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Minacce hacker, Sony ritira film “The Interview”

Sembra proprio che alla fine ce l’abbiano fatta, una vittoria che deturpa il votlo stesso della libertà di espressione artistica ma che con ogni probabilità evita di fomentare ulteriormente gli animi. Dopotutto, la posta in gioco era molto alta e dal contenuto fortemente a rischio. Dopo aver ricevuto tante minacce da parte degli hacker (leggi il nostro articolo in merito) la Sony ha deciso di ritirare dal mercato il film “The Interview”. Dopotutto, realizzare una pellicola che ironizza sul regime dittatoriale nordcoreano e sul suo leader Kim Jong-Un non sembra essere stata un’idea geniale, quantomeno per l’inevitabile sequela di polemiche e di problematiche che tale opera avrebbe portato.

Ora che tutto è stato portato a compimento, non ci rimane altro da fare che registrare la vittoria di coloro che fanno la voce grossa minacciando in modo truce i responsabili di ciò che viene ritenuta una grave offesa. La Sony ha addirittura cancellato dal suo sito ogni accenno al film che parlava sostanzialmente di un piano organizzato allo scopo di eliminare il dittatore nordcoreano.

Quello che si sta rischiando è l’incidente diplomatico, visto che sono in molti a pensare che dietro l’attacco hacker ci sia proprio la mano nordcoreana.

Il portavoce del National Security Council della Casa Bianca ha affermato quanto segue: “Gli Stati Uniti stanno investigano sui responsabili. Un aggiornamento sarà fornito a tempo debito. Il governo degli Stati Uniti sta lavorando senza sosta per assicurare alla giustizia i responsabili di questo attacco e che una serie di opzioni di risposta sono state prese in considerazione”.

Anche se fino ad ora l’FBI non ha dato conferme ufficiali in merito, nelle ultime ore alcune testate giornalistiche, fra cui alcune molto importanti come CNN, hanno riportato che secondo una fonte anonima erano stati trovati collegamenti importanti fra il regime di Kim Jong-Un e l’attacco informatico.

Non solo, la vicenda si arricchisce di aspetti oscuri tipici da film di spionaggio: secondo quanto scrive il celebre New York Times gli investigatori stanno indagando per capire se l’attacco degli hacker sia avvenuto con l’aiuto di uno o più interni alla Sony, una vera e propria talpa all’interno dell’azienda. Attendiamo aggiornamenti e notizie in merito, sta di fatto che per ora le minacce hanno permesso agli hacker di raggiungere il loro scopo.

Vincenzo Abate

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