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Vita da SEO: seconda parte intervista Danilo Petrozzi

Lo scorso martedì abbiamo pubblicato la prima parte della nostra intervista a Danilo Petrozzi, grande professionista SEO di cui abbiamo avuto il piacere di sentire il suo parere in merito al settore. Quest’oggi pubblichiamo la seconda parte dell’intervista a Petrozzi, in cui il nostro ospite analizza in maniera ancora più dettagliata la situazione attuale del mondo SEO.

  • Proviamo a gettare un po lo sguardo verso il futuro: come pensi che evolverà il settore SEO nei prossimi anni?

Spero che nel futuro la SEO abbia ancora necessità dell’intervento manuale (il nostro) e che non sia automatizzata, altrimenti ci toccherà elemosinare per strada :D

A parte la battuta (non troppo irrealistica), potrei parlare di tutti i risvolti metafisici e filosofici legati al futuro del nostro lavoro, ma dato che non interesserebbero a nessuno, parliamo della ciccia. Provo a fare le mie previsioni per il prossimo futuro:

  1. Aumento esponenziale delle persone che sentono parlare di SEO e che la approcciano per la prima volta
  2. Aumento drastico degli investimenti nella SEO e della spesa in pubblicità digitale. L’advertising cartaceo, che già tende al ribasso, sparirà in fretta. Anche pubblicità televisiva e radiofonica calerà parecchio. (forse qualcuno inizierà a svegliarsi e capirà che YouTube sta diventando la nuova televisione, sopratutto per i giovani. Il giovane d’oggi forse non sa chi è Maurizio Costanzo, ma sicuramente conosce Favij)
  3. Aumento (non saprei dire se drastico o meno) del numero di piccole web agency e di freelance SEO nuovi che satureranno il mercato (quello che sta accadendo oggi negli US)
  4. Aumento dei famosi “pacchetti SEO a bassissimo costo”, o della “link building al chilo”, con cui fantomatiche agenzie estorceranno piccole somme a un gran numero di clienti inesperti (che rimarranno bruciati dall’esperienza, e si faranno un’idea sbagliata della SEO, danneggiando tutti)
  5. Aumento del numero di eventi SEO/web marketing fatti sul suolo italiano e contemporaneo aumento della loro influenza e bacino di spettatori. (avete visto quanto si esaltano al MozCon? Manco fosse Woodstock ‘69)
  6. Come sta succedendo oggi per il settore della cucina, prevedo un aumento imbarazzante del numero di libri SEO/Marketing/Social tutti uguali e completamente inutili che verranno sfornati dalle case editrici
  7. Con l’aumento della popolarità della SEO, sono sicuro che il legislatore riuscirà, come succede sempre in Italia, a inventarsi nuove normative che limiteranno il nostro lavoro oppure che ci complicheranno in modo inutile la vita. Oggi questo già accade con tutto ciò che è legato alla tutela della privacy e la gestione dei cookie. Spero che in futuro questo abominio legale non si ripeta su altri fronti.
  8. Come succede sempre in un settore a rapida espansione, aumenterà il divario tra i guadagni di chi ha appena iniziato e chi fa SEO già da parecchio. Chi inizia tardi, guadagnerà mediamente sempre meno, chi invece è un “early adopter” bravo ed è in piazza da moltissimo tempo, vedrà i suoi guadagni aumentare costantemente
  9. Infine, in linea generale, ottenere gli stessi risultati SEO diventerà sempre più difficile. Se prima per raggiungere il risultato X, c’era bisogno di un impegno Y, in futuro ci vorrà uno sforzo a livello tecnico o conoscitivo maggiore di Y
  • Oltre ai software da te creati, quali sono gli strumenti che utilizzi maggiormente per il tuo lavoro?

Ci sono tanti strumenti specifici che magari permettono di risolvere problemi molto particolareggiati. Se invece parliamo di strumenti che utilizzo “maggiormente” nel mio lavoro, faccio una lista di quelli che sono certamente insostituibili:

Majestic (versione premium!) è il re dei backlink checker. Non si discute.

A supporto di Majestic, spesso uso anche OpenSiteExplorer.org di Moz che, anche se è dotato di un indice più ristretto e meno aggiornato, ha delle funzionalità molto utili che Majestic non ha (penso ad esempio al visualizzatore di pagine linkate con status code 3xx, 4xx e 5xx che mi è stata molto utile nell’analisi recente di un grande sito molto famoso)

Per quanto riguarda le toolbar, l’unica che “sopporto” è la MozBar nuova per Chrome. Finalmente hanno scelto uno stile minimale in cui hanno inserito pochi ma utili elementi: i dati SEO più importanti (Page Authority, Domain Authority, linking domains, totale backlink, ecc), il report con i meta SEO di base e lo strumento che permette di evidenziare i link follow/nofollow nella pagina.

Per lo scraping e audit generico, come in molti sapranno, io uso sempre Xenu. Non spreco occasione per parlare bene di questo software dato che oltre a essere molto utile è anche incredibilmente veloce (lo sviluppatore dice che il codice sorgente del meccanismo dietro Xenu è in vendita, ma il prezzo deve essere “un’offerta che non si può rifiutare”). Poi, per carità, c’è anche Screaming Frog e compagnia bella.

