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Google Cloud supporterà presto PHP?

Secondo questa pagina della documentazione ufficiale, sembrerebbe proprio di sì: il tutorial spiega in via quasi definitiva (alcuni prodotti necessari non sono stati rilasciati, per il momento) come sia possibile far funzionare su un cloud hosting un servizio come WordPress, con ovvi vantaggi in termini di prestazioni del servizio. In particolare ci si riferisce alla fase di sviluppo del sito, quindi non è attualmente pensato come strategia per il blog definitivo: si può quindi testare lo stesso mediante AppEngine, svilupparlo in locale (con appositi client per Linux, Mac e Windows) e memorizzare i file necessari nella “nuvola”.

Le condizioni da rispettare sono le seguenti:

  • installarsi in locale il “Google App Engine for PHP SDK” per il proprio Windows, Mac OS X o Linux assieme ad un ambiente di sviluppo PHP 5.4 con supporto a php-cgi;
  • far girare un’istanza in locale del DBMS MySQL 5;
  • creare un’istanza funzionante del Cloud Console project, ed ovviamente abilitarlo per il progetto in questione.

La portabilità è senza dubbio uno degli aspetti fondanti di qualsiasi applicazione cosiddetta SaaS (Software as a Service), e non ci sarebbe da stupirsi che Google abbia optato per questo tipo di opportunità, tuttavia ancora embrionale e piuttosto complessa nella sua messa a punto: del resto il fatto stesso che gli App Engine necessari, nella pagina di download, possono essere soggetti in futuro a variazioni senza preavviso, ed il servizio viene fornito attualmente solo in preview e per uso limitato (“PHP runtime is available as an experimental Preview feature. Please be aware that the APIs and service may change before the service becomes Generally Available“). Al momento quindi si suggerisce di non adottare questa scelta se non a scopo di test, e facendo molta attenzione a rispettare le condizioni d’uso del servizio, dato che potrebbero essere non adatte al vostro blog in particolare.

Staremo a vedere cosa succederà nel prossimo futuro per quanto, a conti fatti, l’opportunità potrebbe diventare un vero e proprio standard nei prossimi anni, con l’inserimento di facilitazioni varie nell’installazione in modo da rendere “per tutti” tali operazioni così come avviene sugli ordinari servizi di hosting.

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