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Cineblog01 sequestrato, addio film in streaming

 

Un paio di anni fa era toccato a Megavideo e a Megaupload chiudere i battenti dopo aver mietuto un enorme successo in rete, adesso è il turno di dire addio anche all’erede di quei due siti: stiamo parlando di Cineblog01, sito divenuto negli ultimi mesi sempre più famoso tra gli internauti per il download e per la visione di film in streaming. Un duro colpo per molte persone ormai abituate a vedere film (anche appena usciti nei cinema) comodamente seduti da casa senza spendere un euro. Ma con ogni probabilità questa notizia darà grande gioia alle case di produzione cinematografiche, i cui guadagni sono via via crollati proprio a causa dello streaming.

Cineblog01 è  stato oggetto di un sequestro eseguito dalla guardia di finanza, con gli investigatori del nucleo speciale per la radiodiffusione e l’editoria. Il provvedimento riguarda un indirizzo che rappresenta la duplicazione di un altro su cui già erano sottoposti dei sigilli nello scorso mese di marzo nell’ambito della stessa attività, con cui sono stati inibiti ben 46 siti “pirata”.

Gli inquirenti, coordinati dal Pm Nicola Maiorano, contestano i reati di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice ed inosservanza dei provvedimenti di una autorità. Ma cosa ha permesso alle forze dell’ordine di mettere fine al sito di streaming? Come sempre accade, è forse l’eccessiva “avidità” a portare alla rovina un qualcosa che funzionava alla grande, visto che i finanzieri hanno effettuato indagini in tutto il nord Italia in quelle aziende inserzioniste che mettevano le loro pagine pubblicitarie proprio su Cineblog01 (pubblicità che si aprivano ad ogni click). Tali messaggi pubblicitari erano veicolati da primarie società nazionali di servizi di intrattenimento destinati alla telefonia mobile.

I ripetuti interventi nel settore da parte del nucleo speciale per la radiodiffusione e l’editoria alimentano ancor di più il filone delle indagini, svolte intorno alla pubblicità su internet, al seguito delle quali le società di fornitura di servizi pubblicitari (advertising) hanno di recente definito un efficace codice di autoregolamentazione, che prevede il divieto di immissione di pubblicità su siti “pirata” violativi del diritto d’autore.

Si chiude qui una vera e propria “era” che ha permesso a molti di noi di guardare i nuovi film senza spendere soldi per il cinema, ma bisogna rendersi conto che questo comportamento stava portando la stessa cinematografia nel baratro della rovina quindi, dopotutto, forse è meglio cosi per la salvaguardia della Settima Arte. I gestori di cinema e di videoteche esultano per questa notizia, noi dovremo prepararci ad affrontare di nuovo delle piccole spese per vedere i film che ci piacciono. Addio Cineblog01!

Vincenzo Abate

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