Sempre per audit generale, uno strumento formidabile è SEMrush, che oltre ad avere alcune funzioni di backlink checker, è ottimo per analizzare keyword, competitor, posizioni nelle SERP, stime di traffico, e così via.

Per l’individuazione delle keyword le scelte sono obbligate: il suggeritore di Google AdWords e KeywordTool.io. Poi ovviamente ci sono i tool di contorno che vengono usati in base alle esigenze, come ad esempio Google Trends.

Editor: l’unico, incredibile, inimitabile, divino Sublime Text 3!

  • Parlaci della tua attività di approfondimento che stai portando avanti sul tuo canale YouTube.

Come professionista SEO ho vissuto diverse “fasi”. Quella attuale, è quella della condivisione e dell’insegnamento. Mi sono divertito tantissimo con il blog a scrivere articoli, e ora, dato che mi ero stufato del vecchio mezzo comunicativo delle “lettere”, ho deciso di usare uno strumento più rapido e efficace, che permette di dare maggiori informazioni all’ascoltatore: il video.

Tutto era iniziato un pò per scherzo: avevo preso le cuffie con il microfono e ho iniziato a fare un paio di video con uno dei tanti software di screen capture. Dato che l’esperienza mi era piaciuta e dato che c’era già qualche feedback degli utenti, ho fatto il salto decidendo di prendere una webcam più seria e un microfono esterno di qualità.

Alcuni impegni personali mi stanno obbligando a pubblicare meno video rispetto al passato, per mancanza di tempo, ma spero di tornare al vecchio ritmo il prima possibile dato che non c’è tempo meglio speso di quello dedicato a cose che ti fanno divertire :)

  • Un’ultima domanda: i social network possono garantire dei grossi vantaggi per quanto riguarda l’attività SEO, oppure si tratta di una sorta di luogo comune da superare?

A inizio 2013, quando la storia dell’utilità SEO dei social stava iniziando a prendere piede, io me ne sono uscito con un guest post su Monetizzando in cui sparavo a zero sull’argomento.

Fishkin di Moz.com se n’era già uscito con la storia della co-citation, poi sempre nello stesso periodo SearchMetrics aveva pubblicato la sua lista di fattori di ranking (omettendo che si stesse trattando di una lista di CORRELAZIONI e non rapporti di CAUSALITA’).

Ai primi posti dei ranking factor proposti da SearchMetrics c’erano proprio i segnali social. Inutile dire che si trattasse di un mero effetto statistico: più un sito è posizionato bene, più è popolare, più è visitato e quindi il numero delle interazioni social sarà maggiore.

La mancanza di SearchMetrics è stata così grande che dalla edizione 2014 in poi hanno scritto in modo esplicito che la loro lista annuale era basata solo su correlazioni, e quindi, aggiungo io,  totalmente inutile.

In un successivo mio articolo, in cui parlavo di statistiche, ho realizzato dei piccoli grafici per far aprire gli occhi alla comunità SEO circa l’importanza del concetto di “correlazione”. Esempio:

Grafico-Petrozzi

Guardando il grafico di sopra, che mostra dati reali, è possibile stabilire con assoluta certezza che c’è una chiara CORRELAZIONE tra il numero di auto prodotte a livello mondiale e la percentuale di utenti che usano uno schermo con risoluzione a 1024×768.

Questo è un fatto non smentibile: la correlazione c’è.

Tutt’altro discorso è la causalità. La domanda che bisogna porsi è: il fatto che ci sia la correlazione, è dovuto a un fattore di causalità causa-effetto, per cui all’aumentare del primo elemento aumenta anche l’altro e viceversa? E qui la risposta è no!

C’è correlazione ma non c’è causalità.

Lo stesso concetto statistico spiega perché i siti meglio posizionati nei risultati organici hanno un gran numero di segnali sociali.

Una volta spiegato il mistero della correlazione/causalità vengo a un’altra questione: il backlink proveniente dal sito social, è più o meno potente di altri?

Anche in questo caso la mia risposta è abbastanza spartana: se un link è follow, è buono, se invece è nofollow, è sempre inutile.

Dato che ormai la maggior parte dei social ha link nofollow, io sono convinto che questi link, sotto il profilo strettamente SEO, sono assolutamente inutili.

Sul fatto che tutti i link nofollow siano assolutamente ignorati da Google al 100%, è intervenuto lo stesso John Mueller in un video del canale YouTube di Google Webmasters che, in risposta alla domanda “I link nofollow vengono considerati?” ha risposto testualmente:  “We don’t use them for our search algorithm”, ossia “noi non li usiamo nel nostro algoritmo di ricerca”.

Credo che questa affermazione di Mueller sia al tempo stesso esplicativa, solida e precisa. Che un nofollow provenga da Facebook, dal blog di mia nonna o da Wikipedia, non c’è differenza, dato che i link nofollow non vengono presi in considerazione in alcun modo, senza alcuna eccezione.

Un grande ringraziamento da parte di Keliweb a Danilo Petrozzi, con cui abbiamo avuto il piacere di intraprendere questa bella discussione sulla SEO da cui possiamo trarre molti spunti interessanti.

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