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Prospettive rosee per OpenStack: entro due anni mercato da 1,7 miliardi di dollari

Grandi notizie per la società OpenStack, giunta al suo quarto anno di vita. Una giovane esistenza che, però, lascia presagire un futuro sempre più roseo e ricco di soddisfazioni, queste almeno sono le stime che vengono fatte per quanto concerne l’andamento dei mercati.

Secondo alcune stime effettuate dagli analisti di 451 Reaserch la piattaforma open source sta vivendo un momento estremamente positivo, si pensa infatti che entro il 2016 sarebbe destinata a generare un mercato di 1,7 miliardi di dollari. Tra i motivi del successo di OpenStack, dicono gli analisti, vi sono la flessibilità e i costi ridotti, oltre alla possibilità di evitare piattaforme proprietarie.

In relazione ad OpenStack, negli ultimi anni sono comparsi diversi inediti modelli di business (PaaS provider, provider di servizi, servizi IT vari etc) e nuovi corsi di certificazione tecnica (come ad esempio il corso istituito da Mirantis) con lo scopo di creare le figure professionali destinate a colmare l’attuale gap – tra i più richiesti gli esperti in architetture OpenStack e programmazione.

Bisogna però parlare anche dei lati negativi, o comunque meno positivi di OpenStack: vi sono infatti delle perplessità che aleggiano sulla società, vi sono infatti delle preoccupazioni e dei dubbi relativi al grado di difficoltà e alle conoscenze tecniche necessarie per il lancio di una piattaforma su OpenStack, oltre che all’affidabilità generale, al load balancing, alla scalabilità e alle procedure di upgrade / downgrade della piattaforma.

Ma è proprio qui che, secondo gli analisti di 451 Reaserch, si apre la sfida più grande per OpenStack, proprio nel momento in cui il successo finanziario sta raggiungendo picchi elevatissimi. Queste le parole riportate da uno degli analisti che si è occupato della questione OpenStack: “Con un mercato pari a circa 1,7 miliardi di dollari entro il 2016, l’attuale governance di collaborazione e cooperazione adottata per stabilire le funzionalità di ogni release, sarà infatti messa a dura prova dai vendor OpenStack desiderosi di acquisire maggiori introiti e quote di mercato”.

Vincenzo Abate

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