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WhatsApp Plus, disponibile aggiornamento anti ban

Ultimamente stiamo parlando molto spesso di WhatsApp, visto le tante novità che l’app di messaggistica ci rilascia. Essendo diventata la chat più utilizzata sugli smartphone, ed ora anche disponibile su PC, WhatsApp ricopre ora un posto di notevole importanza per gli utenti del web e per i fruitori degli smartphone.

Quello di cui vi vogliamo parlare oggi riguarda i tecnici stessi di WhatsApp, che da qualche giorno a questa parte hanno iniziato a bannare dalla piattaforma tutti gli utenti che utilizzano client di terze parti come WhatsApp+ o WhatsAppMD. Una notizia che nessuno si aspettava. I ban degli account di WhatsApp sono iniziati ad arrivare poche ore prima del rilascio di WhatsApp per il PC. Dopo i numerosi blocchi applicati agli account degli utenti che utilizzavano applicazioni non ufficiali come WhatsApp Plus, lo sviluppatore Mounib Al Rifai ha annunciato su Google Plus che il progetto verrà bloccato.

Secondo alcune voci, sembra proprio che i legali di WhatsApp abbiano inviato una lettera di diffida agli sviluppatori al lavoro su WhatsApp Plus.

Ora, però, dal forum XDA Developers è stata rilasciata una nuova versione di WhatsApp+ in grado di aggirare il ban di WhatsApp. La nuova versione è stata rinominata “Whatsapp Plus 6.76 AntiBan No Ban Material Design”. Il nuovo aggiornamento di WhatsApp Plus consente altre funzioni tra cui la possibilità di inviare foto e video senza compressione ed una grafica in stile Material Design.

Il nuovo WhatsApp Plus è disponibile per il download gratuito attraverso un file APK, questo significa che WhatsApp prima o poi attiverà il ban anche su questa nuova versione di WhatsApp Plus.

Quindi, l’unico modo per evitare il ban di WhatsApp è utilizzare il client ufficiale del servizio che possiamo scaricare direttamente dal sito ufficiale.

Ecco quanto sottolinea il team tecnico di WhatsApp: “WhatsApp Plus contiene un codice che WhatsApp non può garantire come sicuro. Le tue informazioni private possono potenzialmente essere passate a terze parti senza la tua conoscenza o autorizzazione”.

Vincenzo Abate

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