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Facebook, ora possiamo segnalare le bufale

Sul web le bufale corrono veloci, espressione colorita che utilizziamo per dire che le notizie false traboccano letteralmente in rete molto più di quelle vere. Non ci vuole nulla perché una notizia totalmente falsa e priva di ogni tipo di fondamento diventi virale e ritenuta da tanti utenti che poi si battono per dimostrarne l’autenticità, pur non avendo i mezzi necessari per avere un’idea chiara di quello in cui si parla.

Internet ha dato la grande possibilità ad ognuno di noi di parlare di tutto, di esprimere liberamente opinioni su ogni tema e questo è sicuramente un bene. Esiste però anche un lato oscuro della medaglia, come in tutte le cose: in questo caso, il lato oscuro è rappresentato dal fatto che ognuno di noi si sente legittimato a parlare anche di cose di cui non ha assolutamente nessuna competenza, e questo provoca inevitabilmente la diffusione di idee strampalate e notizie fasulle che vengono prese per vere. Con i social network, la cosa può diventare un problema di non poco conto visto che una notizia, anche se falsa, diventa vera e credibile.

Facebook, resosi conto di questa problematica, tenta la battaglia alle bufale, proprio quelle notizie false che vengono condivise continuamente e proposte ai propri contatti con una frequenza fastidiosa. Per questo motivo il social di Zuckerberg ha pensato ad un modo per permettere ali utenti di segnalare queste notizie fasulle. Quando si sceglie di nascondere un contenuto dal News Feed, si avrà la possibilità di indicare che si tratta di una notizia non vera, così come è possibile identificarla come contenente messaggi violenti o pornografici.

Come spiega Erich Owens, ingegnere di Facebook “Le storie che contengono truffe, o notizie volutamente fuorvianti, sono riportate due volte e mezzo di più rispetto ai link ad altre notizie”.

La scelta del social si spiega facilmente: più notizie false girano su Facebook, più il brand si indebolisce. In questa ottica la decisione del social network appare perciò inevitabile. I complottisti grideranno allo scandalo e sosterranno che il social altro non è se non uno strumento di potere che tenta così di bloccare alcune notizie ritenute scomode, altri tireranno un sospiro di sollievo per l’inevitabile calo di notizie fasulle che verranno postate.

Vincenzo Abate

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