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Dropbox contro Box: ecco le API Business

La mancanza di opzioni di sicurezza avanzate aveva spinto Dropbox a rilasciare una versione enterprise del programma indicata dall’epiteto for Business. Ora, dopo alcuni mesi, il noto marchio di cloud storage fa un annuncio molto importante: il raggiungimento di quota 100 mila clienti sulla piattaforma business e il rilascio di apposite API per l’integrazione del prodotto in azienda.

In questo modo, Dropbox dichiara guerra a Box, e lo fa aprendo il progetto a tutta una serie di partner, contributori e aziende che, attraverso le API, possono personalizzare l’uso di Dropbox for Business in base alle proprie esigenze.

Con le API i reparti IT avranno ancora di più un maggiore controllo sui sistemi di storage offerti da Dropbox e potranno integrare soluzioni di terze parti già presenti in azienda per:

  • prevenire la perdita di dati e la fuoriuscita di informazioni personali e riservate;
  • migrare i dati, aiutando così i trasferimenti di larga scala su piattaforme di backup on-site;
  • criptare e decriptare i dati business secondo gli standard industriali;
  • gestire le identità e gli accessi dei dipendenti ai file;
  • creare delle applicazioni personalizzate e specializzate in workflow aziendali non gestibili con tool esterni;
  • installare applicazioni all’interno di ogni account Dropbox for Business con un solo clic per renderle disponibili all’intera struttura enterprise;

Per il lancio delle API Business, Dropbox ha lavorato con decine di partner, con nomi dell’IT del calibro di Microsoft Azure, Domo, IBM WebSphere Cast Iron, Okta, CloudLock, Splunk, Meldium, Mover.io, SkySync, Ping Identity, Dell Data Protection, Cetrify, Sookasa, CirroSecure e nCrypted Cloud.

George O’Brien, Product Manager Dropbox, si è detto entusiasta del rilascio delle API. Ecco le sue dichiarazioni: “Penso che quello che sta accadendo con Dropbox dimostra come sia la gente a scegliere gli strumenti con cui lavorare in modo efficace, anche in ambito aziendale. I dipendenti possono iniziare a lavorare sul proprio laptop casalingo o business, o sul proprio iPad, e così diverse risorse vengono generate, modificate e consultate dagli utenti su piattaforme differenti. In questo scenario, uno dei modi per i reparti IT di recupare il controllo non è quello di porre dei limiti, ma di usare appositi strumenti che permettano di controllare e riportare nei perimetri aziendali i contenuti creati e consultati altrove. Ecco lo scopo delle API di Dropbox for Business.”.

Vincenzo Abate

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