi precedenti che oggi non sono più dove dovrebbero essere. Amo SemRush anche per la sua interfaccia. In  pochi centimetri quadrati ti fa capire la situazione di un sito, ti da spunti per migliorarlo e a volte, come spesso capita a quelli come me, di salvarlo da una penalizzazione.

  • Parlaci un po di quel progetto che tu, sempre in una tua precedente intervista, sei arrivato a definire come una “estensione di te stesso”. Faccio riferimento, ovviamente, al progetto Esperto SEO.

Esperto SEO nel tempo è diventato più di un progetto, ovvero uno stile di vita. Per me sono sempre venuti prima i clienti, poi l’azienda. Ma da quest’anno abbiamo invertito i fattori. Esperto SEO è in grado di finanziarsi iniziative che sa come rendere visibili e anche come farle rendere. Nel giro dei prossimi 2 anni saremo in grado di diventare un network che fa girare situazioni stabili e remunerative e chissà… forse inizieremo a pensare a delle acquisizioni o a sostenere non solo economicamente, ma anche offrendo degli spazi, realtà in cui crediamo e che ci sottoporranno progetti interessanti.

  • In ambito SEO, il discorso sui social network sembra creare delle spaccature, c’è chi li ritiene di fondamentale importanza chi invece li giudica sopravvalutati in merito all’aiuto che possono offrire per incrementare le visite di un sito web. Tu come la pensi al riguardo?

I social hanno delle funzioni magiche in moltissimi settori, e devo ammettere che sono diventati un canale parallelo vero e proprio. Mentre molti SEO  si sono sempre prodigati a capire quali fossero i vantaggi di far convivere la ricerca organica e i social, dal mio canto ho ritenuto le cose separate fin dall’inizio. Oggi bisogna considerare Facebook, Youtube, Twitter, dei mondi paralleli, dove chi ha saputo capirne i meccanismi, può ottenere successi clamorosi a prescindere dal fatto che li giustifichi con una presenza in Google e altri motori di ricerca. Prossimamente Google ha annunciato di ripristinare la real time serp, dove già in alcuni casi che arrivano da oltreoceano, si sono visti hashtag apparire con aggiornamenti in tempo reale nelle serp di Google. Ma come è già successo, potrebbe essere una cosa che non dura. Io sono stato per anni uno a cui è piaciuto il cambiamento, l’arrembaggio, la scoperta e il tentare nuove strade. Ma oggi so cosa voglio e voglio stabilità, forza, futuro. Per cui ho scelto e continuerò a scegliere mercati che so gestire e che penso possano durare nel tempo. Non vorrei dovermmi trovare ancora a 60 anni che cerco di capire perchè il mio sito è sparito dalle serp.

Quindi, lascio agli specialisti veri, quelli che sanno di cosa si stia parlando quando gli viene chiesto : “Come faccio ad ottenere più visualizzazioni su Youtube?”, il difficile compito di accontentare questo tipo di utente. Dategli del tempo, del resto, a parte pochi sprazzi di talento che si vedono in giro, pochissimi hanno veramente deciso di mettersi dentro Youtube e basta, Facebook e basta. Sarà il tempo a definire specializzazioni che oggi sono ancora frutto della fortuna.

  • Attraverso una strategia ben composta si possono scalare le SERP di Google e apparire nella tanto agognata prima pagina del motore di ricerca, ma a questo punto sorge una domanda che sembra che in pochi si fanno: come si può rimanere costanti nel tempo nelle prime posizioni?

La risposta è semplice. Rimarrai nelle prime prosizioni, o meglio ancora nella prima, finchè la pagina che servi per quella query soddisferà meglio delle altre le necessità dell’utente profilato da Google.

Per capire cosa secondo Google vuole quell’utente ti basterà vedere le pagine dei siti che in quel momento occupano tali posizioni.

Invece per fare quello che ho sempre fatto io, cioè creare quel profilo di utente, in modo che Google lo prendesse ad esempio per costruire una serp sensata, bè… ci metterai un po’ di più…. Ma visto che io mi sono un po’ stancato, soprattutto in Italia, vedrete serp sempre più noiose, con risultati che somiglieranno sempre più più uno all’altro. Che dire.. datevi da fare!

  • Uno dei tuoi punti di forza, che ti hanno consacrato come uno dei migliori professionisti del settore, è la tua competenza nel rimuovere le penalizzazioni più ostiche di Google. Argomento abbastanza ostico, parlaci un po di questo spauracchio dei SEO.

Hai detto bene.. proprio uno spauracchio. Anche nell’ultimo Penalty Summit di Bologna, ho visto miei colleghi bravissimi e con tanta esperienza, mostrare slide che saprebbero indicare anche a un bambino come fare per non incappare/uscire da una penalizzazione.

E’ semplice, ma da come molti ne parlano, sembra che sia impossibile ottenere una rivalutazione post penalizzazione. Invece c’è bisogno solo di passione, le giuste conoscenze, i giusti strumenti e tanta VOGLIA.

Il livello dei corsi di aggiornamento che ci sono oggi in giro per tutto il Paese, è più che sufficiente per dare anche al non addetto ai lavori, le giuste basi per sapere cosa fare in caso di penalizzazione. Ma soprattutto anche cosa fare per non incorrere in tali dispiaceri.

Il problema è un altro… Ma chi siamo noi, SEO  o gente che fa siti. Perchè è ben diversa la cosa. Quello che fa un sito, putroppo, non avrà mai la CATTIVERIA per far si che un sito venga penalizzato per scoprire se è vero che le penalizzazioni esistono.. Figuriamo se gli capita una penalizzazione se avrà la VOGLIA di tirarlo fuori. Io sto smettendo anche di salvare siti penalizzati, per cui attrezzatevi.

Qui non si tratta di chi sa fare cosa. E’ in corso una selezione naturale.

  • Come ultima domanda ti chiedo un consiglio, da parte tua, verso coloro che vogliono iniziare questo tipo di attività.

Entrare nel mondo della SEO oggi non è più cercare SOLO di capire come funziona Google. Ma anche creare degli standard, delle cose nuove, che dicano a Google come muoversi. Per cui armatevi di creatività. L’altra cosa importante è la specializzazione. La SEO rimane una sottocategoria del SEM, ma se prendiamo il SEO come individuo e lo spostiamo in un contesto diverso, come ad esempio Facebook, questo si muoverà al suo interno in modo imprevedibile per quelli che ad oggi sono gli algoritmi del social. Creerà quindi situazioni a cui, come è già accaduto, il social dovrà adattarsi, usando filtri, aggiornandosi e cambiando addirittura layout e/o standard grafici. Il SEO è colui che non solo invade, non solo scopre, ma che anche genera, indica e fa migrare. Se vi piace questa mentalità, allora potete provarci. Per tutto il resto potete sempre trovarmi su Skype, sono sempre disponibile al confronto e al supporto.

Grazie infinite a Vincenzo Abate di Keliweb per l’opportunità che mi ha concesso con questa intervista, con l’augurio di un radioso futuro.

Siamo noi di Keliweb a ringraziare di cuore Emanuele Tolomei per la sua cortesia e disponibilità.

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