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Fra tre anni addio a telefonate interrotte e download da internet più veloce

Succede di continuo ad ognuno di noi, e la reazione è la stessa per tutti: rabbia e fastidio. Questo è quello che si prova quando, durante una conversazione telefonica, la comunicazione viene interrotta improvvisamente perché cade la linea. E cosa dire poi dei download da internet che in molti casi sembrano durare un’eternità. Dei casi che accadono spesso, troppo spesso, ma per nostra fortuna un domani non molto lontano tutto questo sarà solo un triste ricordo. Entro tre anni, infatti, queste problematiche dovrebbero essere risolte in maniera definitiva, grazie ad una ricerca di un gruppo coordinato dall’ingegnere italiano Andrea Alù che lavora negli Stati Uniti, nell’Università del Texas.

La ricerca è stata descritta nella rivista Nature Physics: questo studio consentirà di scaricare materiale da Internet più velocemente, di effettuare telefonate più chiare e senza interruzioni. Sembra un sogno, ma tra tre anni sarà una splendida realtà, e sarà possibile grazie alla nuova versione di un dispositivo chiamato “circolatore per onde radio”. Il dispositivo potrebbe essere sul mercato, secondo quanto ha affermato Andrea Alù, già entro tre anni per i cellulari ed entro un anno per altre applicazioni, come i radar.

Secondo Andrea Alù, il “circolatore” permetterà di poter raddoppiare l’uso della banda con vantaggi sia di efficienza che economici: ”la banda è un bene molto prezioso ed è limitata, questo spiega perché quando c’è molto traffico telefonico, come allo stadio, cade spesso la linea oppure è più difficile scaricare materiali da internet se anche altri utenti lo stanno facendo”.

In pratica, il “circolatore” permette di isolare il segnale e di selezionare la rotta che deve seguire. Nel caso in cui questa caratteristica venisse a mancare, chiamata rottura della reciprocità, la stessa banda di frequenza non può essere usata per trasmettere e ricevere perché uno dei due segnali tornerebbe indietro. Questo effetto è possibile già ora ma comporta costi molto alti. Ed è proprio qui che i ricercatori sono riusciti a “metter mano” in maniera decisiva: essi infatti sono riusciti ad ottenere lo stesso effetto con materiali già in uso nell’elettronica, come rame e silicio, che sono economici e consentono di miniaturizzare i dispositivi.

Vincenzo Abate

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