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Adozione del cloud, in ritardo le imprese europee

 

La società di mercato International Data Corporation lancia “l’allarme” e punta direttamente il dito contro la scarsa preparazione delle imprese europee. Il contesto che sta causando qualche lieve imbarazzo è quello dell’adozione del cloud: l’indagine condotta dalla società stessa ha messo in evidenza che dipartimenti IT delle aziende europee sono ancora indietro, e viene indicato come ci sia il bisogno di compiere dei significativi miglioramenti prima di poter abbracciare completamente le architetture cloud e trasformarsi in fornitori di servizi cloud interni. Questa infausta previsione sembra sia stata confermata dagli interessati stessi, che hanno ammesso livelli di fiducia inaspettatamente bassi:

-il 56% dei dipartimenti IT Europei non è ancora in grado di trovare staff abbastanza qualificato per supportare con efficacia i progetti cloud
-il 61% incontra difficoltà ad aggiornare le competenze dei propri impiegati affinché possano valutare con efficienza, negoziare contratti e gestire relazioni con i provider di servizi cloud
-il 70% deve ancora imparare come utilizzare in maniera efficace strumenti di automazione, self-service e orchestrazione

Un’indagine capillare quella portata avanti da IDC che ha, in effetti, confermato quanto l’evidenza già suggerisce: la maggior parte dei dipartimenti IT Europei richiede ancora un buon grado di trasformazione e ha bisogno di investire ulteriormente nelle persone, nei processi e nella tecnologia per far maturare le proprie architetture cloud.

A confermare le difficoltà incontrate dalle imprese europee arrivano le parole di Carla Arend, program director Cloud Practice per IDC: “L’uso del cloud computing come tecnologia business-critical sta velocemente modificando il modo in cui le compagnie e le istituzioni valutano, approvvigionano e allestiscono gli asset IT. L’impiego efficace di strumenti di automazione, self-service e orchestrazione resta comunque la sfida maggiore per le organizzazioni IT, mentre definire con accuratezza i costi ed implementare modelli di controllo dei costi è un ostacolo nel business e nelle relazioni IT. Il passaggio verso il cloud computing richiede un cambiamento in tutta l’organizzazione – nelle persone, nei processi e nella tecnologia”.

In sostanza l’indagine ha rilevato come sia difficile da dimostra un potenziale ritorno sull’investimento. Solamente un terzo delle organizzazioni europee è in grado di costruire una giustificazione economica comprensiva per i progetti cloud. Riuscire a capire a fondo le implicazioni, i costi e i benefici di un processo trasformazionale quale è l’implementazione del cloud computing è molto difficile, ma senza affrontare un solido studio di sostenibilità è altrettanto difficile dimostrare il successo dei progetti cloud.

Il 41% degli intervistati cerca di sfruttare il cloud per riuscire a guadagnare un vantaggio di business, lasciando il 59% delle realtà europee non in grado di portare i progetti cloud oltre la barriera dei progetti infrastrutturali dell’IT. I benefici reali dei progetti cloud potranno essere realizzati solo se verranno usati per condurre l’innovazione di business e il vantaggio competitivo.

A tal proposito, riportiamo un altro parere importante, quello di Giorgio Nebuloni, reaserch manager Cloud Practice per IDC: “La spesa per i servizi cloud e per le fondamenta degli ambienti cloud ha visto una crescita del 25% in Europa rispetto ai 12 mesi precedenti, ma la spinta da parte dei service provider potrebbe iniziare a perdere vigore nei prossimi anni se i buyer IT e i dirigenti delle linee di business non sono valutati per il loro livello di maturità cloud e quindi aiutati a sgretolare sistematicamente gli ostacoli all’adozione”.

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Vincenzo Abate

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