Domini

Vuoi registrare gratis domini di primo livello? Ecco come stanno le cose

Questo articolo chiarisce un ulteriore luogo comune diffuso sulla registrazione dei domini di primo livello, che spesso viene tacciata per gratuita quando in effetti non si tratta effettivamente di “primi livelli”.

I vari “livelli” dei domini

In molti articoli su internet è possibile leggere la notizia dell’opportunità, raccontata da alcuni, di registrare domini di primo livello gratuitamente: ricordiamo a tale riguardo che i livelli servono a distinguere i vari “pezzi” che compongono un indirizzo, leggendoli progressivamente da destra verso sinistra. Ad esempio, potremmo considerare un indirizzo web come “frazionato” nel seguente modo:

# livello3.livello2.livello1

che potrebbe concretizzarsi nel caso del nostro blog con questa corrispondenza:

          
        blog. keliweb  .it
           ^      ^       ^
           |      |       |
           |      |       |
#    livello3.livello2 .livello1

ovvero:

  • Primo livello: it
  • Secondo livello: keliweb
  • Terzo livello: blog

Dunque i livelli si leggono da destra verso sinistra, e a “dare il nome” all’indirizzo in questione è numero massimo di livello del sottodominio, come viene usualmente chiamato ogni indirizzo distinto. Il numero in questione può essere potenzialmente illimitato: possiamo avere domini di quinto, sesto… ennesimo livello, anche se difficilmente ci si spinge oltre il quarto.

Un ulteriore esempio potrebbe essere il seguente:

       zucconi.blogautore.repubblica.it
#     livello4. livello3 . livello2 .livello1

L’esempio precedente serve anche a mostrare a cosa servano nella pratica questa gerarchia: in sostanza i livelli suddividono lo spazio web in maniera opportuna, creando degli spazi virtuali separati – appartenenti al dominio in questione – che ognuno potrà gestire individualmente (nel caso dei blog multi-autore, ad es., come quello di Repubblica).

In generale i sottodomini possono coincidere con vari livelli applicativo-gestionali del sito web, a seconda dei casi, e spesso in congiunzione con tecnologie di hosting di livello come le VPS Cloud.

Per esempio potremmo gestire separatamente immagini, CSS, database e versione pubblica di un sito web:

  1. img.sito.com
  2. css.sito.com
  3. db.sito.com
  4. www.sito.com

Differenziare i domini internet

Per quello che ci serve capire, quindi, zucconi.blogautore.repubblica.it è un dominio di quarto livello, mentre blog. keliweb.it è considerato di terzo. Per convenzione accetteremo che keliweb.it, così come www.keliweb.it, miosito.com oppure www.miosito.com, per estensione, siano domini di primo livello, cioè quelli di cui parleremo in questo articolo.

Questo non è esatto dal punto di vista tecnologico, per quanto in ambito marketing si faccia comunemente riferimento a questa locuzione, con abuso di linguaggio, per descriverne uno.

Se desideriamo avere un nostro sito con nome a scelta del tipo questonome.it, chiederemo al nostro provider un “dominio di primo livello” in tal senso; diversamente, andremo a richiedere un terzo livello per indicare la registrazione, ad esempio, su provider gratuiti di domini come questonome.altervista.org oppure questonome.ilbello.com (tanto per citarne due tra i più famosi).

Cosa implicherebbe un primo livello gratuito?

Secondo quanto stabilito dagli enti preposti alla registrazione dei domini, Il primo livello coincide con l’estensione (.com, .it e così via), e si realizza nel fatto che un cliente desideri noleggiare uno spazio virtuale del tipo nomeascelta.estensione. Questo si riflette nel fatto che, di solito, è improbabile che si possano concedere gratuitamente domini di questo tipo, a meno che non siano valide una delle seguenti condizioni:

  1. L’estensione del dominio sia .tk (l’unico caso di reale dominio di primo livello gratuito di cui siamo a conoscenza). Se si apre il sito dot.tk viene offerto gratuitamente un vero e proprio nome a dominio di primo livello, del tipo mionome.tk (nota: TK è l’estensione dell’isola di Tokelau, e per mantenere il dominio attivo sono necessarie almeno 90 visite uniche ogni 3 mesi)
  2. Si tratti di un dominio di secondo livellomascherato” offerto da alcuni provider esteri.

Alcuni di loro offrono infatti la registrazione gratuita di siti di “pseudo-primo livello”, come ad esempio (fonte):

  • www.co.cc che fa registrare di fatto un terzo livello: nomesito.co.cc
  • www.freedomain.co.nr che similmente fa registrare nomesito.co.nr
  • nic.biz.ly offre l’indirizzo nomesito.biz.ly
  • www.we.bs offre l’indirizzo: nomesito.we.bs
  • www.biz.tc offre l’indirizzo: nomesito.biz.tx

che sono, alla luce di quello che abbiamo spiegato poc’anzi, null’altro se non domini di terzo livello mascherati poco rilevanti per via dell’estensione poco comune o riconoscibile.

Occhio a non fare confusione

Si faccia inoltre attenzione a non fare confusione con i nomi di cui disporrete, per quanto gratuitamente:

  • nomesito.biz.tx è diverso, oltre che difficile da ricordare, di nomesito.biz;
  • nomesito.we.bs non è nomesito.ws;

È bene sapere che non si tratta, quindi, di domini realmente di primo livello bensì di terzo (esattamente come mionome.altervista.org, semplicemente più corti).

domini nuove estensioni

Esistono provider che promettono la registrazione gratuita del dominio (davvero un domini di primo livello), spesso addirittura per più anni, ma sotto opportune condizioni commerciali. Per esempio che si acquisti obbligatoriamente un hosting presso di loro, oppure che si accetti di farsi fare il sito dagli stessi (a pagamento).

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