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SEO: le basi per iniziare a lavorare

La Search Engine Optimization riguarda, nella sua interezza, l’insieme di tecniche che si occupano di:

  • garantire la corretta indicizzazione di un sito web;
  • fare in modo di ottimizzare i posizionamenti sui principali motori (Google in primis) delle proprie pagine.

Diversamente da quello che si legge in giro, dunque, è necessario avere ben presente questa fondamentale distinzione: molti esperti del settore (o sedicenti tali) tendono a sottovalutare o travisare completamente questo concetto, confondendo (spesso deliberatamente) l’indicizzazione (indexing) con il posizionamento (ranking). Possiamo in altri termini essere ben indicizzati senza riuscire ad “emergere” nelle prime posizioni di Google e, al tempo stesso, essere ben elencati da Google è una condizione necessaria per iniziare una qualsiasi attività SEO. Dato un generico sito web, dunque, gli aspetti che dobbiamo avere ben presenti sono i seguenti:

Il nostro generico sito sarà costituito da un insieme di pagine web le quali, qualunque sia la tecnologia sottostante (pagine statiche HTML, CMS come WordPress e Joomla! e via dicendo), saranno presto o tardi lette dal crawler di Google, e proposte tra i risultati di ricerca: è bene quindi sapere dall’inizio che i motori di ricerca tendono a valorizzare quelle che sono le pagine più pertinenti rispetto alla query di ricerca che stiamo sottoponendo. La pertinenza, di fatto, è un concetto che deriva dall’Information Retrieval (IR) e che media, con modalità piuttosto differenti, un insieme di fattori che possono essere:

  • il “modo” in cui sono scritti i testi (in alcuni casi, e per certi query di ricerca, basta un testo ben scritto per posizionarsi in modo stabile in prima posizione senza alcun altro genere di intervento);
  • il numero di link esterni che puntano al sito e/o alle pagine, uniti alla loro autorevolezza;
  • il numero di volte in cui i risultati di ricerca vengono cliccati o visualizzati dagli utenti (in questo i social network e le condivisioni possono, senza perdità di generalità, avere un ruolo preponderante).

Come regola generale, quindi, senza che ciò abbia altro genere di implicazioni, diremo che è più agevole – oltre che consigliabile nel primo periodo di vita del sito – provare ad ottimizzare le nostre pagine nei termini suddetti avendo cura di ottimizzare prima di tutto:

  1. il numero ed il tipo di link interni (interlinking: i nostri contenuti devono essere collegati tra loro in modo coerente ed utile, senza esagerare ed in modo funzionale al sito ed ai testi contenuti);
  2. la coerenza e “descrittività” dell’attributo <title> e, in certi casi, metadescription del markup HTML;
  3. il numero ed il tipo di link esterni (citazioni da altri blog, directory, forum, recensioni dei nostri prodotti e via dicendo).

Ovviamente in tutto questo intervengono dei fattori esterni che ci “disturbano”: essi riguardano da un lato i motori stessi e, dall’altro, i nostri concorrenti diretti.

Penalizzazioni

Fin dalla nascita dei motori di ricerca si sono inserite sul mercato delle figure di SEO le quali, senza troppi scrupoli, hanno pensato di provare ad ingannare i crawler, cercando di proporre contenuti scadenti nei siti e valorizzandoli in termini di ranking mediante tecniche scorrette (redirect, cloaking, testi nascosti, link farlocchi solo per fare numero…). Questo ha costretto i motori come Google e Bing a correre ai ripari, utilizzando tecniche di IR sempre più raffinate allo scopo, purtroppo soltanto teorico in molti casi, di dare importanza a chi lo merita sul serio. Le penalizzazioni di Google vengono inflitte nel caso in cui ci si accorga, ad esempio, che un webmaster ha fatto incrementare artificialmente la popolarità di un sito inserendo un gran numero di link esterni poco utili o di bassa qualità. In generale, l’attività di costruzione di riferimenti esterni per il vostro sito viene denominata link building e dovrebbe essere eseguita con grande cura, limitando o rimuovendo del tutto la presenza di link da siti fuori tema ed evitando di linkare sempre la stessa parola. Una guida di base come questa non basterebbe ad elencare tutte le possibili situazioni, ma una prima regola generale rimane la seguente: se avete difficoltà a trovare link esterni per il vostro sito vuol dire che, in linea di massima, dovete fare un passo indietro ed ottimizzare prima i vostri contenuti.

Analisi della concorrenza

Se vi proponete con il vostro sito di e-commerce è naturale che ci saranno altri brand che possiedono già buone fette del vostro mercato: un bravo SEO, in questi casi, deve disporre della capacità di sapersi “inserire” nelle SERP giuste (per le corrette parole chiave, quindi) tenendo conto delle citazioni, delle strategie e dei contenuti che i competitor hanno utilizzato. Tutto questo ovviamente senza emulare passivamente quanto fatto dagli altri bensì ricorrendo alla creatività, che rimane l’arma segreta di ogni SEO (e che troppo spesso viene accantonata dall’ossessione, errata, di procurarsi backlink ad ogni costo e senza una vera ragione).

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