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Foto rubate, stavolta tocca a Snapchat

In rete ancora risuona forte l’eco delle critiche piovute a Apple per il furto delle foto rubate alle celebrità del calibro di Jennifer Lawrence, Kirsten Dunst, Rihanna, Nicki Minaj e molte altre, con i relativi dubbi aperti sulla sicurezza del cloud da parte degli utenti non del tutto convinti dalle continue rassicurazioni di Cupertino sulla solidità della propria “nuvola”.

Stavolta, invece, ad essere violato è Snapchat, in particolar modo quegli utenti che incautamente utilizzavano app di terze parti per il salvataggio dei contenuti inviati o ricevuti sul servizio. Snapchat è un app che permette di inviare e ricevere messaggi che però si eliminano dopo alcuni secondi dalla ricezione del destinatario. Le prime immagini sono apparse su 4chan, appartenenti ad un presunto archivio di 13 GB con oltre 100.000 immagini e video, ritraenti in buona parte utenti minorenni spesso in pose intime. La base d’utenza di Snapchat, infatti, è composta per il 60% da utenti fra i 13 e i 18 anni.

Non si scherza per quanto riguarda la quantità di dati rubati: 13 Gb di materiale scippato dalla privacy degli utenti che hanno visto le proprie immagini private in giro per la rete, un nuovo scandalo che apre molte discussioni sulla sicurezza dei dispositivi che utilizziamo per salvare attimi della nostra intimità. Come fatto precedentemente da Apple, anche Snapchat attraverso una nota ufficiale si è affrettata a discolparsi dalle accuse mosse dagli utenti irritati: “Possiamo confermare che i server di Snapchat non sono mai stati violati e non sono la fonte di questi dati trafugati.Gli utenti sono vittima dell’uso improprio di applicazioni di terze parti per inviare e ricevere Snaps, pratica espressamente vietata dalle nostre Condizioni d’uso, proprio perché compromettono la sicurezza degli stessi utenti. Monitoriamo costantemente App Store e Google Play perché non si diffondano queste applicazioni di terze parti illegali e siamo riusciti ad ottenere la rimozione di alcune di queste”.

È innocente anche Snapsave, in un primo momento accusata di essere la sorgente delle perdite di dati dello scorso fine settimana. Si tratta di un’app di terze parti disponibile sia su iOS che su Android che permette di salvare un contenuto di Snapchat anche ad insaputa del mittente.

Ci troviamo dinnanzi ad un nuovo caso di furto dei dati personali che apre ulteriori dubbi sulla sicurezza dei nostri dispositivi pagati a peso d’oro.

Vincenzo Abate

 

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