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Anchor text: la loro (relativa) importanza per la SEO

Il web è costituito da pagine interlinkate mediante l’attributo <a>, come sappiamo, e questo conferisce alle pagine stesse una natura ipertestuale: è possibile mediante esso connettere contenuti che siano in relazione tra loro, ad esempio verso approfondimenti, citazioni, pagine autore, video e molto altro. Ogni tag di questo tipo è caratterizzato da una coppia <link, ancora testuale> che sempre ad esprimerlo all’interno delle pagine HTML, ricorrendo eventualmente ad una serie di attributi aggiuntivi. Il problema sul piano SEO – quasi a livello di uno dei celebri problemi del millennio, a mio avviso – è che i link possono avere una natura qualunque, non è scontato che siano utilizzati in buonafede ed è troppo forte la tentazione per alcuni di linkare le proprie pagine preferite non perchè abbiano una qualche relazione con la pagina di origine, ma per altri motivi (manipolazione del PageRank, “simpatia” verso un blog, scambio link, incremento della visibilità artificioso). Questo mette in evidenza un aspetto fondamentale, ovvero che – con buona probabilità, visto che Google e Bing non si sono mai espresse esplicitamente a riguardo – il numero ed il tipo di link verso un sito o una pagina web sono un fattore importante per determinare il ranking di quel contenuto, per quanto vi siano altri fattori in gioco (che riguardano quasi certamente la pertinenza del contenuto rispetto alla query di ricerca digitata).

Le anchor text (o testi ancora o, più semplicemente, “ancore”) sono quindi i testi descrittivi che accompagnano la definizione di un link: ad esempio <a href=’http://miosito.com’>questa è un’ancora</a> che sarà resa visivamente in questo modo.

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La pratica tipica dei SEO prevede che se sto ottimizzando per la chiave “automobili diesel” cerchi di massimizzare il numero di ancore “automobili diesel “esterne al sito, con link al sitodapromuovere.com : in realtà agendo passivamente in questi termini si rischia una sovraottimizzazione che può portare ad essere penalizzati per comportamenti SEO scorretti. Questo ovviamente non significa che non si debba fare una cosa di questo tipo: piuttosto una pratica di link building più coerente consiste nel pensare prima di tutto ai contenuti che possiamo utilizzare per promuovere un sito, e solo successivamente utilizzare le giuste ancore cercando sempre di diversificarle. Ad esempio potremmo distribuire le anchor su vari siti in questo modo:

  • auto diesel
  • automobili diesel
  • macchine diesel
  • diesel vs benzina
  • costo auto diesel
  • e via dicendo.

È importante, in quest’ottica, che le ancora siano presenti in modo coerente all’interno dei contenuti:  ad esempio dentro ad un articolo che parla delle differenze tra auto diesel e benzina, e non semplicemente – ad esempio – firmandosi nei commenti di un blog tematico come “auto diesel” (un nickname anche abbastanza brutto, per la cronaca :) ).

Tipicamente i testi ancora dovrebbero servire a comprendere la natura del link, in altri casi sono del tutto generici o casuali; in generale cercare di renderli pertinenti e diversificati per un sito obiettivo è una delle più importanti attività per la SEO. Non è detto, comunque, che questa operazione debba essere eseguita a mano, e questo per una ragione molto semplice: i backlink possono, e anzi devono, essere anche naturali (es. classico: vi citano spontaneamente il sito in un forum tematico, in un blog oppure su Yahoo! Answers).

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