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Come gestire una penalizzazione di Google

La gestione di una penalizzazione di Google è spesso piuttosto complicata, ma si riduce in molti casi alla rimozione dei link “scomodi” rilevati da Google, che spesso vengono notificati direttamente dal Webmaster Tools del sito (dall’interfaccia oppure via email al responsabile del sito).

Il blog Moz.com ha riportato un articolo di Rand Fishkin che spiega come si debba affrontare questa eventualità, ricostruendo la circostanza che è capitata ad alcuni siti di annunci immobiliare che avevano effettuato scambio di link, realizzando delle pagine tipo links.html nelle quali indicavano come siti “simili” altri dello stesso tipo. Una procedura che i gestori dei siti devono aver letto su qualche forum dedicato all’argomento SEO, ma che – oggi come oggi – tende ad essere piuttosto rischiosa come pratica in generale.

google-penalty-flowchartLo schema di recupero delle penalizzazioni segue uno flow-chart come quello seguente, che andremo brevemente a commentare e che riporta le varie casistiche nello specifico. Una volta confermato che il vostro sito ha perso ranking rispetto ai concorrenti, bisogna anzitutto verificare che sia ancora indicizzato su Google con l’operatore site: se non lo è, cioè se tale operatore non restituisse risultati per il proprio sito web, sarà molto probabilmente necessario effettuare una richiesta di riconsiderazione nell’indice di Google (vedi qui). Alternativamente bisogna verificare se le query “branded” funzionino o meno, ovvero se cercando “nomesito” per nomesito.it – oppure il nome unico del brand – escano fuori risultati del sito o meno: se non ne escono fuori, è il caso più complesso di tutti. Bisogna rimuovere il link spam manualmente (sia quello “ricevuto” che quello “donato”, quindi sia come link in ingresso che in uscita), tracciandolo sia con il WMT che mediante appositi tool aggiuntivi come ahrefs.com. Fatto questo, si procede con la richiesta di riconsiderazione, tenendo conto che sarà necessario effettuare un disavow “purgando” così il sito dei riferimenti malevoli, ed avendo cura – lo ripetiamo – di rimuovere anche i link in uscita che abbiamo inserito noi a scopo di manipolazione del PageRank. Se non fosse neanche questo il caso, conclude l’articolo, sarà necessario trovare link di alta qualità per “pareggiare” il conto con i concorrenti, eventualmente andando a vedere i migliori link di cui essi dispongono e cercando di effettuare operazioni SEO sensate e non manipolative.

 

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