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Linux a bordo dei droni con Dronecode

In queste ultime ore la Fondazione Linux ha dato il via al Dronecode Project, che ha l’obiettivo di costruire una piattaforma open source per droni e UAV, riducendo così la frammentazione di questa nuova frontiera tecnologica e aggiungendo l’ennesima piattaforma al lungo elenco di sistemi basati su kernel Linux. Tra i partner ci sono anche 3D Robotics, alcuni scienziati in forza all’Università di Zurigo, la cinese Baidu, Box (azienda di cloud storage), Intel, Qualcomm e altri ancora.

Al lavoro sul progetto ci sono già oltre 1000 sviluppatori fa sapere la Foundation, che già generano un flusso di decine e decine di modifiche ogni giorno: una buona prova della vitalità del progetto. Sembra un passaggio naturale, considerando che i software usati sui droni in circolazione sono già basati su Linux e questo comprende tanto i modelli più grandi quanto quelli “da hobby” come i modelli basati su Raspberry Pi. Dronecode sembra quindi un tentativo di armonizzare i molti sforzi in questo campo, facilitare il lavoro di tutti gli appassionati e professionisti del settore.

La creazione di un’unica piattaforma per droni e UAV aiuterà naturalmente a ridurre la frammentazione di un mercato che al momento si basa quasi esclusivamente su sistemi hardware-software proprietari o custom, così come favorirà lo sviluppo di tecnologie sempre più affidabili per l’analisi dei dati di volo.

Secondo Jim Zemlin, direttore esecutivo della Fondazione Linux, con il passaggio a progetto collaborativo della Fondazione Linux, la comunità di Dronecode riceverà il supporto necessario a un progetto imponente, proprio nel momento della sua esplosione. Ne risulterà un’innovazione ancora più grande e una piattaforma comune per progetti di droni e robot open source. A guidare il progetto Dronecode per Linux Foundation sarà Andrew Tridgell, già autore di rsync e co-responsabile di Samba.

Vincenzo Abate

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